Impressione, sole nascente di Claude Monet

Impressione, sole nascente di Claude Monet venne esposta, con altre, in occasione della mostra del 1874 presso lo studio del fotografo Nadar.

Claude Monet, Impressione, sole nascente, 1872, olio su tela, 50 x 65 cm. Parigi, Musée Marmottan

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Indice

Descrizione di Impressione, sole nascente di Claude Monet

La veduta dipinta da Claude Monet mostra il porto di Le Havre in lontananza, avvolto nella nebbia, al mattino presto. Si individuano, infatti, anche se con fatica, le gru, le ciminiere e i pennoni delle navi ormeggiate che si confondono nell’atmosfera opaca del crepuscolo. Sull’acqua del bacino, che occupa interamente la larghezza del dipinto, galleggiano in primo piano tre piccole imbarcazioni mentre il sole color arancio si alza all’orizzonte. Il cielo è infuocato dai colori del sole che si riflettono sulla superficie del mare.

Interpretazioni e simbologia di Impressione, sole nascente di Claude Monet

Impression, soleil levant è il titolo originale, in lingua francese del celebre dipinto di Claude Monet. In italiano il titolo originale è stato tradotto in vari modi quali, Impressione, sole nascente, Impressione, levar del sole o Impressione del sole che sorge. In inglese, invece, l’opera è conoscouta come Impression, Sunrise.

Nel dipinto, si possono vedere, a sinistra la sagoma del Quai au Bois mentre a destra il Quai Courbe che è ancora in costruzione. L’apertura centrale corrisponde alla chiusa transatlantica al bacino dell’Eure. In primo piano poi, le piccole imbarcazioni sono forse quelle dei contrabbandieri che rientrano dopo l’attività notturna.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Impressione, sole nascente di Claude Monet si trova a Parigi, esposto al Musée Marmottan con numero d’inventario 4014. Eugène e Victorine Donop di Monchy donarono il il dipinto di Claude Monet al musée Marmottan di Parigi che lo acquisì il 23 maggio del 1940.

L’artista e la società. La storia dell’opera

Impressione, sole nascente di Claude Monet, risale al 1872, anno in cui il pittore aveva circa 32 anni. Monet, infatti, era nato nel 1840. Morì invece nel 1926. Monet firmò e datò l’opera in basso a sinistra: «Claude Monet ’72». Secondo gli storici il pittore datò l’opera posteriormente. Un gruppo di pittori, riuniti nella Société anonyme des artistes peintres, sculpteurs et graveurs, tra i quali Claude Monet, allestì una mostra nel 1874 all’interno dell’ex studio del fotografo Nadar. In quell’occasione venne esposta l’opera Impressione, sole nascente che, probabilmente, suggerì il nome del movimento Impressionista. Come gli altri artisti del gruppo, Claude Monet scelse di dipingere en plein air, cogliendo immagini di paesaggi. Il pittore realizzò quest’opera in poche ore, osservando il panorama dal vero, dall’interno della sua stanza.

In occasione della prima mostra impressionista del 1874 fu quindi necessario trovare un titolo per il dipinto con il quale indicarlo nel catalogo della dall’esposizione. Vista l’assenza di descrizione che presentava il dipinto, Monet considerò che l’opera non poteva essere considerata come una veduta di Le Havre. Il pittore fece così riferimento a un termine che circolava già da tempo tra i giovani artisti, e la intitolò Impressione. Al tempo, vi era infatti l’intenzione tra i paesaggisti di suggerire un’atmosfera, un’impressione, al posto della tradizionale minuziosa descrizione della natura.

Leggi anche: Le otto mostre degli impressionisti

Il soggiorno di Claude Monet a Le Havre

Claude Monet dipinse Impression, soleil levant durante un soggiorno all’Hôtel de l’Amirauté a Le Havre verso novembre del 1872. La veduta dipinta corrisponde a ciò che il pittore poteva vedere dalla finestra della sua camera da letto, cioè la vista a sud-est del porto esterna di Le Havre al mattino presto. Alcune imbarcazioni solcano il mare e sullo sfondo si vede la vita industriale della città. Così, tra la nebbia e i fumi della lontananza, si notano alcune ciminiere. La mostra del 1874 diede inizio alla produzione impressionista della quale furono protagonisti Renoir, Degas e Pissarro.

L’opinione della critica su Impressione, sole nascente di Claude Monet

Louis Leroy, un inviato del quotidiano satirico Le Charivari, molto conservatore, riprese il termine impressione che Monet aveva associato al suo dipinto e lo utilizzò in chiave negativa. Leroy, come altri critici ufficiali contestava infatti ai giovani artisti del gruppo la pratica della pittura en plein-air. Il critico intitolò così il suo intervento, che pubblicò il 25 aprile 1874 sul giornale, “La mostra degli impressionisti“. Invece pochi giorni dopo, Jules Castagnary, sostenutore del gruppo impressionista, rispose con un articolo a favore della nuova tecnica, connotando così il termine di un valore positivo.

Gli storici dell’arte di oggi apprezzano soprattutto la capacità di Claude Monet di suggerire con poche pennellate libere e veloci le figure che popolano la veduta marina.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

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Lo stile di Impressione, sole nascente di Claude Monet

Impressione, sole nascente è dipinto che presenta già tutte le caratteristiche dell’Impressionismo. La veduta è realizzata con veloci e libere pennellate virgolettate e accostate senza fusione fra loro. Infatti, le figure, le imbarcazioni, gli edifici di sfondo e le attrezzature, sono dipinti con la stessa qualità pittorica delle onde. È solamente il contesto che permette di decifrare i particolari della scena che, isolati, perdono la loro identità. Monet aggiunse le barche in primo piano e il disco color arancione brillante del sole, con i riflessi che si creano sulla superficie del mare, dopo aver dipinto la veduta. Si comprende quindi che l’intenzione di Monet non era quella di rappresentare una scena naturalistica ma di evocarla attraverso una suggestione ambientale.

La tecnica di Impressione, sole nascente di Claude Monet

Impressione, sole nascente di Claude Monet è un dipinto realizzato con impasti di colori ad olio applicati su tela. L’opera misura 50 centimetri di altezza e 65 cm di larghezza.

Il colore e l’illuminazione

Su tutto il dipinto domina un tono azzurro-grigio. Spicca l’imbarcazione costruita con alcune veloci pennellate di grigio scuro e l’arancio del sole che sorge. La dialettica cromatica è tutta giocata nel contrasto di complementari tra azzurro e arancio.

I colori vengono accostati senza chiaroscuro per creare le forme che vengono suggerite e ricomposte nella nostra attività di osservazione. Nel dipinto di Monet Impressione, sole nascente i colori sono accostati per suscitare il massimo della sensazione luminosa. L’artista seguì le indicazioni di Michel Eugène Chevreul. Lo scienziato suggeriva, infatti, di accostare colori puri, utilizzare contrasti di complementari e non utilizzare il nero. Questi accorgimenti permisero di creare immagini retiniche più efficaci nel rappresentare impressioni luminose della realtà.

Lo spazio

Le barche dei contrabbandieri occupano il primo piano della distesa marina. Monet rappresentò la veduta del porto da un punto di vista elevato che corrisponde alla sua camera d’albergo. Le tre imbarcazioni che si succedono in profondità, sulla sinistra, costruiscono la profondità del primo piano.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto è diviso in due metà sovrapposte. La parte in basso è occupata dall’acqua della manica. La metà superiore, invece, dal cielo contro il quale si stagliano le architetture urbane, industriali e le gru dei pontili. Le sagome del Quai au Bois a sinistra e del Quai Courbe, in a destra, reggono la composizione del dipinto.

Approfondimento. L’invenzione del colore ad olio in tubetto

La pittura all’aperto, praticata dai pittori impressionisti, fu resa possibile dell’invenzione di John Rand. L’americano, 1841 inventò, infatti, il tubetto metallico per conservare i colori ad olio in pasta. Prima di allora le paste colorate venivano conservate all’interno di vesciche di animali fragili e difficilmente dosabili. La produzione di colori in tubetto diede, così, la possibilità agli artisti di concentrarsi esclusivamente sulla pittura. I colori industriali potevano, quindi, essere conservati più a lungo, erano perfettamente mesticati e, quindi, facilmente trasportabili per dipingere all’aperto.

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