Pitture Rupestri di Lascaux

Le Pitture Rupestri di Lascaux sono uno tra i più noti esempi di arte preistorica e rappresentano una gran varietà di animali selvatici.

Pitture Rupestri della grotta di Lascaux, 18.000-16.500 anni fa, pitture rupestri. Francia, Dordogna, Montignac

Indice

Descrizione delle Pitture Rupestri della grotta di Lascaux

Le immagini di animali del tempo sono distribuite all’interno di diversi ambienti e dipinte sulle pareti rocciose. Compaiono diverse specie quali cavalli, cervi, bisonti, orsi, uccelli, rinoceronti. Sono anche presenti immagini di una specie estinta di bovino detta Uro. Tra le altre si riconosce una figura umana.

Figure di uri sulle pareti di Lascaux
Figure di uri sulle pareti di Lascaux

Interpretazioni e simbologia delle Pitture Rupestri della grotta di Lascaux

Le figure che si possono distinguere all’interno della grotta sono circa 6000. Le diverse immagini sono distinte in tre categorie: animali, figure umane e segni astratti. Gli animali rappresentati sono circa 900. inoltre 605 figure di essi sono state identificate come specie esistenti. Gli equini, soprattutto cavalli, sono 364 mentre le figure di cervo sono 90. Max Raphaël fu il primo studioso a interpretare il significato di queste immagini. Annette Laming-Emperaire nel 1957 confermò poi la natura mitico-religiosa delle raffigurazioni. Verso la fine degli anni ’90 Jean Clottes e Davis Lewis-Williams associarono gli spazi dipinti alla pratica dello sciamanesimo.

In seguito Norbert Aujoulat, tra il 1988 e il 1999, rivelò che le figure di animali si susseguono secondo un ritmo preciso. Prima compaiono i cavalli poi gli uri quindi i cervi. L’autore ha messo in relazione questa successione alla comparsa stagionale della livrea negli animali. I cavalli sono al loro meglio in primavera, gli uri in estate e i cervi in autunno. Secondo l’ultima interpretazione gli artisti paleolitici vollero mettere in relazione il ciclo cosmogonico con i ritmi biologici. Le successioni di immagini simboleggiano così il succedersi delle stagioni e quindi il trascorrere del tempo.

Immagine di cavallo sulle pareti di Lascaux
Immagine di cavallo sulle pareti di Lascaux

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Le pitture parietali di Lascaux si trovano all’interno di una grotta nei pressi di Montignac, nel dipartimento della Dordogna della Francia occidentale.

La storia delle Pitture Rupestri della grotta di Lascaux

Secondo gli archeologi le pitture rupestri che si trovano sulle pareti della grotta di Lascaux risalgono a 18.000-16.500 anni fa, al periodo Paleolitico superiore. Nel 1979 l’UNESCO ha inserito il complesso di caverne nell’elenco delle località considerate Patrimonio dell’umanità. Il 12 settembre 1940 quattro ragazzi francesi, Marcel Ravidat (1922-1995), Jacques Marsal (1926-1989), Georges Agnel (1924-2012) e Simon Coencas, scoprirono il complesso di caverne. Le autorità così dopo la Seconda Guerra Mondiale aprì la località alle visite turistiche. Nel 1955 però si ravvisarono i primi danni provocati dall’emissione di anidride carbonica dei visitatori. In seguito alla chiusura del sito archeologico, nel 1963, i restauratori compirono alcuni interventi per ripristinare e conservare le immagini. Nel 1998 alcune infestazioni di funghi hanno iniziato a diffondersi e per questo la chiusura delle caverne al pubblico è stata definitiva. Attualmente gli ambienti sono monitorati continuamente.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

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Lo stile delle Pitture Rupestri della grotta di Lascaux

Le figure sono dipinte in modo isolato secondo una disposizione paratattica. Infatti non sembrano avere rapporti tra loro. Inoltre non sono presenti elementi del paesaggio che suggeriscano la concezione di uno spazio iconico.

La tecnica

I pigmenti minerali sono composti di ferro quali l’ossido di ferro utilizzato come ocra. Si trovano poi l’ematite, la goethite e i minerali contenenti manganese. Gli artisti dell’epoca utilizzarono come strumenti rametti o ciuffi di vegetazione.

Il colore

I colori che ricoprono le pareti sono essenzialmente caldi. Si notano infatti soprattutto il rosso, il giallo. Compare anche il nero spesso utilizzato per tracciare i contorni delle forme.

Lo spazio

Lo spazio del complesso di caverne è piuttosto articolato e si snoda attraverso condotti e ambienti più ampi. Secondo gli studi di André Leroi-Gourhan la distribuzione delle figure rivela un’organizzazione accurata. L’universo di immagini appare quindi come un insieme altamente strutturato.

La struttura degli ambienti

Gli archeologi hanno nominato i vari ambienti rispetto alle immagini più rappresentative al loro interno. Tra gli altri le più note sono:

  • la grande sala della Longo
  • il passaggio laterale
  • la lancia dell’uomo pellegrinelli
  • la gabbia delle paure
  • la caverna dei buoi
  • la galleria delle vegan poop
  • il diverticolo dei felini

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Bibliografia

  • Arte Paleolitica, Il Saggiatore, 1967, EAN: 2570060121949

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 20 marzo 2020.

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