San Giovanni Evangelista di Donatello

Donatello scolpì la statua che ritrae San Giovanni Evangelista in seguito alla commissione dell’Opera del Duomo di Firenze.

Donatello (Donato de’ Bardi), San Giovanni Evangelista, 1408-1415, marmo, 210×88×54 cm. Firenze, Museo dell’Opera del Duomo

Descrizione

San Giovanni è seduto. La mano sinistra trattiene il testo sacro. Indossa una abito ampio il cui tessuto crea molte pieghe ricadenti. L’anziano evangelista ha le spalle curve e assume un atteggiamento che rivela il peso dell’età. Infatti le braccia sono quasi abbandonate lungo il corpo e sembrano prive di forza. Le mani del Santo sono però molto energiche ed esprimono ancora un certo vigore.

San Giovanni ha una folta barba e capelli ricci. Il viso è rivolto a destra e lo sguardo è indirizzato nella stessa direzione. Il volto esprime poi intensità e determinazione. Infatti le sopracciglia sono aggrottate e una ruga espressiva traversa la fronte. Inoltre le labbra serrate rivelano la tensione caratteriale del Santo.

Interpretazioni e simbologia

La statua di San Giovanni Evangelista di Donatello è vicina per intensità psicologica a quella del San Giorgio dell’Oratorio di Ognissanti a Firenze.

I committenti e la storia espositiva

Fu l’Opera del Duomo di Firenze a commissionare il San Giovanni Evangelista a Donatello. Intanto altri scultori erano già al lavoro per realizzare le statue degli altri evangelisti. Niccolò di Pietro Lamberti stava realizzando San Marco. Nanni di Banco lavorava alla statua di San Luca. Bernardo Ciuffagni, infine, scolpiva San Matteo. Queste statue sono, ora, tutte esposte nella stessa sala del Museo dell’Opera del Duomo. Le quattro statue degli evangelisti trovavano posto sulla facciata del Duomo di Firenze. Le sculture erano collocate all’interno di quattro nicchioni aperti ai lati del portale maggiore. Fu Arnolfo di Cambio a progettare la facciata ora distrutta.

Le parti del San Giovanni di forte realismo sono il volto e le mani. Inoltre Donatello non scolpì l’aquila, simbolo del Santo. In questo modo emerge la componente umana dell’evangelista. Il classicismo che ispirò la statua di Donatello si coglie nella postura di San Giovanni che ricorda statue latine di filosofi antichi. Lo stile tardo gotico appreso dal Ghiberti vene così abbandonato a favore di realismo e classicismo.

La storia dell’opera

Donatello apprese i rudimenti di un nuovo linguaggio plastico nella bottega di Lorenzo Ghiberti. Dopo un viaggio a Roma, l’artista tornò a Firenze con un bagaglio di conoscenze sulla scultura classica che utilizzò per rappresentare le figure di importanti personaggi della cristianità. Una di queste è San Giovanni Evangelista scolpito qualche anno prima del celebre San Giorgio.

Dopo aver abbandonato l’idea di un concorso, per limiti di tempo, Donatello ricevette la richiesta di scolpire San Giovanni Evangelista. Nel 1410, lo scultore ottenne una cappella nel Duomo, da usarsi come laboratorio, per realizzare la statua. Per nascondere i lavori lo spazio venne poi isolato. La realizzazione, però, fu lenta e si protrasse per vari anni. Donatello, oberato da diverse commissioni, ricevette quindi, nel 1415, un’ingiunzione con la penale in denaro. La richiesta tassativa era di completare il San Giovanni evangelista entro l’anno. La statua fu così compiuta e Donatello venne pagato con la somma di 160 fiorini.

Il San Giovanni Evangelista è una statua che richiese molto impegno a Donatello. Infatti oltre ad altre commissioni che lo allontanarono dal lavoro, lo scultore si misurò con il marmo e un’altezza di oltre due metri.

Il San Giovanni Evangelista di Donatello fu probabilmente una delle fonti di ispirazione per il Mosè di Michelangelo.

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Lo stile della scultura San Giovanni Evangelista di Donatello

San Giovanni Evangelista di Donatello si scosta dallo stile tardo gotico. Infatti lo scultore utilizzò riferimenti classici e dettagli ispirati dall’osservazione del reale. Inoltre considerò l’aspetto psicologico del personaggio.

San Giovanni Evangelista è una scultura a tutto tondo. Le parti scoperte del corpo, come mani e piedi, testimoniano il grande interesse che Donatello manifestava verso la corretta resa anatomica. Lo studio che l’artista condusse lo portò in seguito a realizzare il primo nudo della sua epoca nella figura del David. Inoltre nel San Giovanni Evangelista si nota una efficace resa dei volumi anche nelle parti del corpo coperte dall’abbigliamento. Le stesse pieghe della veste sono solide e convincenti nel loro volume sapientemente scolpito. La disposizione delle pieghe del panneggio infine crea un certo movimento apparente e rende più naturale la scultura.

Le mani di San Giovanni furono scolpite in seguito a studio dal vero.

La luce sulla scultura

Il panneggio dell’abito crea profondi chiaroscuri nella parte inferiore. In questo modo viene esaltato il volume della statua. Infatti sono molto evidenti le masse muscolari delle gambe sottostanti coperte dal tessuto. Le linee delle pieghe che si vengono a creare possiedono ancora un gusto tardo gotico.

Approfondisci con le altre opere di Donatello intitolate: Basamento del San GiorgioMonumento equestre del GattamelataIl Crocifisso.

Interazione con lo spazio

La scultura di San Giovanni Evangelista è addossata ad una parete. L’osservatore è quindi frontale e da tale angolazione è possibile fruire del principale punto di vista. Infatti Donatello scolpì la statua per porla all’interno di una nicchia sulla facciata dalle Chiesa di Santa Maria del Fiore.

La struttura della statua

Il busto di San Giovanni è compreso all’interno di una forma semicircolare.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Donatello, San Giovanni Evangelista, sul sito del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze.