Cavalli da corsa davanti alle tribune di Edgar Degas

Cavalli da corsa davanti alle tribune di Edgar Degas interpreta il tema delle corse dei cavalli diventate molto alla moda nella seconda metà dell’Ottocento in Europa.

Edgar Degas, Cavalli da corsa davanti alle tribune, 1866-1868 circa, olio diluito con trementina su tela, 46 x 61 cm. Parigi, museé d’Orsay

Indice

Descrizione di Cavalli da corsa davanti alle tribune di Edgar Degas

Il dipinto di Edgar Degas raffigura la pista di terra battuta sulla quale corrono i cavalli da corsa guidati dai fantini. Gli animali sono sparsi, in attesa della partenza, e i fantini, sopra di essi, studiano i loro avversari. La posa nervosa assunta da uno degli animali indica che la partenza è imminente. A sinistra, gli spettatori sono assiepati sul prato, in basso e sulle tribune, in alto. Sullo sfondo, una fila di alberi delimita la pista mentre oltre gli spalti si alza una torre a forma di campanile.

Interpretazioni e simbologia di Cavalli da corsa davanti alle tribune di Edgar Degas

Le défilé, dit aussi Chevaux de courses devant les tribunes è il titolo originale del dipinto di Edgar Degas in lingua francese. In italiano è tradotto come Cavalli da corsa davanti alle tribune (La sfilata). L’opera è tra le prime ad affrontare il tema delle corse ippiche.

Degas scelse di rappresentare il preciso istante della partenza per cogliere le figure dei cavalli e dei fantini che li montano. La corsa, infatti non è il soggetto del dipinto ma è solo il pretesto per ritrarre animali e cavalieri.

Questo esclusivo interesse anatomico è confermato dal fatto che il pittore impressionista omise alcuni dettagli che avrebbero consentito all’osservatore dell’opera di identificare il luogo della corsa o i proprietari dei cavalli, rintracciabili dal colore delle casacche.

Degas ebbe una grande passione per i cavalli e per le corse ippiche. Di conseguenza, il pittore impressionista dedicò a questo tema molti suoi dipinti che solitamente rappresentano scene di vita quotidiana a lui contemporanea. Gli storici del Musée d’Orsay di Parigi fanno notare che Degas riprese un soggetto della tradizione storica e romantica, il cavaliere, riproponendolo in chiave moderna con la figura del fantino.

Le corse di cavalli, presso gli ippodromi cittadini, intorno alla metà dell’Ottocento diventarono un’occasione mondana. A Parigi, i borghesi si appassionarono subito a questa abitudine tipica dell’aristocrazia britannica e colsero le occasioni di socializzazione che tale sport offriva. Anche Degas frequentò abitualmente i campi da corsa che gli permettevano inoltre di studiare gli animali in movimento.

Puoi consultare i percorsi: Cavallo e arte, immagini e sculture nel tempo, Arte e sport

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Cavalli da corsa davanti alle tribune di Edgar Degas si trova a Parigi conservato al museé d’Orsay.

L’artista e la società. La storia dell’opera Cavalli da corsa davanti alle tribune di Edgar Degas

Edgar Degas dipinse Cavalli da corsa davanti alle tribune intorno agli anni 1866-1868 circa.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile di Cavalli da corsa davanti alle tribune di Edgar Degas

Degas studiò attentamente i cavalli durante la loro corsa e in contesti più liberi per riprodurre correttamente l’anatomia e il movimento. Inoltre, il pittore francese utilizzò le esperienze figurative di artisti inglesi specializzati nella raffigurazione delle corse di cavalli. Degas prese anche spunto da importanti maestri del passato quali Paolo Uccello, Benozzo Gozzoli e Anton Van Dyck. I curatori del Musée d’Orsay di Parigi indicano anche altre fonti provenienti da artisti contemporanei a Degas quali Vernet, Géricault o Meissonier.

Degas, maestro dell’Impressionismo, utilizzò la luce e il disegno per valorizzare le figure dei fantini e dei cavalli.

La tecnica di Cavalli da corsa davanti alle tribune di Edgar Degas

Cavalli da corsa davanti alle tribune di Edgar Degas è un’opera realizzata con l’utilizzo di impasto di colore ad olio diluito con trementina su tela. Il dipinto misura 46 centimetri di altezza e 61 cm di larghezza.

Il colore e l’illuminazione

I colori del dipinto di Edgar Degas sono chiari e ricordano il paesaggio immerso nella luce del sole. Predomina l’ocra del suolo contro il quale spiccano i mantelli bruni dei cavalli e le casacche dei fantini. A sinistra, la tribuna diventa una macchia scura e bruna brulicante delle piccole figure degli spettatori. Si notano, in particolare, i riflessi di luce prodotti dagli ombrellini.

La luce naturale che illumina la scena è forte e crea le lunghe ombre che si proiettano a sinistra sul suolo della pista.

Lo spazio

La pista occupa gran parte della scena e i suoi bordi convergono verso il centro dell’opera grazie alla forte prospettiva centrale in prossimità del cavallo più lontano.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto è di forma rettangolare e l’inquadratura orizzontale permette a Degas di ritrarre i cavalli ambientandoli sulla pista, disponendo le tribune a sinistra.

La struttura compositiva crea così un movimento visivo in profondità grazie ai soggetti posti in diagonale e sovrapposti verso lo sfondo con dimensioni sempre più piccole. Le lunghe ombre orizzontali, che si proiettano a sinistra contribuiscono, inoltre, a scandire la composizione verso l’alto del piano dipinto.

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Bibliografia

  • Paul Valéry, Degas danza disegno, Curatore: B. Dal Fabbro, SE, Collana: Testi e documenti, 2015, EAN: 9788867231461
  • Alessandra Borgogelli, Degas, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 2017, EAN: 9788809994294

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 5 maggio 2022.

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Edgar Degas, Cavalli da corsa davanti alle tribune, sul sito del museé d’Orsay di Parigi.

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