Tacchini a Montgeron di Claude Monet

Claude Monet accettò la commissione di un facoltoso uomo di affari e dipinse Tacchini a Montgeron e altri tre dipinti per la dimora estiva del mecenate.

Claude Monet, Tacchini a Montgeron, 1877, olio su tela, 174 x 172,5 cm. Parigi, Musée d’Orsay

Descrizione

Tacchini a Montgeron fu dipinto da Claude Monet all’interno del parco della residenza. Nell’ampio prato razzolano liberi alcuni tacchini. Sullo sfondo alcuni gruppi di alberi limitano la pianura. Al centro si nota la facciata del castello di Montgeron.

I committenti e la storia espositiva

Tacchini a Montgeron fu parte della collezione Ernest Hoschedé fino al 1878. Passò poi alla collezione G. de Nittis di Parigi dallo stesso anno. Théodore Duret di Parigi lo acquistò nel 1894 tramite la galleria Petit. Dal 1903 al 1906 François Depeaux di Rouen ne fu proprietario. Nel 1906 l’opera fu venduta alla galleria Georges Petit e quindi alla principessa Edmond de Polignac, nata Miss Winnaretta Chantant, diventata poi principessa de Scey-Montbéliard. Lo Stato Francese lo acquisì nel 1947 tramite lascito della principessa ai Musei Nazionali. L’opera passò così al Museo del Louvre e subito alla Galerie du Jeu de Paume di Parigi. Nel 1986 fu destinata infine al musée d’Orsay.

La storia dell’opera

Il dipinto Tacchini a Montgeron fu commissionato a Monet dal finanziere Ernest Hoschedé. Il ricco uomo d’affari destinò le quattro opere al salone del suo castello di Montgeron poco più a sud di Parigi. Monet realizzò i dipinti nella residenza di Montgeron nel 1877. In seguito alla grave crisi economica di fine Ottocento, nel 1878, Hoschedé fallì e dovette vendere le opere. Tutta la famiglia di Hoschedé si trasferì a Vétheuil insieme a quella di Claude Monet. Il finanziere mise così messe all’asta il castello e la collezione d’arte. Camille, la moglie di Monet morì nel 1879 mentre Ernest Hoschedé nel 1891.

I quattro dipinti che Monet realizzò per la residenza di Montgeron si intitolano: Tacchini a Montgeron, La caccia, Giardino a Montgeron e Lo stagno di Montgeron.

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Analisi sintetica del dipinto Tacchini a Montgeron di Claude Monet

Durante il soggiorno a Montgeron, Claude Monet incontrò la donna che diventò in seguito la sua seconda moglie. Si tratta di Alice, all’epoca moglie di Ernest Hoschedé. Monet sposò Alice il 16 luglio 1892, in seguito alla morte del finanziere e della moglie dell’artista Camille Doncieux.

La vegetazione e i tacchini sono realizzati con ampie pennellate soprattutto nel primo piano. Nello sfondo i tocchi di colori sono più ridotti.

Il dipinto è costruito con toni di verde chiaro nel prato e più scuro sugli alberi. Il prato infatti è maggiormente illuminato dalla luce solare mentre gli alberi paiono sagome in controluce. Il contrasto di luminosità mette poi in forte risalto il bianco del piumaggio dei tacchini. Infine, il rosso utilizzato sul collo degli animali spicca decisamente perché in contrasto di complementarietà con l’erba del prato.

I tacchini sono distribuiti a partire dal primo piano e la loro sovrapposizione contribuisce a spostare lo sguardo verso il confine del prato. Infatti non è presente alcuna prospettiva geometrica per la descrizione dello spazio. La dimensione degli animali si riduce progressivamente insieme a quella della vegetazione. In particolare gli alberi dipinti sullo sfondo che coprono la facciata aiutano a costruire lo spazio del grande parco di Hoschedé.

L’inquadratura è di tipo fotografico. Infatti alcune figure della scena non compaiono interamente nel piano pittorico. Inoltre il confine del prato è molto alto e presuppone una vista dal basso.

Approfondimenti

Approfondisci con le altre opere di Claude Monet intitolate: Lo stagno delle ninfee, armonia in rosa, Ninfee blu, Ninfee rosa, Impressione, sole nascente, La Grenouillère, Il ponte di Argenteuil.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Claude Monet, Tacchini a Montgeron, sul sito del Musée d’Orsay di Parigi.