Stagno a Montgeron di Claude Monet

Stagno a Montgeron di Claude Monet fa parte di una serie di grandi opere destinate a decorare la residenza del collezionista Ernest Hoschedé.

Claude Monet, Stagno di Montgeron, circa 1876, olio su tela, 173 x 194 cm. San Pietroburgo, Museo dell’Hermitage

Descrizione

Nel dipinto Stagno a Montgeron è rappresentato un angolo del parco del castello. Ai bordi dello specchio d’acqua, a destra, si nota una donna con un abito color indaco che sembra pescare. La sua figura però è appena percepibile e si confonde con la vegetazione. Alla sua sinistra si percepisce appena una figura sdraiata. Verso il centro poi si colgono due sagome di persone colorate in rosa. Sulla superficie dello specchio d’acqua si riflettono poi gli alberi cresciuti sulla riva dello stagno. La luce filtra tra le fronde e crea contrasti e riflessi dalle increspature sull’acqua dello stagno. Infine, oltre gli alberi si intravede un paesaggio immerso nel sole.

La donna seduta ai bordi dello stagno non è stata identificata con certezza. Secondo alcuni storici potrebbe essere Camille la prima moglie di Monet. Secondo altri invece si tratterebbe della moglie di Ernest Hoschedé, Alice, che in seguito diventerà la compagna di Monet.

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Analisi sintetica del dipinto Stagno a Montgeron di Claude Monet

Il grande dipinto fu commissionato a Claude Monet da Ernest Hoschedé, un ricco finanziere e collezionista di opere impressioniste. Il mecenate incontrò Monet nell’estate del 1976 e lo invitò nella sua residenza di Montgeron.

Ernest Hoschedé commissionò a Monet quattro grandi tele per la decorazione del Salone delle feste del Castello di Montgeron. Oltre a Stagno di Montgeron, Monet dipinse Giardino a Montgeron esposto all’Hermitage, Tacchini conservato al musée d’Orsay e La caccia che che fa parte della collezione Durand Ruel al Musée de la Chasse et de la Nature di Parigi.

Il dipinto fu esposto in occasione della terza mostra degli artisti impressionisti. Finì in seguito nella collezione Morozov di Mosca. Dal 1930 fu passò poi al museo Hermitage di San Pietroburgo.

Come in altri dipinti Monet, in Stagno a Montgeron, si concentra sulla superficie liquida. Il gioco di riflessi che occupa gran parte del dipinto è reso attraverso forti contrasti di luminosità. Infatti in primo piano si notano le zone di ombra di un bruno scurissimo accostate a zone color indaco e ai riflessi verdi della vegetazione. La parte destra della riva è caratterizzata da tonalità fredde, azzurro, indaco e verde. A destra invece brillano le fronde lontane e gialle colpite dalla luce del sole.

La composizione e l’inquadratura

Lo spazio e le distanze vengono creati dalla prospettiva di grandezza che permette di comparare le dimensioni della figura femminile con il resto del paesaggio.

Il formato del dipinto Stagno a Montgeron è quasi quadrato e permette di porre al centro lo specchio d’acqua, soggetto del dipinto. Infatti due terzi della superficie pittorica sono occupati dalla superficie riflettente dello stagno. Il resto, in alto è riservato al paesaggio di fondo. La riva dello stagno disegna una curva molto elegante che separa la vegetazione dall’acqua. Infine il bordo dello stagno crea un confine nel quale gli alberi e le figure si rispecchiano simmetricamente sulla superficie liquida.

Approfondimenti

Approfondisci con le altre opere di Claude Monet intitolate: Lo stagno delle ninfee, armonia in rosaNinfee bluNinfee rosaImpressione, sole nascenteLa GrenouillèreIl ponte di Argenteuil.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Claude Monet, Stagno di Montgeron, sul sito del Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo.