L’ultimo bacio di Giulietta e Romeo di Francesco Hayez

L’ultimo bacio di Giulietta e Romeo di Francesco Hayez interpreta un momento emotivamente rilevante della nota tragedia di William Shakespeare.

Francesco Hayez, L’ultimo bacio di Giulietta e Romeo, 1823, olio su tela, 291 x 201,8 cm. Tremezzo, Museo Nazionale di Villa Carlotta

Indice

Descrizione de L’ultimo bacio di Giulietta e Romeo di Francesco Hayez

I due giovani si trovano all’interno di una stanza in penombra. Un bacio unisce i due giovani che si stanno separando. Romeo è in piedi vestito con abiti medievali, accanto alla finestra di sinistra mentre Giulietta è a sinistra vestita con abiti da camera. Sulla sinistra una parte dell’ambiente è separato da un muretto e da una colonnina. Nella penombra si intravede poi una domestica che si volge per osservare i due giovani. Si intravede anche un angolo dedicato alla preghiera con un crocifisso e un piccolo dipinto appeso alla parete.

La finestra è decorata con vetri colorati uniti da cornici metalliche sagomate. Infine, il paesaggio che si osserva all’esterno mostra alcune architetture medievali e gli alberi di un giardino.

Interpretazioni e simbologia de L’ultimo bacio di Giulietta e Romeo di Francesco Hayez

Il dipinto si ispira al testo di William Shakespeare. Hayez progettò una precisa ricostruzione dell’ambiente medievale ricca di dettagli. La scena infatti è il risultato di particolari attentamente riprodotti come la pantofola di Giulietta, e i tessuti degli abiti.

Quest’opera ispirata al dramma shakespeariano si presta a diverse interpretazioni. Si può considerare un’occasione per proporre una fedele ricostruzione medievale. Diversamente si può considerare come una suggestiva rappresentazione sentimentale. L’attenta resa pittorica del materiale può risultare poi una prova di bravura tecnica di Hayez.

“Quella luce non è l’alba, ne son sicura, io.
È una meteora, emanata dal sole per illuminarti la strada
e scortarti, stanotte, come un servo con la torcia,
sino a Mantova. Ecco perché puoi ancora restare:
non c’è bisogno che te ne vada.”

William Shakespeare, Romeo e Giulietta, Atto III, scena V

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Il collezionista Giovanni Battista Sommariva commissionò questo dipinto a Francesco Hayez per collocarlo nella a Villa Carlotta di Tremezzo. Sommariva fu uno dei più importanti collezionisti della prima metà Ottocento.

Hayez espose l’Ultimo bacio presso l’Accademia di Belle Arti di Brera nel 1823. L’opera si trova ancora oggi presso il Museo Nazionale di Villa Carlotta.

L’artista e la società. La storia dell’opera L’ultimo bacio di Giulietta e Romeo di Francesco Hayez

L’ultimo bacio di Giulietta e Romeo risale al 1823. Questa tela fu una delle prime grandi opere storiche con figure a grandezza naturale esposto a Milano. Al tempo l’opera suscitò un grande interesse per via della novità che rappresentava.

Il dipinto suscitò alcune critiche negative provenienti soprattutto dall’ambiente accademico. Schom contestò la scelta di Hayez di non perseguire il bello ideale nella rappresentazione delle figure e di allontanarsi quindi dai precetti neoclassici. Infatti, Giulietta e Romeo, pur nella loro disposizione teatrale, sono concepiti più realisticamente.

Il critico tedesco Ludwig Schorn corrispondente a Milano della rivista d’arte tedesca “Kunst-Blatt”, invece sottolineò la reale voluttà del bacio tra i due giovani. Schorn con il suo commento diede quindi valore al realismo della scena che invece condannavano i critici accademici.

Il maestro romantico riprese lo stesso soggetto con una versione del 1825 e due nel 1830. Infine Hayez elaborò il motivo del bacio fra due giovani amanti nelle diverse varianti del noto Bacio, a partire dal 1859.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile de L’ultimo bacio di Giulietta e Romeo di Francesco Hayez

La scena presenta molti elementi caratteristici del Romanticismo. Uno di questi è il patetismo della situazione rappresentata. La vicenda mette poi in evidenza il contrasto tra le convenzioni rigide della morale dell’epoca e la possibilità di manifestare liberamente i propri sentimenti. Con questa tela Hayez realizzò così un manifesto della poetica romantica e della sua pittura. I due giovani assumono posture poco spontanee, utili all’organizzazione della composizione e alla resa teatrale della scena.

Hayez accostò le diverse superfici colorate creando campiture nette senza sfumare le tinte. In questo modo le diverse parti delle figure risultano molto evidenti e nitide. I colori sono brillanti e saturi e derivano dalla tradizione della pittura veneta.

La luce che rivela debolmente l’interno della stanza è irreale. Infatti Hayez utilizzò la luce per sottolineare il clima emotivo della vicenda. L’artista abbandonò quindi il chiaroscuro di tradizione accademica che permetteva di dipingere figure dai volumi solidi e statuari. La modellazione si presenta così più morbida.

Gli storici dell’arte considerano Francesco Hayez il capofila della pittura romantica sul territorio italico.

La tecnica de L’ultimo bacio di Giulietta e Romeo di Francesco Hayez

Il dipinto è un olio su tela di 291 centimetri di altezza e 201,8 cm di larghezza.

Il colore e l’illuminazione

Giulietta si trova a destra e indossa indumenti intimi ed è ancora in ombra. Romeo invece è a sinistra investito dalla luce del sole che sorge. Il giovane indossa abiti medievali e sta fuggendo, uscendo sulla sinistra. La stanza che ospita i due giovani è in penombra mentre la nutrice, illuminata da un debole lume, si intravede appena.

Lo spazio

Hayez disegnò l’interno della stanza con un taglio scenografico rinunciando ad una precisa descrizione architettonica. In questo modo la scena si avvicina alla rappresentazione di un melodramma e assume un valore emotivo. Anche il tipo di illuminazione e le posizioni delle figure contribuiscono a evidenziare la componente sentimentale. 

La composizione e l’inquadratura

L’opera presenta una struttura compositiva simbolica che rappresenta una antitesi concettuale.

Approfondimento. Il gioco dei rimandi tra le arti

di Anna Maria Nosotti

Molto è stato scritto a proposito delle fonti italiane dei drammi e delle tragedie di William Shakespeare: è un dato innegabile la sua conoscenza della novellistica del nostro paese, già solo prendendo in esame l’ambientazione di metà delle sue opere (Verona, Venezia, Roma, Napoli, Milano…).

Infatti Otello, Desdemona, Shylock, e molti altri personaggi famosi vivono, amano, muoiono nel bel Paese.

Sicuramente una delle tragedie più conosciute del Bardo è ambientata a Verona, ma la vicenda di Romeo e Giulietta ha origini letterarie più antiche e per l’appunto italiane: che si tratti de “La sfortunata storia di due infelicissimi amanti” del Bandello o della “Storia di due nobili amanti“ di Luigi da Porto (entrambi autori del primo ‘500), se non addirittura della vicenda di Marotto e Ganozza, attribuita a Masuccio Salernitano (14 50 circa), è chiaro che Shakespeare conoscesse perfettamente questa tragica vicenda, che rielaborò in modo personalissimo e la cui fama attraversò i secoli.

L’ispirazione letteraria dell’arte ottocentesca

Ovviamente, accadde poi che anche la pittura italiana (in un gioco di rimandi tipico delle arti) finì per ispirarsi al dramma Shakespeariano : qui ne abbiamo un famoso esempio ne “L’ultimo bacio di Romeo e Giulietta”. Questa è la prima opera letteraria con cui si confronta il pittore italiano, in un’epoca (l’Ottocento) che rifuggiva i riferimenti mitologici e preferiva trarre ispirazione dalla storia e dalla letteratura, prestando attenzione ad un certo realismo.

In quel secolo di rivalutazione per il teatro, notiamo in questa tela una precisa ricostruzione dell’ambiente e della vicenda (“Addio, addio e poi scenderò”, dice Romeo, mentre la nutrice li osserva sullo sfondo), una certa sensualità nella postura dei personaggi, una passione che si evince dal bacio stesso.

Di Hayez, Stendhal scrisse “Questo pittore mi insegna qualcosa di nuovo sulle passioni che dipinge”; quindi anche su quella tra i due amanti veronesi.

Consulta anche la pagina: Romanticismo patriottico, Arte e William Shakespeare

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Leggi gli altri contributi di Anna Maria Nosotti: Arte e femme fatale, Arte e teatro, La Divina Commedia nell’arte, Ritratti di Dante Alighieri, Il diavolo nell’arte

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Bibliografia

  • F. Mazzocca (a cura di), Francesco Hayez. Ediz. illustrata, Silvana (5 novembre 2015) Collana: Cataloghi di mostre, ISBN-10: 8836632343 ISBN-13: 978-8836632343
  • Francesco Leone, Fernando Mazzocca, Ottocento. L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini. Catalogo della mostra (Forlì, 9 febbraio-16 giugno 2019). Ediz. a colori, Silvana Collana: Arte, 13 febbraio 2019, EAN: 9788836641437
  • F. Mazzocca (a cura di), Romanticismo. Catalogo della mostra (Milano, 26 ottobre 2018-17 marzo 2019). Ediz. a colori, Silvana (29 ottobre 2018) Collana: Arte, ISBN-10: 8836641008 ISBN-13: 978-8836641000

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 10 dicembre 2021.

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Francesco Hayez, L’ultimo bacio di Giulietta e Romeo, sul sito del Francesco Hayez, L’ultimo bacio di Giulietta e Romeo, 1823, olio su tela, 291 x 201,8 cm. Tremezzo, Museo Nazionale di Villa Carlotta e dei Beni Culturali della Regione Lombardia, Italia.

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