Arte e bambini

Arte e bambini è un argomento che offre una gran varietà di esempi poiché l’infanzia ha sempre ispirato la creatività di pittori e scultori.

Pagina aggiornata il: 19 settembre 2020. Torna a visitarci e troverai nuovi contenuti.

I bambini nell’arte sono soggetti legati soprattutto alla rappresentazione affettiva. Inoltre la loro interpretazione fu condizionata dalle funzioni delle opere nelle diverse civiltà ed epoche. Nel contemporaneo i bambini trovano spazio in opere di denuncia sociale che accendono i riflettori sugli abusi che spesso i piccoli subiscono. Gli adulti si approfittano dell’infanzia o a volte sono semplicemente distratti. Tale mancanza di attenzione però produce danni e traumi.

Nel Novecento i bambini furono soggetti di opere sperimentali come negli ultimi anni dell’Ottocento.

Nell’Ottocento invece gli artisti si avvicinarono alle questioni sociali. L’infanzia diventò così motivo di preoccupazione per le difficili condizioni esistenziali delle famiglie povere.

Nel passato l’arte era al servizio dei potenti e dei sovrani. Gli artisti quindi rappresentarono i figli dei loro committenti senza occuparsi di quelli del popolo.

Nell’arte cristiana la figura del Bambino ha un posto d’eccezione. Infatti sono molte le opere nelle quali compare Gesù Bambino. In altre è raffigurato anche San Giovannino. In tanti dipinti poi compaiono angeli bambini. Nelle rappresentazioni di passi della Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, alcune vicende sono dedicate all’infanzia. Qualche esempio è rappresentato dai Giudizio del re Salomone e la Strage degli Innocenti.

Il mondo della classicità, antica e interpretata, riserva ai bambini alcune opere di contorno nelle quali compaiono divinità infanti e putti alati.

Arte e bambini. La bambina con il palloncino di Banksy

BanksyGirl With Balloon, 2002, stencil, acrilico su carta. Londra, Shoreditch

Girl With Balloon di Banksy
Girl With Balloon di Banksy

Banksy è uno street painting contemporaneo del quale si conosce pochissimo. Anzi le informazioni su di lui sono vaghe e leggendarie. Infatti le sue opere compaiono improvvisamente un mattino sul muro di un palazzo o di una piazza. Banksy è famoso per il suo impegno a favore di molte cause sociali. Si è espresso a fianco dei migranti, contro l’inquinamento ambientale, contro le violenze di regimi autoritari e in generale a fianco dei più deboli. L’artista di strada ha trattato anche temi più intimi e universali come nel caso di Girl with Balloon. Infatti la protagonista è una bambina alla quale sfugge un palloncino rosso a forma di cuore. Banksy non spiega i suoi interventi ma si limita a riconoscerli tramite un post su instagram. In questo caso possiamo pensare che tratti di abbandono emotivo e di solitudine.

Arte e bambini. Gli innocenti trucidati da Erode

Guido ReniStrage degli Innocenti, 1611, olio su tela, cm 268 x 170. Bologna, Pinacoteca Nazionale

Strage degli Innocenti di Guido Reni
Strage degli Innocenti di Guido Reni

Guido Reni dipinse la Strage degli Innocenti nel 1611 e creò una drammatica interpretazione del racconto biblico. Furono molti gli artisti che affrontarono questo tema che racconta di un fatto raccapricciante, quasi una strage di Stato. L’episodio è ambientato al tempo della nascita di Gesù ed è direttamente legato alla sua figura. Erode il Grande detto Ascalonita regnava su gran parte della Palestina e sulla Giudea per conto degli imperatori romani Marco Antonio e Ottaviano Augusto. Erode era noto per il suo carattere diffidente e violento.

Nel Vangelo di Matteo si narra che venne a sapere della nascita di un futuro re dei Giudei a Betlemme. Il sovrano ordinò così ai suoi soldati di percorrere le strade e di uccidere tutti i bambini sotto i due anni di età. Guido Reni affrontò con grande empatia un tema così terribile ed evitò rappresentazioni sanguinarie. Infatti la scena presenta la sofferenza delle madri che cercano di mettere in salvo i figli e la crudeltà degli sgherri. A terra infine giacciono due bimbi che però sembrano dormire. L’opera si trova a Bologna presso la Pinacoteca Nazionale.

Bambini e Fiori di Armando Spadini

Bambini e Fiori (o Anna e Lillo coi fiori) di Armando Spadini
Bambini e Fiori (o Anna e Lillo coi fiori) di Armando Spadini

Armando Spadini, Bambini e Fiori (o Anna e Lillo coi fiori), 1922, olio su tela, 69 x 58 cm. Milano, Galleria d’Arte Moderna

Armando Spadini dedicò molte opere agli adorati figli. Anna fu la modella che si trova in molti suoi dipinti.

Arte e Bambini. Il giudizio di Salomone di Raffaello

Raffaello SanzioGiudizio di Salomone, 1508, affresco, 120 x 105 cm. Città del Vaticano, Musei Vaticani

Giudizio di Salomone di Raffaello
Giudizio di Salomone di Raffaello

Raffaello Sanzio realizzò questo Giudizio di Salomone nel soffitto della Stanza della Segnatura all’interno degli appartamenti Vaticani. È un’opera del 1508 e rivela già le doti del grande artista rinascimentale. Il dipinto illustra un momento fondamentale dell’episodio biblico. Il re Salomone deve scoprire la verità sulla vicenda di due madri che si contendono un bambino. In realtà si trattava di due prostitute che abitavano nella stessa casa. Una di loro dichiarò di aver partorito tre giorni prima della compagna di stanza.

La giovane inoltre denunciò a Salomone che l’altra madre, colpevole di aver schiacciato involontariamente il proprio figlio, lo avesse sostituito con il suo una notte. Svegliandosi al mattino trovò così il bambino morto tra le sue braccia e lo riconobbe come il figlio dell’altra. La leggenda descrive però Salomone come un sovrano molto giusto e dalla grande intelligenza. Il re chiese quindi a un suo soldato di tagliare in due il bimbo sopravvissuto e darne una metà a testa. La vera madre disperata lo supplicò di risparmiare il bambino e darlo all’altra. L’altra invece chiese di sacrificarlo. Ecco come fece Salomone a scoprire la verità.

Arte e bambini: Un bambino molto formale di Agnolo Bronzino

Agnolo BronzinoRitratto di Garzia de’ Medici bambino, 1550 circa, olio su tavola, 48 x 38 cm. Madrid, Museo del Prado

Ritratto di Garzia de' Medici bambino di Agnolo Bronzino
Ritratto di Garzia de’ Medici bambino di Agnolo Bronzino

I bambini in passato comparivano nei dipinti importanti commissionati da sovrani e aristocratici. Le loro immagini erano quindi ritratti ufficiali realizzate con uno stile simile a quello di re e regine. I piccoli assumono pose rigide e formali che non descrivono il comportamento della loro età. Anzi, il formalismo negli atteggiamenti è proprio ciò che contraddistingue l’età adulta. Agnolo Bronzino, importante ritrattista di Cosimo I de’ Medici nel Ritratto di Garzia de’ Medici bambino del 1550 crea una inquietante immagine del piccolo. L’artista era già noto per l’utilizzo di uno stile algido dai colori metallici che sottolinea la fredda aristocrazia dei modelli. Il bambino appare così come una bambola di metallo senza vita e messa in posizione. Ogni epoca però ha i propri canoni e forse i genitori committenti non gradivano l’immagine spontanea di un bimbo come tanti. Il dipinto del Bronzino si trova a Madrid al Museo del Prado.

Arte e bambini nella scapigliatura

Tranquillo CremonaAmor materno, post 1873, olio su tela, 58 x 69 cm. Milano, Galleria d’arte Moderna

Amor materno di Tranquillo Cremona
Amor materno di Tranquillo Cremona

Tranquillo Cremona fu un artista scapigliato non troppo incline a rappresentazioni sdolcinate. Fu un importante ritrattista apprezzato dalla committenza borghese della Lombardia. Dipinse quindi ritratti familiari nei quali compaiono i figli dei suoi committenti. Cremona si lasciò tentare però da una operazione che possiamo considerare editoriale di grande diffusione. Amor materno risale a qualche anno dopo il 1873. È un olio su tela di modeste dimensioni, 58 x 69 cm. L’editore Ulisse Borzino mise in produzione molte oleografie che riproducevano l’opera. Cremona lo denunciò e iniziò dal 1875 a realizzare le proprie copie intuendo l’importanza della grande distribuzione di un’immagine iconica. Amor materno è visibile a Milano presso la Galleria d’Arte Moderna.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Tranquillo CremonaAmor materno, sul sito della Galleria d’arte Moderna di Milano e dei Beni Culturali della Lombardia.

La bambina futurista

Giacomo BallaBambina che corre sul balcone, 1912, olio su tela, 125 x 125 cm. Milano, Museo del Novecento, Collezione Grassi

Bambina che corre sul balcone di Giacomo Balla
Bambina che corre sul balcone di Giacomo Balla

La figura di una bambina sembra correre nel dipinto futurista di Giacomo Balla. Il dipinto si intitola Bambina che corre sul balcone e risale al 1912. È un olio su tela di 125 x 125 cm. conservato a Milano presso il Museo del Novecento e fa parte della Collezione Grassi. La piccola modella è Luce la figlia dell’artista che allora aveva otto anni. Anche l’ambiente seppure poco riconoscibile è fa parte della storia familiare di Giacomo Balla. Infatti Luce è rappresentata mentre corre sul balcone della casa romana in via dei Parioli con la vista sul Parco dei Daini di Villa Borghese.

I bambini di Medardo Rosso

Medardo RossoBimbo al sole, 1890-1892, bronzo, cm 23 x 34.2 x 21.5. Torino, Galleria d’Arte Moderna

Medardo Rosso, Bimbo al sole
Medardo Rosso, Bimbo al sole

Medardo Rosso modellò Bimbo al sole intorno al 1890-1892. La copia che si può ammirare a Torino presso la Galleria d’Arte Moderna è in bronzo e misura 23 x 34.2 x 21.5 cm. Lo scultore realizzò molti bozzetti scultorei che rappresentano volti di bambini. Si tratta di visioni liriche e aeree dei soggetti rappresentati. Infatti Medardo Rosso sperimentò una modellazione della materia molto leggera che trasforma la scultura in una rappresentazione pittorica. Alcune sculture sono semplici immagini di bambini come Ecce Puer altre invece sono ritratti. Famoso è infatti L’enfant juif, del 1892 – 1893 che si può vedere a Milano presso la Pinacoteca di Brera. Il piccolo era un membro della famosissima famiglia Rothschild.

Il Putto col delfino (Spiritello con pesce) di Andrea del Verrocchio

Spiritello con pesce (Putto col delfino) di Andrea del Verrocchio
Spiritello con pesce (Putto col delfino) di Andrea del Verrocchio

Andrea del Verrochio, Putto col delfino (Spiritello con pesce), 1470-1475 circa, bronzo, cm 70,3 x 50,5 x 35. Firenze, Musei Civici Fiorentini-Museo di Palazzo Vecchio, inv. MCF-PV 2004-10615.

Un piccolo putto in bronzo stringe un delfino e si diverte a tenere il pesce guizzante tra le braccia. La scultura del Verrocchio era forse un elemento della fontana presso la villa di Careggi. Intorno alla fontana dell’amore infatti i neoplatonici si incontravano per discutere le loro tesi. La figura del bambino nella cultura classica è stata fonte di molta arte decorativa. In questo caso il putto in forma di bambino ricorda la figura degli angeli di tradizione cristiana. La piccola scultura genera simpatia e leggerezza che sono caratteristiche associate all’immagine del bambino insieme alla purezza.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Andrea del VerrocchioPutto col delfino (Spiritello con pesce) , sul sito del Museo di Palazzo Vecchio di Firenze.

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