Adorazione dei Magi di Albrecht Dürer

Adorazione dei Magi è una tavola di Albrecht Dürer nella quale convivono elementi stilistici rinascimentali e fiamminghi.

Albrecht Dürer, Adorazione dei Magi, 1504 ca, olio su tavola, 99 x 113,5. Firenze, Galleria degli Uffizi

Descrizione

Ne l’Adorazione dei Magi di Albrecht Dürer la Madonna è posta di profilo e sorregge Gesù Bambino di fronte ai re venuti da lontano. La Vergine indossa un lungo abito blu scuro stretto in vita da una corda. Sul capo porta un velo bianco dal quale fuoriescono i lunghi capelli che scendono sulla schiena. I suoi lineamenti sono quelli di una giovane donna. Di fronte a lei un magio anziano è inginocchiato e porge uno scrigno dorato a Gesù Bambino. Indossa una preziosa veste rossa con inserti in pelliccia. Il magio di età matura è in piedi dietro di lui e rappresentato con il volto di profilo, verso destra. Indossa un elegante abito verde abbondantemente decorato in oro e preziosi gioielli al collo. Anche lui porta una pisside con incenso nella mano destra.

Il magio più giovane, invece,  si trova sulla destra, in piedi. Indossa abiti più modesti e un cappello piumato stretto nella mano sinistra. Con la mano destra sorregge una pisside contenente mirra. La parte superiore, semisferica, è decorata con la figura di un serpente, l’uroboro. I suoi lineamenti ricordano quelli di un giovane africano di colore. Dietro la Madonna, a destra, si intravedono il bue e l’asino che spuntano dalla stalla. A sinistra, un uomo che indossa un turbante sembra frugare all’interno di una borsa. Sul fondo sono raffigurati alcuni soldati armati, a cavallo.

La scena si svolge all’aperto tra rovine classiche. I personaggi sono disposti su una pavimentazione sopraelevata, in blocchi di pietra. Sulle architetture sono dipinte erbe e vegetazione di specie diverse. Infine, in lontananza si alza una collina sulla quale è costruito un centro abitato. A destra si intravede uno specchio d’acqua e un promontorio lontano. In primo piano, una pietra squadrata riporta incisi la data del dipinto e il monogramma dell’artista.

Interpretazioni e simbologia

La Madonna è di profilo secondo la tradizione iconografica del tempo. Inoltre, indossa il mantello blu, simbolo della Chiesa. Il magio in età matura ha lineamenti nordici e qualche storico lo considera un autoritratto di Albrecht Dürer. I magi portano i loro doni racchiusi in oggetti di alta oreficeria. Questa attenzione dell’artista nel progettare tali manufatti va ricercata nella tradizione di famiglia. Infatti il padre e i fratelli dell’artista erano orafi di Norimberga.

Nella iconografia del tempo gli edifici che facevano da sfondo alla natività avevano un preciso significato. Infatti, la nascita di Gesù era legata alla nascita del Cristianesimo e al tramonto dell’Ebraismo. Questo concetto è rappresentato dalle strutture in legno che rappresentano la religione ebraica. Invece, le architetture classiche in pietra indicano la religione cristiana.

Gli insetti raffigurati in primo piano, a sinistra sono simboli che si riferiscono alla salvezza dell’uomo permessa dalla morte di Cristo. Si possono osservare un grillo, una cavolaia e un cervo volante. L’uroboro, il serpente raffigurato sulla pisside, è il simbolo della inevitabilità della morte. Inoltre, poiché il rettile si morde la coda avvolgendosi su se stesso, rappresenta il ciclo della vita. L’oro che il magio dona a Gesù Bambino è simbolo di regalità.

I Committenti, le collezioni e la storia espositiva

Il dipinto di Albrecht Dürer fu commissionato da Federico il Saggio. Era destinato all’altare della cappella del castello di Wittenberg. L’Adorazione dei Magi fu proprietà delle collezioni imperiali di Rodolfo II a Vienna. Dal 1603, fu conservata presso la Kunstkammer del palazzo poichè si trattava di un dono dell’elettore Cristiano II di Sassonia. Nel 1793 Luigi Lanzi, direttore degli Uffizi di Firenze, propose uno scambio alle autorità viennesi. Lanzi era intenzionato ad ampliare la collezione fiorentina con una importante opera del Rinascimento Tedesco. La proposta venne accolta e l’Adorazione dei Magi fu scambiata con la Pala intitolata Presentazione al Tempio di Fra Bartolomeo dipinta nel 1516.

La storia dell’opera

Albrecht Dürer realizzò il dipinto dopo il suo primo soggiorno in Italia avvenuto nel 1494 e il 1495. L’artista vi tornò nuovamente nel 1505. In alcuni documenti riguardanti la collezione del castello di Wittenberg, secondo la descrizione del dipinto, San Giuseppe si trovava a sinistra della capanna, in piedi accanto all’asino. Nel dipinto attuale San Giuseppe non compare. Non è presente nemmeno nella copia del dipinto che si trova presso la Biblioteca Universitaria di Erlangen. Secondo gli storici, fu un altro artista, a dipingere San Giuseppe nel periodo tra il Cinquecento Seicento. Infatti, in seguito alla Controriforma il personaggio del Santo divenne più importante nella liturgia della Chiesa cattolica.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Lo stile dell’Adorazione dei Magi di Albrecht Dürer

Nel dipinto si trovano, insieme, elementi della tradizione italiana e del nord Europa. Albrecht Dürer adottò tale contaminazione stilistica che rende uniche le sue opere. L’artista dipinse le figure principali al centro, le rovine classiche, le nubi vaporose e l’orizzonte ribassato come nella tradizione italica. Ricorse, invece, ad una grande cura dei dettagli e della decorazione delle vesti, elementi tipici dello stile fiammingo. L’attenzione al dettaglio si esprime anche nella cura con la quale il maestro dipinse la vegetazione. Il maestro tedesco seppe mettere insieme le due tradizioni in modo armonico. I rapporti tra le diverse figure e i personaggi con l’ambiente sono attentamente valutate. Infatti, anche in profondità si colgono corrette proporzioni.

La tecnica

L’Adorazione dei Magi è un dipinto realizzato ad olio su tavola di ciliegio. La superficie è priva di pennellate evidenti. Il colore è sfumato e accuratamente steso.

Il colore e l’illuminazione

Il dipinto l’Adorazione dei Magi è un importante esempio del tipo di cromatismo usato dall’artista. La trasparenza dei colori ricorda quella dell’acquerello. La ricchezza dei toni si avvicina alla pittura veneziana. Il paesaggio è dominato da tinte calde in primo piano e fredde sullo sfondo e nel cielo. Nel dipinto di Albrecht Dürer il colore più diffuso è il marrone delle architetture. La Madonna indossa un abito blu intenso e il velo che porta sul capo è bianco e trasparente. Uno dei magi, inginocchiato porta un abito ricco in oro coperto da un mantello in rosso porpora con inserti in pelliccia bianca.

L’abito del re Magio in piedi è verde mentre la cotta è in tessuto dorato. Il re magio di destra, invece, indossa una calzamaglia rossa come il cappello piumato. Il suo mantello è nero e lucido. Il paesaggio è colorato con toni di verde e grigio. Il cielo blu è attraversato da nuvole bianche e grigie.

I contrasti cromatici

Sono presenti contrasti di luminosità sul primo piano tra l’incarnato bianco chiaro della Vergine del Bambino e lo sfondo. Anche il velo bianco guida l’occhio dell’osservatore verso il volto della Vergine. Inoltre, il bruno scuro della capanna pone in risalto le vesti dai colori vivi. Le architetture del paesaggio e la vegetazione, invece, contrastano con il cielo dai colori saturi.

L’illuminazione

La luce è scultorea e diffusa. I personaggi della scena sono illuminati interamente. Si creano delle leggere ombre verso destra più accentuate sotto i cavalli in lontananza. La figura della Vergine assume così un deciso modellato plastico grazie al chiaroscuro. Sulle vesti e sulle figure compaiono riflessi di varia intensità che descrivono i diversi materiali. Si può, così, valutare la grande abilità dell’artista nel rappresentare i gioielli e gli scrigni preziosi. Il paesaggio, in lontananza pare velato dalla foschia grazie all’utilizzo della prospettiva aerea.

Approfondisci con le altre opere di Albrecht Dürer intitolate: Autoritratto del Prado, Autoritratto del 1493, Ritratto del padre.

Lo spazio

Lo spazio architettonico è costruito con l’utilizzo della prospettiva geometrica. Si notano, infatti, le fughe dei massi, sul terreno e dell’arco in centro. Inoltre, la distribuzione dei ruderi dal primo piano allo sfondo organizza in modo chiaro e ordinato lo spazio in profondità. La prospettiva aerea rende le architetture e la natura del paesaggio velate. Smorza i contrasti e permette di rendere il senso della profondità. Anche la proporzione di grandezza agisce sulle figure che si rimpiccioliscono verso il fondo. Si formano, così, alcuni piani paralleli che si sovrappongono verso l’orizzonte e creano le scenografie per i diversi personaggi.

Lo sguardo dell’osservatore è invitato a proseguire verso la collina di sfondo percorrendo i diversi gruppi di personaggi. In primo piano si svolge la scena con la Madonna, il Bambino e i magi. In secondo piano si trovano i ruderi e il servitore a destra. Sul prato è posto il gruppo di soldati. Quindi, oltre la quinta creata dall’arco, si trovano altri personaggi lontani. Infine, si osserva il centro abitato che si inerpica sulla collina e il brano di paesaggio acquatico.

La composizione e l’inquadratura

Adorazione dei Magi di Albrecht Dürer è un dipinto rettangolare che si avvicina alle proporzioni di un quadrato. L’inquadratura pone al centro la scena sacra. Infatti, l’incrocio delle diagonali corrisponde con le mani del re magio in piedi al centro. Sulla verticale centrale è disposta la rovina frontale che fa da sfondo al personaggio. Inoltre, sulla stessa direttrice si trova il re magio inginocchiato. La parte dell’opera a destra è occupata dal re magio più giovane, dal servitore, dai soldati e dal paesaggio di fondo. La metà sinistra, invece, dalla capanna e dalla Madonna col Bambino.

Nell’opera si individuano zone compositive triangolari. Si tratta del gruppo principale con la Madonna, il Bambino e i due magi. Inoltre i tre magi sono disposti sempre secondo una struttura triangolare. Anche il paesaggio rispetta tale modulo compositivo. A destra, dall’incontro tra cielo e acqua nasce il vertice che si apre verso sinistra. Si nota, infine, una marcata obliquità che delimita il confine tra paesaggio e cielo, a destra.

Confronti

I cavalieri dipinti nel paesaggio ricordano analoghe figure che compaiono nell’adorazione dei magi di Leonardo da Vinci. Gli storici ipotizzano che Dürer studiò il dipinto riprodotto su un dipinto o una incisione.

Adorazione dei Magi di Albrecht Dürer - Dettaglio
Adorazione dei Magi di Albrecht Dürer – Dettaglio
Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci - dettaglio
Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci – dettaglio

Approfondimenti

Nel 2006 l’opera è stata sottoposta ad indagini spettrografiche presso l’Istituto di Fisica Applicata “Nello Ferrara” di Firenze.

Consulta la pagina dedicata alle indagini sul dipinto di Albrecht Dürer, Adorazione dei Magi, sul sito dell’Istituto di Fisica Applicata “Nello Ferrara” di Firenze.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Albrecht Dürer, Adorazione dei Magi, sul sito della Galleria degli Uffizi di Firenze e sul Polo Museale fiorentino.