La stazione di Saint-Lazare di Claude Monet

La stazione di Saint-Lazare di Claude Monet documenta l’interesse dei cittadini di Parigi nei confronti della crescita delle infrastrutture cittadine.

Claude Monet, La stazione di Saint-Lazare, 1877, olio su tela, 75, 5 x 104 cm. Parigi, musée d’Orsay

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Indice

Descrizione de La stazione di Saint-Lazare di Claude Monet

Nel dipinto di Monet è rappresentato il tratto di arrivo dei binari della stazione di Saint-Lazare di Parigi. Al centro sono visibili le motrici che avanzano verso la stazione e passano al di sotto del ponte di comando. Tra i fumi e i vapori si intravedono poi i grandi palazzi della città. Infine, sulle banchine di affollano i viaggiatori.

L’immagine mette in evidenza la struttura in vetro e metallo della stazione che crea un ambiente organizzato secondo linee ortogonali. Oltre le grandi vetrate si intravede il cielo.

Interpretazioni e simbologia de La stazione di Saint-Lazare di Claude Monet

La Gare Saint-Lazare è il titolo originale, in lingua francese, del dipinto di Claude Monet, tradotto in italiano come La stazione di Saint-Lazare.

Claude Monet si occupò anche di vedute urbane. Infatti, nel 1877, tornato a Parigi dopo il suo soggiorno ad Argenteuil l’artista condusse la sua ricerca sul comportamento della luce, in città. Fa parte di questo lavoro La stazione di Saint-Lazare. La modernità delle strutture metalliche della stazione e il vapore emesso delle locomotive sono i soggetti principali del dipinto.

Monet nel dipingere la hall della stazione si concentrò in particolare sulla rappresentazione dei vapori e dei fumi che saturano l’ambiente e modificano la luce che filtra dalle vetrate. La struttura in vetro e acciaio della stazione diventa così una moderna cattedrale tecnologica.

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Il dipinto di Claude Monet si trova al Museo d’Orsay di Parigi. Altre tre versioni della stessa opera sono conservate in altri musei nel mondo.

L’artista e la società. La storia dell’opera La stazione di Saint-Lazare di Claude Monet

Monet iniziò a dipingere gran parte delle vedute ferroviarie e gli interni della stazione a partire dagli ultimi mesi del 1876. Il pittore però datò i dipinti nel 1877. Nel 1877 Claude Monet era già un artista, di 37 anni, dallo stile maturo e risolto in chiave impressionista. Nell’insieme ritrasse la realtà della via ferrata urbana con quasi dodici dipinti. Quattro dipinti ritraggono la hall della stazione e sono solo leggermente diversi tra loro. Le altre raffigurano i treni che transitano tra le abitazioni delle periferie di Parigi. Una delle versioni della hall si trova al Fogg Art Museum di Cambridge e alla National Gallery di Londra.

Al termine del soggiorno a Argenteuil passato a dipingere la campagna en plein-air, Monet si stabilì a Parigi, nel quartiere di Nouvelle Athènes. L’artista colse così l’occasione di osservare e rappresentare vedute urbane di grande modernità. Nello stesso tempo trovò modo di sperimentare nuove soluzioni utili per portare avanti la sua ricerca impressionista.

Nell’intenzione di cogliere la frenesia metropolitana Monet dedicò un periodo, da fine 1876 a parte del 1877, allo studio della stazione di Saint-Lazare, molto frequentata dai viaggiatori francesi. La stazione si trovava proprio nei pressi della residenza di Monet che si concentrò su questa struttura a causa del suo impatto sul tessuto sociale dell’epoca. Infatti in seguito alla sua costruzione si determinò un notevole sviluppo immobiliare. Secondo i cronisti del tempo, rappresentò il fenomeno di mercato edilizio più importante dell’Ottocento.

La rappresentazione della moderna metropoli

Lo scrittore francese Émile Zola ammirò molto le vedute della stazione che evocano le atmosfere della moderna metropoli. Zola intervene infatti nel 1877 su Sémaphore de Marseille in occasione della terza mostra degli impressionisti. Lo scrittore recensì le opere della mostra e in particolare le vedute della stazione di Saint -Lazare che definì superbe.

Zola dichiarò di poter sentire la confusione della stazione e il rumore dei treni evocati dalle immagini di Monet. Il vapore del fumo addensato sotto le enormi vetrate della stazione contribuì così a determinare la poesia delle stazioni ferroviarie e al fascino della pittura moderna. Monet presentò sette lavori dedicati alla stazione intitolati Arrivo del treno dalla Normandia, Stazione di Saint-Lazare, Le pont de Rome, Stazione Saint-Lazare, Arrivo di un treno, Veduta interna della stazione Saint-Lazare e Interno della stazione di Saint-Lazare.

Émile Zola, dopo circa tredici anni, rappresentò la vita della metropoli moderna nel suo romanzo intitolato La bestia umana. Nel romanzo è presente proprio la descrizione di una stazione con attenzione alle componenti elettriche e tecnologiche.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile del dipinto La stazione di Saint-Lazare di Claude Monet

Le vetture dei convogli sono suggerite dagli accostamenti dei colori. Come nel caso dei suoi dipinti en plein air, Monet utilizzò l’impressione per proporre una lettura istantanea del La Stazione di Saint-Lazare. Le strutture architettoniche sono solamente accennate, quel tanto che basta per identificare la stazione. Monet dipinse l’interno della stazione invasa dai vapori con pennellate materiche ed evidenti che creano campiture vaporose e vibranti. Il maestro impressionista riuscì a creare una rappresentazione della stazione che restituisce la sua quotidianità.

La tecnica

La stazione di Saint-Lazare è un dipinto realizzato con impasto di colori ad olio su una tela di 75 centimetri di altezza e 105 cm di larghezza.

Il colore e la luce

Le architetture in ferro e l’atmosfera perturbata dal vapore delle caldaie offrirono la possibilità di indagare situazioni di luminosità nuove. I contrasti cromatici di complementari e i contrasti di chiarezza ricreano, sulla tela, il teatro luminoso indagato da Monet nella stazione. Su tutto il piano del dipinto prevale un tono azzurro che invade anche il lastricato delle pensiline. Il colore maggiormente dominante per saturazione è il blu dello sbuffo di vapore della locomotiva, che si alza verso la copertura di vetro e acciaio. L’intera composizione cromatica è giocata, così, nel contrasto di complementare tra azzurro e arancio-bruno. Infatti questo ultimo identifica le parti architettoniche mentre il blu e l’azzurro sono riservati al cielo e al vapore.

La stazione di Saint-Lazare offrì spunti interessanti per la sperimentazione impressionista di Monet. Infatti Monet descrisse a Renoir il fumo spesso che si diffondeva al momento delle partenze confondendo lo sguardo. La stazione diventava così un luogo magico e pareva sottoposta ad un incantesimo. Il maestro impressionista studiò gli effetti sulla luce determinati dal fumo con grande attenzione, al pari di quelli prodotti sull’acqua della Senna o tra le foglie. Nelle sue riflessioni, Monet ragionò sugli effetti del fumo valutando il transito dei treni come usava fare nei confronti degli agenti atmosferici.

Lo spazio

Lo spazio della scena è risultante dalle due prospettive che si sommano nel dipinto. In basso la veduta dei binari e dei treni che avanzano è frontale e piuttosto statica. Infatti l’interesse di Monet era essenzialmente quello di studiare gli effetti della luce tra i fumi e i vapori. Invece, nella parte alta del dipinto, la copertura della stazione offre una lettura più tridimensionale e prospettica grazie alle linee di fuga oblique della struttura e alla griglia ortogonale dei tensori metallici.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto è di forma rettangolare e l’inquadratura leggermente orizzontale valorizza l’estensione del piano dei binari. Inoltre permette di rappresentare anche gli ospiti della stazione che si affollano sulle banchine.

Approfondimenti. Monet documenta la modernità della stazione di Saint-Lazare

I critici allora attivi a Parigi, come Duranty e Zola, spinsero gli artisti a documentare la vita moderna della città. Manet, Degas e Caillebotte, infatti, furono importanti protagonisti del racconto sulla quotidianità dei parigini. Al suo ritorno da Argenteuil anche Claude Monet volle contribuire dipingendo vedute come La stazione di Saint Lazare. La stazione si trovava nella zona del quartiere di quartiere di Nouvelle Athènes nel quale Claude Monet alloggiò dal 1877. L’artista chiese il permesso di dipingere all’interno della grande hall realizzando una serie di opere. Gustave Caillebotte, l’impressionista molto distante dalla poetica di Monet, fu un grande ammiratore di questi dipinti.

Arrivo del treno dalla Normandia, Gare Saint Lazare di Claude Monet della National Gallery di Londra

Arrivo del treno dalla Normandia, Gare Saint Lazare di Claude Monet della National Gallery di Londra
Arrivo del treno dalla Normandia, Gare Saint Lazare di Claude Monet della National Gallery di Londra

Claude Monet, Arrivo del treno dalla Normandia, Gare Saint Lazare, 1877, olio su tela 60,3 x 80,2 cm. Londra, National Gallery

Consulta la pagina dedicata all’opera di Claude Monet, Arrivo del treno dalla Normandia, Gare Saint Lazare, sul sito della National Gallery di Londra.

La stazione di Saint Lazare di Claude Monet all’Harvard Art Museums/Fogg Museum di Cambridge

La stazione di Saint-Lazare di Claude Monet del Fogg Museum
La stazione di Saint-Lazare di Claude Monet del Fogg Museum

Claude Monet, La stazione di Saint Lazare, 1877, olio su tela, 83 x 101.3 cm. Cambridge, Fogg Art Museum.

Claude Monet datò questa versione al 1877. Ernest Hoschedé, il collezionista e amico dell’artista, la acquistò nello stesso 1877. Charles Deudon lo acquisì sempre nel 1877. Paul Rosenberg di Parigi ne fu in possesso dal 1919. Mme. Emile Staub-Terlinden di Mannedorf, in Svizzera, ne fu la proprietaria dal 1923 alla fine del 1938. La Wildenstein and Co. di New York lo tenne poi da circa il 1942 al 1945. Infine Maurice Wertheim lo acquistò nel 1945 e nel 1951 lo donò al Fogg Art Museum di Cambridge dove fa parte della collezione European and American Art.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Claude Monet, La stazione di Saint-Lazare, sul sito del Fogg Art Museum di Cambridge.

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Bibliografia

  • Claudio Pescio, Claude Monet. La poesia della luce, Giunti, 1999, ISBN 8809013255
  • Maria Teresa Benedetti, Monet: i luoghi, n. 151, Giunti, 2001, ISBN 880902057X
  • Vanessa Gavioli, Monet, in I Classici dell’Arte, vol. 4, Rizzoli, 2003
  • Marco Goldin, Monet, la Senna, le ninfee. Il grande fiume e il nuovo secolo, Linea d’Ombra Libri, 2004, Collana: Grandi mostre, ISBN-10: 8887582831 ISBN-13: 978-8887582833
  • Gérard-Georges Lemaire, Monet, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, ISBN-10: 8809994167, ISBN-13: 978-8809994164

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 26 ottobre 2021.

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Claude Monet, La stazione di Saint-Lazare, sul sito del Musée d’Orsay di Parigi.

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