Cavallo e arte, immagini e sculture nel tempo

Cavallo e arte è un binomio molto frequente in dipinti e sculture perché l’animale ha affiancato l’uomo fin dall’origine delle prime civiltà.

Pagina aggiornata il: 8 luglio 2020. Torna a visitarci e troverai nuovi contenuti.

Cavallo e arte: I cavalli in battaglia di Pieter Paul Rubens

Enrico IV alla battaglia di Ivry di Peter Paul Rubens
Enrico IV alla battaglia di Ivry di Peter Paul Rubens

Il cavallo è sempre stato un compagno instancabile per l’uomo in tempo di guerra e in tempo di pace. I cavalli hanno aiutato l’uomo ad arare i campi e ad affrontare i nemici in battaglia. Oggi il cavallo, animale di forza, è ormai scomparso dal nostro quotidiano e non ci rendiamo conto della sua continua presenza che per migliaia di anni ha accompagnato l’umanità. Nella raffigurazioni di battaglie del passato, almeno fino alla fine dell’Ottocento, il cavallo fu una figura determinante. Infatti gli artisti lo rappresentavano in quanto cavalcatura di prestigio dei comandanti.

Inoltre offriva grandi possibilità compositive per via delle sue forme eleganti e complesse. Pieter Paul Rubens dipinse Enrico IV alla battaglia di Ivry negli anni 1627-1630 e rappresentò un gruppo di cavalli proprio nel centro psicologico della scena. Gli animali sono rappresentati in varie posizioni e l’artista sfruttò al meglio le possibilità compositive offerte dai loro corpi. Il dipinto si trova a Firenze esposto alla Galleria degli Uffizi. Continua la lettura…

Cavallo e arte: Gli aristocratici cavalli di Siena

Effetti del Buon Governo in città di Ambrogio Lorenzetti
Effetti del Buon Governo in città di Ambrogio Lorenzetti

Nel celebre affresco di Ambrogio Lorenzetti intitolato Effetti del Buon Governo in città sono raffigurate scene di vita quotidiana del Trecento. L’opera infatti è datata 1338-1339 e documenta uno spaccato di vita dell’epoca. Nelle stradine si osservano anche alcuni cavalli usati dai nobili della città. A sinistra una giovane aristocratica transita con alcuni accompagnatori. Sono figure semplici ma realistiche che rendono il clima della città medievale. L’affresco si trova a Siena al Palazzo Pubblico nella Sala della Pace. La scheda dell’opera.

Il Cavallo nero macchiaiolo di Giovanni Fattori

Cavallo nero di Giovanni Fattori
Cavallo nero di Giovanni Fattori

Un cavallo attende di essere cavalcato all’interno della scuderia.

Giovanni Fattori. Cavallo nero, 1870, olio su tavola, 44.5 x 30.2. Milano, Galleria d’Arte Moderna

Cavallo e arte: I cavalli soldato dei macchiaioli

Gruppo di Lancieri su strada di Giovanni Fattori
Gruppo di Lancieri su strada di Giovanni Fattori

Giovanni Fattori fu il maestro riconosciuto del gruppo dei pittori Macchiaioli che operarono in Toscana a fine Ottocento. Nei suoi dipinti compaiono spesso i cavalli militari utilizzati dagli eserciti post-unitari. I cavalli raffigurati da Fattori nei dipinti non ufficiali sono pacati e accompagnano stancamente i militari immersi nella calura estiva. I loro colori si fondono con il paesaggio tanto da identificarsi in parte con esso. Gruppo di lancieri su strada di Giovanni Fattori è un’opera del 1893 e si trova a Firenze alla Galleria d’Arte Moderna presso Palazzo Pitti.

Cavallo e arte e Il vino al galoppo di Pawel Kuczynski

Red Wine di Pawel Kuczynski
Red Wine di Pawel Kuczynski

Red Wine di Pawel Kuczynski celebra un buon calice di vino rosso trasformando la bevanda in un cavallo al galoppo. L’animale nasce direttamente dal liquido che fuoriesce dal bicchiere a tulipano. Al cavallo poi è aggrappata una figura femminile nuda i cui capelli rossi e fluenti si confondono con la criniera dell’animale. L’immagine è forse un’allegoria del potere inebriante del vino e allude simpaticamente alla sfera dell’erotismo.

Il cavallo elastico di Boccioni

Elasticità di Umberto Boccioni
Elasticità di Umberto Boccioni

Umberto Boccioni fu un importante esponente del Futurismo italiano. Nelle sue opere l’artista elaborò un linguaggio formale finalizzato a suggerire il movimento. Nel dipinto Elasticità realizzato dopo il 1912 Boccioni affronta il movimento animale. Si tratta di una impresa diversa dal rendere la velocità di un mezzo di trasporto meccanico. Infatti il titolo dell’opera sottolinea un diverso aspetto del procedere, quello dell’eleganza del cavallo che Boccioni tradusse con Elasticità. Il dipinto si trova a Milano presso il Museo del Novecento e fa parte della Collezione Jucker. Ecco la scheda analitica.

I Cavalli plastici di San Romano

Paolo Uccello, Disarcionamento di Bernardino della Ciarda
Paolo Uccello, Disarcionamento di Bernardino della Ciarda

Il dipinto di Paolo Uccello intitolato Disarcionamento di Bernardino della Ciarda del 1456 circa raffigura un momento decisivo della battaglia. In seguito allo scontro i fiorentini sconfissero i senesi nel 1432. L’artista creò così un teatrino plastico utilizzando la prospettiva geometrica e il chiaroscuro che mette in rilievo le forme razionali e tonde di cavalli e soldati. Il risultato è un’atmosfera sospesa e magica nella quale i cavalli sembrano giocattoli luminosi. L’opera la puoi ammirare a Firenze presso la Galleria degli Uffizi. Consulta la scheda del dipinto.

Cavallo e arte: Un cavallo futurista

Dinamismo di un cavallo in corsa + case di Umberto Boccioni
Dinamismo di un cavallo in corsa + case di Umberto Boccioni

L’artista futurista Umberto Boccioni assemblò nel 1915 quest’opera dal titolo Dinamismo di un cavallo in corsa + case. Della forma equina rimane poco ma la rappresentazione realistica dell’animale non era nelle priorità di Boccioni. Infatti era già nato il Manifesto Tecnico della Scultura futurista, pubblicato l’11 aprile 1912. L’artista si documentò però molto seriamente per elaborare questa sintesi formale che suggerisce la velocità della corsa. Il cavallo futurista è visibile a Venezia presso la Collezione Peggy Guggenheim. Consulta la scheda.

Una caccia da fiaba

Caccia notturna di Paolo Uccello
Caccia notturna di Paolo Uccello

Paolo Uccello è l’autore di Caccia notturna del 1470. In un bosco incantato e popolato da alberi che paiono colonne di un tempio naturale cavalcano i cacciatori a cavallo vestiti con abiti rinascimentali. Al centro poi le prede fuggono verso il fondo creando appunto una fuga prospettica che determina la natura geometrica dello spazio. In questo teatrino naturale i cavalli galoppano, frenano e trottano con pose da manuale. L’opera è esposta a Oxford presso l’Ashmolean Museum. Questa invece è la scheda del dipinto.

I soldatini a cavallo

Battaglia di San Romano. Niccolò da Tolentino alla testa della cavalleria fiorentina di Paolo Uccello
Battaglia di San Romano. Niccolò da Tolentino alla testa della cavalleria fiorentina di Paolo Uccello

Il capolavoro rinascimentale intitolato la Battaglia di San Romano. Niccolò da Tolentino alla testa della cavalleria fiorentina di Paolo Uccello è un primo esempio di applicazione della prospettiva geometrica a corpi dipinti. Cavalli e cavalieri si scontrano nella battaglia in uno spazio razionale e raggelato. Sembrano personaggi sintetici o giocattoli sistemati su un plastico da un amante delle vicende belliche. Rimane però un’opera importantissima e affascinante, quasi metafisica. Da vedere alla National Gallery di Londra. La scheda dell’opera.

Il cavallo del Santo

Basamento del San Giorgio di Donatello
Basamento del San Giorgio di Donatello

Il rilievo in marmo sul Basamento del San Giorgio di Donatello raffigura il Santo a cavallo che con una lancia abbatte il drago e salva la vita alla giovane vergine. L’animale è scolpito con grande realismo e gusto classicheggiante. La posa di cavallo e cavaliere ricorda infatti quelle presenti su lastre romane di sarcofaghi o di rilievi celebrativi. La sua figura sarà anche ripresa in seguito e ispirerà altre celebri rappresentazioni. Questo capolavoro rinascimentale è visibile al museo del Bargello. Intanto ecco la scheda dell’opera.

Un cavallo molto popolare

Amicizia sincera di Vittorio Cajani
Amicizia sincera di Vittorio Cajani

Nel dipinto Amicizia sincera di Vittorio Cajani la figura del cavallo è interpretata con un certo romanticismo popolare di inizio Novecento. L’opera risale al 1924 e fu realizzata in un clima di ritorno all’ordine durante il quale i buoni sentimenti erano favoriti anche dalla cultura imperante. Erano anni di futurismi ma in questa immagine si coglie un clima di buonismo un po da cartolina. Comunque per apprezzare il dipinto puoi visitare la Galleria d’Arte Moderna di Varese. La scheda dell’opera.

Il cavallo di Lascaux

Immagine di cavallo sulle pareti di Lascaux
Immagine di cavallo sulle pareti di Lascaux

Le prime rappresentazioni di cavalli in corsa le troviamo sulle pareti di roccia della Grotta di Lascaux, in Francia. Si tratta di immagini realizzate nel Paleolitico superiore, risalenti quindi a circa 17.500 anni fa. Ora sono patrimonio dell’umanità e tutelate dall’UNESCO. Tra le oltre 6000 figure vi sono gruppi di animali, figure umane e segni astratti. Tra questi 364 sono riconoscibili come equini dipinti utilizzando colori minerali. Gli artisti preistorici non inserirono particolari ambientali ma dipinsero gli animali utilizzando come sfondo la superficie della roccia. Come sempre è accaduto nella storia dell’arte l’artista ha raffigurato un soggetto perché importante per se o per il gruppo sociale. I cavalli nel caso dell’uomo preistorico erano quindi forse una fonte alimentare come gli altri erbivori rappresentati.

Consulta il sito ufficiale delle Grotte di Lescaux

Cavallo e arte nella civiltà greca

Testa di cavallo del carro della Luna di Fidia
Testa di cavallo del carro della Luna di Fidia

Gli artisti greci affrontarono la raffigurazione del cavallo con lo stesso criterio utilizzato per la figura umana. Le statue che raffigurano questi animali sono quindi precise raffigurazioni anatomiche del loro corpo. Per i greci il cavallo rappresenta l’insostituibile mezzo di trasporto via terra per merci e per gli eserciti. Questo animale diventa così un elemento indispensabile nella quotidianità delle polis e della sua economia. Le rappresentazioni del cavallo sono rintracciabili soprattutto nelle opere di pittura vascolare. Inoltre il mito del Cavallo di Troia sottolinea la sua importanza simbolica. Infatti per convincere i troiani a compiere un passo falso gli Achei costruirono una enorme statua in legno raffigurante un cavallo. Al suo interno si nascose poi un gruppo di soldati che una volta introdotti nella città aprì le porte all’esercito invasore. Solo il sacerdote Laocoonte si oppose e perse la vita insieme ai suoi figli, divorati da un mostruoso serpente marino.

Il centauro rivela l’amore dell’uomo per il cavallo

Pallade e il Centauro di Sandro Botticelli
Pallade e il Centauro di Sandro Botticelli

La figura mitologica del Centauro unisce il corpo del cavallo e il busto di un essere umano. Sembra che i classici con questo mito abbiano voluto unire la potenza dell’animale con l’intelligenza umana per creare un supereroe dell’antichità. Nel dipinto Pallade e il Centauro di Sandro Botticelli del 1482-1483 il significato dell’opera è probabilmente da ricercare nell’adesione al Neoplatonismo di alcuni esponenti della famiglia de’ Medici di Firenze. Il dipinto è esposto alla Galleria degli Uffici. Ecco però la scheda dell’opera.

I cavalieri sullo sfondo dell’Adorazione dei Magi di Albrecht Dürer

Adorazione dei Magi di Albrecht Dürer
Adorazione dei Magi di Albrecht Dürer

Il dipinto risale al 1504 circa e raffigura un tema molto rappresentato. Nell’Adorazione dei Magi di Albrecht Dürer a destra nello sfondo è presente un gruppo di cavalieri rinascimentali. Un cavallo si impenna e gli altri sono fermi saldamente controllati dai soldati col turbante. Dürer fu un artista tedesco molto interessato però al rinascimento italiano. In questi cavalli infatti si coglie forse qualche derivazione dalle opere di Leonardo da Vinci. Leggi l’articolo.

I cavalli del Regno d’Italia

Alt! di Giovanni Fattori
Alt! di Giovanni Fattori

Alt! di Giovanni Fattori del 1893 raffigura un paesaggio toscano nel quale si muovono dei soldati. Anzi il convoglio si ferma probabilmente per riposare. Infatti alcuni militari sono stesi sull’erba e altri sono fermi in groppa ai loro cavalli. Giovanni Fattori dipinse la vita dei contadini della maremma e la vita dei soldati del posto. Secondo l’artista i soggetti non erano poi così distanti perché si trattava sempre degli stessi giovani. In tempo di pace infatti lasciavano le divise per coltivare la terra. I cavalli di fattori sono parte della natura come i militari e la “macchia” uniforma tutto il paesaggio. Approfondisci.

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