Ninfee blu di Claude Monet

Ninfee blu è il titolo di un dipinto di Claude Monet che raffigura una porzione dello stagno di Giverny. Il quadrato rappresenta unicamente la superficie dell’acqua e le ninfee con pennellate ampie e libere avvicinandosi ad una interpretazione informale.

Claude Monet, Ninfee Blu (Nymphéas bleus), 1916-1919, olio su tela, 200 x 200 cm. Parigi, Musée d’Orsay

Descrizione. Una piccola porzione di infinito

Le Ninfee blu dipinte nell’opera conservata presso il Musée d’Orsay di Parigi appartiene alla varietà Nenufaro Bianco. Nel dipinto sono assenti cielo e orizzonte. Monet rappresenta solo una porzione di stagno.

I Committenti e la storia espositiva

Ninfee blu appartenne a Michelle Monet, la figlia dell’artista. Passò quindi alla collezione E. Tériade di Parigi. Nel 1981 fu acquisito dai musei nazionali per essere esposto presso il Musée d’Orsay di Parigi.

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Lo stile del dipinto Ninfee blu di Claude Monet

La tecnica utilizzata da Monet per realizzare il dipinto Ninfee blu è materica. Infatti le pennellate sono pastose e dense. Successivamente il colore venne esteso e diluito per renderlo più fluido dissolvendo le forme per creare una amalgama cromatica che sfiora l’astrattismo. La pennellata di Monet risulta così molto libera grazie al minimo riferimento a forme reali. Osservando da vicino la superficie ogni riferimento alle Ninfee blu e alla superficie dello stagno sparisce. Sembra che il maestro si sia lasciato guidare dal puro piacere di spalmare colori sulla tela. Questa lettura è supportata dalla mancanza di finitura dei bordi del quadrato che non sono dipinti. Gli studiosi vedono in questo dipinto un precursore dell’astrattismo lirico americano del secondo dopoguerra.

Il colore e l’illuminazione

Le Ninfee blu del dipinto conservato al Museo d’Orsay di Parigi sono immerse nel blu molto saturo. Anche le foglie delle ninfee che galleggiano sull’acqua virano verso l’azzurro. Sullo specchio d’acqua si riflettono i riflessi della luce mossi dalle increspature prodotte dal vento e dalle foglie delle ninfee. Tali soggetti vennero rappresentati con diverse condizioni climatiche e vari angoli di osservazione. Monet osservò attentamente il cambiamento della luce nelle stagioni. In alcuni casi registrò anche le variazioni a distanza di pochi minuti grazie al fatto che i fiori delle ninfee cambiano aspetto durante la giornata.

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Lo spazio

Lo spazio tridimensionale viene quasi annullato dalla rappresentazione su tutta la superficie del dipinto di un’unica porzione d’acqua. Non esistono sponde o altre parti del terreno che permettano di creare un punto di riferimento. La superficie diventa quindi ambiguamente leggibile e si avvicina ad una superficie astratta.

La Composizione e l’inquadratura

Il formato quadrato del dipinto incornicia una porzione di stagno in primo piano. Tale formato aumenta lo smarrimento dello sguardo che vaga sulla superficie alla ricerca di un punto fermo. La composizione diventa così uno spazio infinito catturato in una porzione di quadrato.

Approfondimenti. Il giardino di Giverny

I soggetti dipinti nella serie intitolata Ninfee vennero forniti a Claude Monet direttamente dal suo grande giardino di Giverny allestito nel 1893. L’artista era infatti un grande appassionato di questa pianta acquatica e nello stagno del giardino di Giverny coltivò molte varietà di ninfee per avere fioriture disponibili tutto l’anno. Dai primi anni del Novecento e poi fino alla morte del maestro il giardino fu la sua unica fonte di ispirazione. Fece costruire anche un ponticello ad arco che traversava una parte del torrente interno al giardino. La serie delle Ninfee è molto ampia e vari furono i formati dei dipinti realizzati dal maestro. In ogni opera Claude Monet studiò la luce del momento attraverso impasti colorati di varie tonalità di verde e di blu. Il maestro impressionista fu talmente orgoglioso del suo giardino da considerarlo la sua vera opera d’arte.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Claude MonetNinfee Blu (Nymphéas bleus), sul sito del Musée d’Orsay di Parigi.