Sacrificio di Isacco di Lorenzo Ghiberti

Lorenzo Ghiberti, in giovane età, partecipò con Sacrificio di Isacco al concorso indetto per la porta nord della Chiesa di Santa Maria del Fiore di Firenze.

Lorenzo Ghiberti, Sacrificio di Isacco, 1401-1402, bronzo dorato, 45×38 cm. Firenze, Museo Nazionale del Bargello

Descrizione

La scena rappresentata nel Sacrificio di Isacco è divisa in due parti. Nella metà di sinistra, al di sopra di uno sperone roccioso è scolpita la figura di un ariete. In basso, invece sono raffigurati i due servitori con l’asino. A destra Abramo impugna con forza un coltello e si prepara a sacrificare il figlio. Isacco è inginocchiato a destra del padre e attende il compimento del suo destino. In alto, poi, giunge un angelo per bloccare Abramo e indicare al profeta l’ariete da sacrificare al posto di Isacco. Abramo è raffigurato come un uomo anziano. È avvolto da un ampio mantello mosso dal vento. Isacco è invece nudo e raffigurato come un torso classico. Il ragazzo poggia su di un altare decorato come un sarcofago romano. La scena si svolge in un paesaggio desolato e i personaggi poggiano su costruzioni rocciose spigolose.

Interpretazioni e simbologia

Inizialmente i committenti decisero di rappresentare sulla porta nord le storie dell’Antico Testamento. In seguito però la scelta fu orientata verso vicende del Nuovo Testamento.

Ghiberti non rappresenta una scena violenta o drammatica. Infatti, Isacco è inginocchiato in attesa del suo destino mentre i servitori sostano tranquilli. Solo l’espressione di Abramo rivela una certa tensione emotiva.

I Committenti e la storia espositiva

Lorenzo Ghiberti partecipò al concorso indetto nel 1401 per la realizzazione della porta nord del Battistero di Firenze. Il Sacrificio di Isacco è la formella che Ghiberti presentò come saggio per la giuria. Al concorso parteciparono anche Filippo Brunelleschi e Jacopo della Quercia. Fu però Lorenzo Ghiberti ad aggiudicarsi la vittoria per la realizzazione della porta in bronzo.

Il concorso per la realizzazione della porta nord fu indetto con la richiesta di precise condizioni che disciplinano i concorsi anche oggi. Agli artisti, infatti, venne chiesto di rispettare determinate dimensioni, un preciso formato, una tempistica per la consegna e un budget di spesa.

La commissione stabilì il soggetto del prototipo, il Sacrificio di Isacco. Il formato nel quale doveva essere incorniciato il bassorilievo era una cornice quadrilobata. Si trattava infatti di uniformare l’opera a quella preesistente di Andrea Pisano autore della porta precedente. Nel rilievo dovevano comparire Abramo, Isacco, i servitori con l’asino e l’angelo. Abramo doveva essere rappresentato nell’atto di sacrificare Isacco. L’angelo invece interveniva bloccando il sacrificio indicando l’ariete da immolare al posto di Isacco.

La formella con il prototipo raffigurante il Sacrificio di Isacco ideato da Lorenzo Ghiberti fu così acquistata nel marzo del 1403. Lo testimoniano scritti dell’epoca. Venne inoltre rimborsata all’artista anche la spesa per la doratura del rilievo. Si collocò la formella nella sala delle udienze del palazzo dell’Arte di Calimala. L’opera fu poi donata a Cosimo il Vecchio che la collocò sull’altare della Sagrestia Vecchia in San Lorenzo. Pietro Leopoldo, spostò Il Sacrificio di Isacco presso la Galleria degli Uffizi. Infine, nel 1859 il rilievo passò al Museo Nazionale del Bargello.

La storia dell’opera

Lorenzo Ghiberti all’età di 22 anni partecipò al concorso indetto per la realizzazione della porta nord del Battistero di Firenze. Il concorso prevedeva la realizzazione di una formella in bronzo dorato con una rappresentazione del Sacrificio di Isacco.  Nel 1401 il rilievo fu considerato vincitore a pari merito con quello di Brunelleschi. Ghiberti vinse la commissione perché pare, dimostrò maggiore capacità tecnica e di risparmio del materiale.

Consulta anche l’opera intitolata: Il Sacrificio di Isacco di Caravaggio

Lo stile del rilievo intitolato Sacrificio di Isacco di Lorenzo Ghiberti

La formella del Sacrificio di Isacco presentata da Lorenzo Ghiberti è considerata dagli storici un importante documento che testimonia il trapasso dallo stile tardo gotico a quello del Rinascimento a Firenze. Oltre a questa formella, ad oggi, è conservata solo quella di Brunelleschi.

Le figure del Sacrificio di Isacco risentono dei richiami alla classicità provenienti dagli ambienti artistici e intellettuali del primo Quattrocento. Le proporzioni dei corpi infatti sono misurate su quelle delle copie romane di statue greche. Anche l’anatomia è più attenta e precisa come si nota nella figura del giovane Isacco. Inoltre I volti, gli abiti e la natura sono rappresentati con cura e attenzione per il dettaglio. Sotto di lui poi è posto un sarcofaco romano ornato sul fronte che rappresenta una chiara citazione classica.

Ghiberti realizzò la formella che raffigura il Sacrificio di Isacco con una sola fusione. L’artista fuse separatamente solo il corpo del ragazzo e la mano di Abramo.

La formella del Sacrificio di Isacco di Ghiberti è un esempio di scultura autonoma. Nonostante la sua destinazione rivela una progettazione che intende conferire all’opera piena dignità. Le sculture del periodo gotico, infatti, erano subordinate all’architettura in quanto pensate come elementi decorativi.

La luce sulla scultura

Il corpo di Isacco possiede una muscolatura decisa e la luce, sul bronzo parzialmente dorato, mette in evidenza i volumi classici. Gli altri personaggi sono valorizzati invece dai panneggi degli abiti che mostrano pieghe morbide e curve. Le rupi invece sono realizzate con tagli scheggiati che creano ombre grafiche e fortemente contrastate..

Interazione con lo spazio

Lo sfondo occupato da rocce crea una prospettiva che permette allo sguardo di scivolare naturalmente in profondità. Diversamente dalla scena proposta nella formella del Brunelleschi, il rilievo assume una valenza pittorica dalla spazialità più realistica. Donatello svilupperà questo espediente tecnico con la tecnica dello stiacciato.

La struttura della statua

La scena del Sacrificio di Isacco è composta all’interno di un quadrato. L’Impianto compositivo è razionale ed ordinato. Lorenzo Ghiberti creò, infatti, una composizione simmetrica rispetto alla verticale centrale. La rupe di sinistra con i due personaggi rappresentati in primo piano è equilibrata dalla massa speculare di Abramo, Isacco e l’angelo rappresentati a destra.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Lorenzo Ghiberti, Sacrificio di Isacco, sul sito del Museo Nazionale del Bargello di Firenze.