La Manneporte a Étretat, reflets sur l’eau di Claude Monet

La Manneporte a Étretat, reflets sur l’eau di Claude Monet è un paesaggio marino che ritrae la maggiore tra le porte nota costa normanna.

Claude Monet, La Manneporte a Étretat, reflets sur l’eau, 1883, olio su tela, 65,4 x 81,3 cm. New York, The Metropolitan Museum of Art

Claude Monet, Manneporte a Étretat, 1885, olio su tela, 65,4 x 81,3 cm. Philadelphia, Museum of Art Consulta la pagina dedicata all’opera di Claude Monet, Manneporte a Étretat, sul sito del Museum of Art di Philadelphia.

Indice

Descrizione di La Manneporte a Étretat, reflets sur l’eau di Claude Monet

Il dipinto di Claude Monet ritrae un angolo della scogliera nei pressi di Étretat. Al centro della roccia lambita dall’acqua marina, è presente un ampio spazio vuoto oltre il quale continua l’orizzonte. In primo piano, le onde si infrangono contro l’arco naturale all’interno del quale si scorgono, piccolissime due figure umane. In lontananza, infine, si osservano alcune piccole vele.

Interpretazioni e simbologia di La Manneporte a Étretat, reflets sur l’eau sull’acqua di Claude Monet

The Manneporte (Étretat)è il titolo in inglese con il quale l’opera di Claude Monet è esposta al museo di New York. Il titolo originale in francese è invece La Manneporte a Étretat, reflets sur l’eau. Nel dipinto è raffigurata la formazione rocciosa detta La Manneporte, che si trova sulla costa nei pressi di Étretat nel territorio di Caux. Monet fu attratto dalle alte falesie nelle quali gli agenti naturali, nel tempo, hanno creato tre aperture dette porte. La più ampia di queste è La Manneporte che appare su due dipinti dell’artista.

Il villaggio di Étretat

Il villaggio di pescatori è un comune francese che fa parte del dipartimento della Senna Marittima, nella regione della Normandia. Il paese si affaccia sul Canale della Manica che divide Francia e Gran Bretagna. Inoltre si trova sulla Costa d’Alabastro una località di grande fascino naturalistico e meta turistica.

La costa d’Alabastro e le formazioni rocciose nella pittura impressionista

Le spiaggie della Costa d’Alabastro sono costituite, per la maggior parte, da alte scogliere di gesso intervallate da valli. Nonostante la lenta erosione prodotta dagli agenti atmosferici, le scogliere non sono cambiate molto nei secoli. Il materiale che forma le scogliere è il gesso Turoniano chiamato “il tiglio“, molto resistente, alla base, e il gesso Senoniano nella parte superiore, induriti da strati di silicio. Caratteristica principale della scogliera sono gli archi creati dall’erosione degli agenti naturali. I panorami più famosi sono il Roc Vaudieu et l’Aiguille de Belval el’Aiguille d’Etretat.

Molti artisti di metà e fine Ottocento si recarono in Normandia e in particolare sulle coste per ritrarre i paesaggi marini. Uno di questi fu il maestro del Realismo, Gustave Courbet. Il territorio che va da Dieppe a Honfleur, si ritrova in molte opere dei maestri dell’Impressionismo.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

The Manneporte (Étretat) di Claude Monet si trova al The Metropolitan Museum of Art di New York conservato con numero di archivio 51.30.5. L’opera giunse al museo con il lascito di William Church Osborn nel 1951.

L’artista e la società. La storia dell’opera La Manneporte a Étretat, reflets sur l’eau di Claude Monet

La Manneporte a Étretat, reflets sur l’eau di Claude Monet risale al 1883. Il dipinto è firmato in basso a sinistra Claude Monet 83. L’artista soggiornò infatti per quasi tutto il mese di febbraio 1883 a Étretat, il villaggio di pescatori sulla costa della Normandia. Monet, durante questi giorni, realizzò venti vedute della spiaggia e delle tre particolari formazioni rocciose della zona: la Porte d’Aval, la Porte d’Amont e la Manneporte.

Durante il soggiorno marino, Monet incontrò spesso lo scrittore francese Guy de Maupassant che risiedeva a Étretat. In questa località, infatti, lo scrittore ambientò diversi racconti e novelle. Anche Maupassant descrisse le porte della costa in almeno uno dei suoi racconti evidenziando i legami tra la pittura di Monet e la letteratura della sua epoca.

Claude Monet si interessò a Étretat già dall’inverno del 1868-1869. L’artista tornò poi in questi luoghi dal 1883 al 1886. Nel complesso Monet realizzò circa cinquanta tele che ritraggono il territorio di Étretat.

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Lo stile di La Manneporte a Étretat, reflets sur l’eau di Claude Monet

Gli storici dell’arte considerano questo dipinto, e gli altri della serie, un anticipo delle famose vedute della cattedrale di Rouen del 1884. Di questo dipinto inoltre gli esperti apprezzano soprattutto lo studio dei colori dal vero e il taglio architettonico riservato alle strutture naturali. Monet, nonostante la forte presenza fisica della falesia, riuscì a smaterializzare le pietra enfatizzando le componenti cromatiche e la luce.

La tecnica

La Manneporte di Claude Monet è un dipinto realizzato con uso di colori ad olio ad impasto stesi su una tela di 65,4 centimetri di altezza e 81,3 cm di larghezza.

Il colore e l’illuminazione

Il dipinto di Monet che ritrae la Manneport appare, nell’insieme, come un’immagine caratterizzata da colori freddi, blu e azzurri. Osservando più attentamente, si scopre che il pittore utilizzò un’ampia gamma cromatica che si apprezza se vista da breve distanza. La parete interna e illuminata dal sole della falesia è dipinta con ocre gialle, rossi e bruni. Invece, la zona in ombra presenta evidenti accostamenti di colore blu e rosé, arricchiti da riflessi grigi, chiari e scuri, caldi e freddi. Nel mare agitato, dominano quindi il blu ed il verde. La spuma creata dai frangenti diffonde riflessi di diversi colori chiari mentre il cielo si presenta caldo e luminoso a sinistra, e si satura di azzurro a destra.

Lo spazio

Il paesaggio marino dipinto da Monet presenta una forte profondità dovuta al confronto tra la falesia in primo piano e la superficie marina che avanza fino all’orizzonte. Inoltre la grandezza della falesia si apprezza grazie alle piccole figure umane dipinte al suo interno.

La composizione e l’inquadratura

Il paesaggio dipinto da Monet è di forma rettangolare e l’inquadratura orizzontale incornicia la parte della falesia che affonda tra le onde. La struttura compositiva è determinata dal grande arco della Manneporte che si colloca a sinistra del dipinto. L’acqua infine occupa un terzo dell’altezza del piano mentre la parte superiore è destinata alla falesia e al cielo.

Etretat, la Manneporte di Claude Monet del musée d’Orsay di Parigi

Etretat, la Manneporte di Claude Monet del musée d'Orsay di Parigi
Etretat, la Manneporte di Claude Monet del musée d’Orsay di Parigi

Claude Monet, Etretat, la Manneporte, 1885 circa, olio su tela, 65,8 x 81,5 cm. Parigi, museé d’Orsay

La versione di Étretat, la Manneporte di Claude Monet conservata al musée d’Orsay di Parigi è datata dai curatori del museo al 1885. La datazione si basa sull’analogia con una tela gemella, firmata e datata 85: La manneporte, vista a valle conservata presso il Philadelphia Museum of Art.

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Bibliografia

  • Claudio Pescio, Claude Monet. La poesia della luce, Giunti, 1999, ISBN 8809013255
  • Maria Teresa Benedetti, Monet: i luoghi, n. 151, Giunti, 2001, ISBN 880902057X
  • Vanessa Gavioli, Monet, in I Classici dell’Arte, vol. 4, Rizzoli, 2003
  • Marco Goldin, Monet, la Senna, le ninfee. Il grande fiume e il nuovo secolo, Linea d’Ombra Libri, 2004, Collana: Grandi mostre, ISBN-10: 8887582831 ISBN-13: 978-8887582833
  • Gérard-Georges Lemaire, Monet, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, ISBN-10: 8809994167, ISBN-13: 978-8809994164

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 8 aprile 2022.

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