Decadentismo

Il Decadentismo fu un movimento culturale sviluppato a partire dalla fine dell’Ottocento in Europa con lo scopo di superare l’influenza del positivismo.

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Il Decadentismo fu un movimento artistico e letterario diffuso in Europa della seconda metà dell’Ottocento.

Il fenomeno culturale del Decadentismo si sviluppò in Francia e si diffuse in seguito nei principali centri culturali d’Europa.

Gli autori decadenti elaborarono le loro opere adottando una filosofia estetica che si opponeva al razionalismo del positivismo scientifico e al conseguente naturalismo.

Origine e significato del termine Decadentismo

In lingua italiana il movimento è indicato come Decadentismo, traduzione del termine francese décadent. Il poeta francese Paul Verlaine usò questo aggettivo nella sua poesia intitolata Langueur che comparve sulle pagine della rivista francese Le Chat Noir. Il poeta  Verlaine con décadent volle descrivere il suo stato d’animo rispetto alle pressioni della società a lui contemporanea.

L’estetica del Decadentismo

Solitamente si indica con Decadentismo l’atteggiamento culturale che deriva da una concezione esistenziale ricercata e tendente all’estetismo.

Più precisamente si possono identificare almeno due valenze del concetto di Decadentismo nel mondo della cultura. I poeti e i letterati rivendicarono la posizione di decadenti che rappresenta la loro avversione al mondo borghese. Invece la critica ufficiale indicò come decadenti i poeti detti maledetti che conducevano una vita sregolata e in contrasto con la morale borghese.

Gli artisti decadenti

Gli artisti decadenti amavano dare scandalo e provocare i benpensanti. Infatti i poeti, gli intellettuali e coloro che condividevano l’atteggiamento decadente amavano spettacolarizzare la loro vita che si identificava con la loro arte.

La storia del Decadentismo

Un gruppo di scrittori francesi, nel 1886, fondò la rivista dal titolo Le Décadent che pubblicava scritti sul tema. Gli autori si confrontarono proprio sulle due accezioni di Decadentismo, quella di corruzione sociale e quella di opposizione alla falsa morale borghese.

Il poeta francese Paul Verlaine, nel 1894, due anni prima della fondazione di Le Décadent pubblicò l’opera intitolata Poètes maudits, traducibile in italiano come Poeti maledetti. Verlaine dedicò il suo scritto agli amici Tristan Corbière, Stéphane Mallarmé e al suo giovane amante il poeta Arthur Rimbaud. Poeti maledetti, oltre a definire i tre intellettuali diventò così un appellativo riferito a molti autori decadenti. Questi autori contribuirono così a creare il mito di creativo fuori dalle regole e protagonista di una vita dissoluta e autodistruttiva.

Le fonti letterarie del Decadentismo

Alcuni autori decadenti indicarono la psicoanalisi di Sigmund Freud come la giustificazione scientifica a supporto delle loro tesi creative. Questo perché la teoria dell’inconscio con i suoi impulsi irrazionali offriva una spiegazione al comportamento umano e creativo dell’autore decadente. Inoltre il suo profilo psicologico ripiegato al proprio interno costituiva proprio una strategia creativa. Il decadente infatti cercava nella propria psiche le intuizioni che favorivano le pratiche creative definite correspondances.

Le opere del Decadentismo

Il Precursore di Giulio Aristide Sartorio

Il Precursore di Giulio Aristide Sartorio
Il Precursore di Giulio Aristide Sartorio

Giulio Aristide Sartorio, Il Precursore, 1927-1928, olio su tela, 200 x 103 cm. Città del Vaticano, Musei vaticani, Collezione d’Arte Contemporanea

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Il peccato (Die Sünde) di Franz von Stuck

Il peccato (Die Sünde) di Franz von Stuck del 1893 di Monaco
Il peccato (Die Sünde) del 1893 di Monaco

Franz von Stuck, Il peccato (Die Sünde), 1893, olio su tela, 94,5 x 59,5 cm. Monaco. Neue Pinakothek

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Ramon Casas, Jove decadent, 1899

Franz von Stuck, Salomè, 1906,  Lenbachhaus, Monaco di Baviera

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