Giacomo Balla la vita e le opere

Giacomo Balla fu un artista italiano del Novecento considerato uno dei maestri del Futurismo che nel corso della sua carriera affrontò diversi linguaggi.

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In copertina: Giacomo Balla, Autoritratto, 1894 circa, olio su cartone, cm. 34 x 30,5.

Biografia

Nascita di Giacomo Balla

1871. Giacomo Balla nacque a Torino il 18 luglio 1871.

Il contesto familiare di Giacomo Balla

La madre Lucia Giannotti era una sarta e il padre Giovanni un chimico industriale. Il piccolo Giacomo rimase orfano a nove anni e fu la madre ad occuparsi della sua formazione.

La politica attiva

I manifesti futuristi

1914. Balla nel 1914 firmò il manifesto Le vêtement masculin futuriste dedicato all’abbigliamento in stile futurista. Dopo qualche mese pubblicò la versione italiana intitolata Il vestito antineutrale. Questo documento fu uno dei molti con i quali i futuristi intendevano impregnare delle proprie idee la società europea. Il manifesto era corredato di figurini e modelli di abiti che proponevano una nuova estetica colorata e dinamica rispetto alla tradizione. Inoltre erano chiari i riferimenti all’evoluzione del costume in chiave tecnologica.

Era presente anche l’esaltazione della guerra come incentivo alla trasformazione del carattere umano in direzione aggressiva e mondana. Ne conseguì un intervento a favore dell’arredamento in chiave futurista con valorizzazione di forme nuove e colori accesi. Sempre nel 1914 Giacomo Balla elaborò i fiori futuristi per il giardino di Casa Cuseni a Taormina. Presso questa abitazione l’artista insieme a Fortunato Depero decorò molte pareti dell’appartamento.

1915. Nel 1915, Giacomo Balla con Fortunato Depero firmò il manifesto Ricostruzione futurista dell’Universo. Con questo documento i futuristi teorizzarono il collegamento tra le parole in libertà e l’arte dei rumori con il dinamismo pittorico e il dinamismo plastico, in scultura. Intorno al 1915, Balla iniziò a lavorare alle tavole parolibere. Inoltre progettò scenografie per creare relazioni tra  l’immagine e la dimensione fonetico-rumorista. Dopo la pubblicazione del manifesto l’artista elaborò i temi del “giocattolo futurista“, del “paesaggio artificiale“, dell'”animale metallico“, del “vestito trasformabile“, del “concerto plastico-motorumorista nello spazio” e della “réclame fono-monoplastica“.

1918. Per specificare il ruolo del colore nell’ambito del Futurismo, nell’ottobre del 1918, Balla pubblicò il Manifesto del colore.

Il regime fascista

1926. Giacomo Balla fu molto abile a dialogare con il potere politico. Così nel 1926 scolpì una piccola statua che ritrae Benito Mussolini, il leader del futuro governo fascista. Per sottolineare ulteriormente la connotazione celebrativa dell’opera Balla scolpì sulla base la frase: “Sono venuto a dare un governo all’Italia“.

1930-1940. Negli anni Trenta del Novecento Balla diventò un artista molto apprezzato dai vertici del partito fascista. L’artista dipinse un’altra opera celebrativa che ritrae la Marcia su Roma, momento decisivo di presa del potere di Benito Mussolini.

La Prima Guerra Mondiale

1916. Giacomo Balla nel periodo della Prima Guerra Mondiale fu decisamente convinto che la sua doveva essere un’arte totale. Balla definì questo impegno esistenziale come Arte-azione futurista. Negli anni quindi il suo impegno aumentò, soprattutto dopo il 1916. In seguito alla morte di Umberto Boccioni durante il suo servizio militare, Giacomo Balla diventò una figura importante del movimento. L’artista si liberò così di tutte le precedenti opere figurative, vendendole all’asta, e firmò le opere futuriste con lo pseudonimo di FuturBalla. L’alias indicava una scelta esistenziale importante e una svolta stilistica precisa.

La formazione di Giacomo Balla

Adolescente, iniziò a studiare la musica suonando il violino ma scoprì presto il suo interesse verso il disegno e la pittura. Dopo aver terminato le scuole superiori si iscrisse all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

I maestri di Giacomo Balla

Giacomo Grosso fu l’insegnante di pittura di Balla presso l’Accademia di Torino. Inoltre l’artista seguì i corsi di Cesare Lombroso di antropologia criminale. Si dedicò anche alla fotografia presso il pittore e fotografo Oreste Bertieri.

La carriera artistica di Giacomo Balla

La carriera artistica di Giacomo Balla si può descrivere attraverso le sperimentazioni che l’artista affrontò durante la sua vita. Nel 1895 Balla, all’età di 24 anni, si stabili a Roma e aderì al Divisionismo. A partire dal 1911, a 40 anni, si avvicinò però al Futurismo del quale diventerà un importante esponente soprattutto dopo la prematura morte di Umberto Boccioni nel 1916. Dagli anni venti tornò al figurativo e realizzò dipinti di propaganda in appoggio al regime fascista. Nel dopoguerra si dedicò a soggetti figurativi privi però di componenti politiche o sociali.

1916. Balla contribuì alle riprese del film Vita futurista del 1916 insieme a Marinetti.

1917. Balla progettò nel 1917 le scene per il balletto Feu d’artifice. Lo spettacolo era privo di danzatori e andò in scena al Teatro Costanzi di Roma con musiche di Igor’ Fëdorovič Stravinskij. Diaghilev dei Ballets Russes fu il produttore del balletto.

1921. L’artista decorò la sala del cabaret Bal Tic Tac di Roma. Il locale era un luogo di ritrovo molto ben frequentato negli anni Venti del Novecento nel quale si tenevano concerti di musica jazz. Attualmente alcune sale sono state ristrutturate e si trovano nella palazzina dove ha sede la Banca d’Italia. L’artista in questi anni si occupò anche di interni di appartamenti realizzando arredi e suppellettili.

La fidanzata a Villa Borghese di Giacomo Balla

La fidanzata a Villa Borghese di Giacomo Balla
La fidanzata a Villa Borghese

1902. La fidanzata a Villa Borghese, 1902, olio su tavola, 60.5 x 90 cm. Milano, Galleria d’Arte Moderna

Le opere di Giacomo Balla

Lampada ad arco di Giacomo Balla

Lampada ad arco di Giacomo Balla
Lampada ad arco

1909-1911. Lampada ad arco, 1909-1911, olio su tela, cm 174,7 x 114,7. New York, Museum of Modern Art (MoMa)

Un’opera in stile Divisionista realizzata dall’artista qualche anno prima della sua adesione alle sperimentazioni futuriste. Balla ha 30 anni e vive a Roma dove si trova dal 1895.

Bambina che corre sul balcone di Giacomo Balla

Bambina che corre sul balcone di Giacomo Balla
Bambina che corre sul balcone

1912. Bambina che corre sul balcone, 1912, olio su tela, 125 x 125 cm. Milano, Museo del Novecento, Collezione Grassi

Le mani del violinista

Le mani del violinista di Giacomo Balla
Le mani del violinista

1912. Le mani del violinista, 1912, olio su tela, 56 cm × 78.3 cm. Londra, The Estorick Collection of Modern Italian Art

Dinamismo di un cane al guinzaglio

Dinamismo di un cane al guinzaglio di Giacomo Balla
Dinamismo di un cane al guinzaglio

1912. Dinamismo di un cane al guinzaglio, 1912, olio su tela, cm 91 x 110. Buffalo New York, Albright Gallery

Automobile in accelerazione

Automobile in accelerazione di Giacomo Balla
Automobile in accelerazione

1912. Automobile in accelerazione, 1912, olio su tavola, 55.6 x 68.9 cm. New York, The Museum of Modern Art (MoMA)

Velocità d’automobile

Velocità d'automobile (velocità n. 1) di Giacomo Balla
Velocità d’automobile (velocità n. 1)

1913 ca. Velocità d’automobile (velocità n. 1), 1913 ca., china acquerellata su carta foderata, 46,5 x 60 cm. Rovereto, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto MaRT

Linee andamentali + successioni dinamiche

Linee andamentali + successioni dinamiche di Giacomo Balla
Linee andamentali + successioni dinamiche

1913. Linee andamentali + successioni dinamiche, 1913, Tempera su carta foderata, 49 x 68 cm. Venezia, Fondazione Solomon R. Guggenheim, Collezione Gianni Mattioli, Deposito a lungo termine presso la Collezione Peggy Guggenheim

Rondoni: linee andamentali + successioni dinamiche

Rondoni: linee andamentali + successioni dinamiche di Giacomo Balla
Rondoni: linee andamentali + successioni dinamiche

1913. Rondoni: linee andamentali + successioni dinamiche, 1913, olio su tela, 96.8 x 120 cm. New York, The Museum of Modern Art MoMA

Velocità astratta + rumore, 1913–14

Velocità astratta + rumore, 1913–14 di Giacomo Balla
Velocità astratta + rumore, 1913–14

1913–1914. Velocità astratta + rumore, 1913–14, olio su tavola, 54,5 x 76,5 cm compresa la cornice dipinta dall’artista. Venezia, Fondazione Solomon R. Guggenheim, Collezione Peggy Guggenheim

La Primavera

La Primavera di Giacomo Balla
La Primavera

1916 ca. La Primavera, 1916 ca., olio su tela, cm 32 x 26. New York, Solomon R. Guggenheim Museum

Velo di vedova + paesaggio

Velo di vedova + paesaggio (corazzata + vedova + vento) di Giacomo Balla
Velo di vedova + paesaggio (corazzata + vedova + vento)

1916. Velo di vedova + paesaggio (corazzata + vedova + vento), 1916, olio su tela, 100 x 109 cm. Rovereto, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto MaRT

Morbidezze di primavera

Morbidezze di primavera di Giacomo Balla
Morbidezze di primavera

1918. Morbidezze di primavera, 1918, olio su tela, 58.8 x 45.3 cm. Milano, Galleria d’Arte Moderna

Cipressi – Espansione di cielo

Cipressi - Espansione di cielo di Giacomo Balla
Cipressi – Espansione di cielo

1920, Cipressi – Espansione di cielo, 1920, olio su tela, 74.6 x 59.3 cm. Milano, Galleria d’Arte Moderna

Auto – Stato d’animo

Auto - Stato d'animo di Giacomo Balla
Auto – Stato d’animo

1920. Auto – Stato d’animo, 1920, olio su tavola, 74 x 65 cm. Milano, Galleria d’Arte Moderna

Sinfonia autunnale

Sinfonia autunnale - Valle Giulia di Giacomo Balla
Sinfonia autunnale – Valle Giulia

1926Sinfonia autunnale – Valle Giulia, 1926, olio su tavola, 74 x 99.8 cm. Milano, Galleria d’Arte Moderna

Marcia su Roma

Marcia su Roma di Giacomo Balla
Marcia su Roma

Tra il 1932 e il 1935. Marcia su Roma (retro), tra il 1932 e il 1935, olio su tela, Torino, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli

Link esterni

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Giacomo Balla, Marcia su Roma, sul sito del Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino.

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