Arte e guerra

Arte e guerra documenta quanto impegno l’uomo ha speso nel combattere i propri simili e ha voluto lasciare ai posteri il ricordo delle imprese belliche. Molti illustratori contemporanei però si impegnano per dare voce alla gente comune che vuole invece vivere in pace.

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Le illustrazioni contemporanee si esprimono quasi tutte contro la guerra. Infatti illustratori e artisti di graffiti hanno realizzato potenti immagini per sensibilizzare l’opinione pubblica. Nel Novecento gli artisti e gli illustratori operarono su due fronti. Infatti sono presenti opere che condannano i conflitti e altre, schierate politicamente, che esaltano la guerra. In occasione delle due Guerre Mondiali del Novecento furono dipinte molte opere di propaganda che celebravano le vittorie.

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Ci furono anche artisti-soldato che parteciparono ai conflitti. In occasione della Prima Guerra Mondiale si arruolarono tra gli altri alcuni artisti futuristi. Nella Seconda Guerra Mondiale, in Italia, gli artisti-soldato documentarono con disegni e dipinti il conflitto. Un importante corpus di opere sopravvissute è conservato dall’Esercito Italiano.

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Il Risorgimento italiano

Molti artisti dell’Ottocento in Italia presero parte alle Guerre del Risorgimento. Infatti sono molti i dipinti che raccontano le vicende di Garibaldi e dei garibaldini. I pittori Macchiaioli contribuirono a documentare le guerre con opere celebrative delle battaglie. Questi grandi dipinti furono commissionati dal neonato governo italiano ma altre opere ricordano le morti e la sofferenza. Gli artisti quindi non si schierarono tutti a favore della guerra e molti ne rappresentarono gli aspetti negativi. Le Guerre Risorgimentali furono quindi per questi giovani artisti rivoluzionari un male necessario ma fonte di grandi sofferenze. L’Ottocento fu il secolo del Realismo che spinse gli artisti e il loro pubblico ad interessarsi delle questioni sociali. Il popolo e le sue vicende diventarono quindi soggetto degno di essere rappresentato. Molti artisti abbracciarono così cause sociali e rivoluzionarie.

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Le opere del passato e dell’antichità celebrano invece le vittorie dei sovrani. Difficilmente infatti si concentrano sulle sofferenze della popolazione. Infatti la committenza era rappresentata dalle monarchie che intendevano consolidare il proprio potere grazie all’arte.

Arte e guerra: I guardiani della pace di Shepard Fairey

Peace Guard 2 di Obey
Peace Guard 2 di Obey

Frank Shepard Fairey è diventato famoso per aver ritratto il presidente americano Barack Obama con il suo stile inconfondibile. È nato nel 1970 a Charleston nella Carolina del sud ed è uno street art noto con il nome di Obey. Il poster del 2008 che lo ha reso famoso si intitola Hope ed è diventato l’immagine guida della campagna elettorale che ha portato alla presidenza Obama. La tecnica grafica semplice e basata su pochi toni in contrasto fra loro è diventata così il suo standard comunicativo.

Peace Guard 2 è un’immagine di grande effetto che raffigura una soldatessa. La giovane donna in uniforme sorregge un’arma dalla quale spunta però una rosa. Si tratta forse della citazione di uno slogan degli anni Sessanta del Novecento che invitava i militare a mettere fiori nella bocca dei cannoni. “Mettete dei fiori nei vostri cannoni” e una frase che compare anche nel testo di una canzone dei Giganti, band musicale italiana degli anni Sessanta. Nel 2003 è scoppiata la Rivoluzione delle rose che si è concretizzata nella cacciata del presidente filo-sovietico Eduard Shevardnadze.

Arte e guerra: Fear of Nuclear War di Matt Mahurin

Fear of Nuclear War di Matt Mahurin
Fear of Nuclear War di Matt Mahurin

Una persona legata ad una bomba nucleare cerca di liberarsi divorando il braccio che la tiene prigioniera. È una immagine inquietante proposta dall’illustrazione di Matt Mahurin, illustratore e artista americano. Spesso Mahurin utilizza immagini dai colori cupi e dalla atmosfere horror per sottolineare tensioni sociali. Il pericolo nucleare è infatti una costante dal secondo dopoguerra della metà del Novecento. Stati emergenti si dotano del nucleare per acquisire peso politico. Altri minacciano di ricorrere a queste armi per ottenere più autorevolezza nei confronti dei colossi mondiali. Infine i cittadini sono incatenati al pericolo di nuove guerre e cercando di liberarsi danneggiano se stessi.

Consulta il sito di Matt Mahurin.

Sotto l’ala del condor

PAWELKUTZYNSKY24
PAWELKUTZYNSKY24

Alcuni condor sono allineati su un ramo secco. Intorno a loro poi il paesaggio è desolato e distrutto dalla guerra. Infatti in basso le macerie disegnano lo skyline della città distrutta. Inoltre un carro armato presidia le rovine dopo la distruzione. La pace però è in attesa di spiccare il volo. Una colomba bianca con un rametto d’ulivo nel becco attente protetta sotto l’ala del condor. PAWELKUTZYNSKY24 è una illustrazione di Pawel Kutzynsky che ci ricorda le guerre di oggi.

La guerra che sfrutta il lavoro dell’uomo

PAWELKUTZYNSKY26
PAWELKUTZYNSKY26

In PAWELKUTZYNSKY26 l’illustratore polacco ci propone una riflessione sulla distruzione compiuta dalle guerre. Infatti i soldati si allineano all’interno delle trincee sfruttando i solchi creati dall’aratro. Il contadino a destra guida il suo instancabile cavallo per lavorare la terra che sarà sequestrata dagli eserciti. Pawel Kutzinsky usa il suo registro sarcastico per meditare con amarezza sulle nuove guerre.

Le visage de la guerre di Salvador Dalí

Le visage de la guerre di Salvador Dalí
Le visage de la guerre

Salvador Dalí. Le visage de la guerre (El Rostro de la Guerra), 1940, olio su tela, 79 x 64 cm. Rotterdam, Museum Boijmans Van Beuningen

Un dipinto surrealista che condanna la guerra in senso universale. Salvador Dalí dipinse questa macabra rappresentazione in seguito allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. L’artista spagnolo si rifugiò negli USA in seguito allo scoppio del conflitto in Europa e alla Guerra Civile Spagnola. Dalí nonostante le sue infinite provocazioni e spavalderie si dimostrò molto sensibile ai drammi umani delle popolazioni in conflitto. Realizzò così una immagine potente per condannare le guerre. Un teschio terribile e scuro incombe sul paesaggio. Dalle sue cavità si affacciano poi altri teschi che si replicano all’infinito. Inoltre serpenti aggressivi si arrampicano sulle ossa e avvolgono l’effige mortale.

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