Telemaco Signorini, la vita e le opere

Telemaco Signorini fu un pittore appartenente al gruppo dei Macchiaioli autore di paesaggi, scene di genere e soggetti sociali.

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Biografia

Nascita di Telemaco Signorini

1835. Telemaco Signorini nacque a Firenze il 18 agosto 1835.

Il contesto familiare

Giovanni Signorini era il nome del padre di Telemaco Signorini. L’uomo era un modesto ma stimato pittore che lavorava per il granduca di Toscana Leopoldo II. La madre invece era Giustina Santoni.

L’adolescenza di Telemaco Signorini

Nel periodo dell’adolescenza Telemaco Signorini affiancò il lavoro di pittore del padre.

La vita privata e affettiva

1859. L’artista assecondò la sua passione rivoluzionaria e si arruolò a 24 anni come volontario nelle truppe di Giuseppe Garibaldi.

La morte di Telemaco Signorini

Telemaco Signorini morì a Firenze il 10 febbraio 1901 all’età di 66 anni.

La formazione di Telemaco Signorini

Il giovane Telemaco frequentò studi classici. Decise poi di proseguire con l’attività del padre che fu il suo primo maestro. 

1852. Nel 1852, all’età di 17 anni, si iscrisse quindi all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Telemaco fu uno studente insoddisfatto degli insegnamenti accademici. Infatti manifestò presto l’insofferenza verso il clima culturalmente rigido dei maestri. Nello stesso anno il suo collega macchiaiolo Giovanni Fattori terminava gli studi presso la stessa Accademia di Firenze.

1856. Signorini lasciò gli studi accademici all’età di 21 per dedicarsi alla pittura en plain-air con Odoardo Borrani e Vincenzo Cabianca.

I viaggi

1955. Intorno al 1855 Telemaco Signorini affrontò diversi viaggi.

1856. Signorini nel 1856 partì insieme al pittore Vito d’Ancona per Venezia. Fu poi in in Emilia Romagna, in Lombardia, in Piemonte. I due amici si recarono nella zona dei laghi quindi tornarono a Venezia e infine a Ferrara.

Insieme all’artista macchiaiolo Vincenzo Cabianca si recò a La Spezia. I due amici visitarono i borghi di Pitelli, San Terenzo, Vezzano Ligure, Lerici, Sarzana, Riomaggiore e la costa delle Cinque Terre.  I paesaggi liguri ispirarono una pittura contrastata e un uso consapevole della macchia come elemento principale del loro linguaggio figurativo.

1861. Signorini nel 1861 partì poi per Parigi con i macchiaioli Vincenzo Cabianca e Cristiano Banti. Nella capitale francese conobbe Jean-Baptiste Camille Corot e Constant Troyon e ammirò il lavoro di Gustave Courbet.

Al ritorno, in Italia, si fermò a Castiglioncello per un breve soggiorno.

Si spostò ancora con altri macchiaioli e con Silvestro Lega e Odoardo Borrani fondò la Scuola di Pergentina.

Signorini in età matura tornò spesso a Parigi per tenere i legami con gli artisti francesi impressionisti.

1870-1871. Viaggiò in Italia del sud e fu a Napoli nel 1870 e 1871.

1873-1874. Nel 1873 e nel 1874, in Francia visitò le zone della Marna e della Senna.

1881. Signorini fu in Inghilterra e Scozia nel 1881.

Compì numerosi altri viaggi e visitò Cenisio, l’isola d’Elba e Riomaggiore la celebre località delle Cinque Terre, in nella Liguria di Levante.

I maestri di Telemaco Signorini

Signorini frequentò l’Accademia di Belle Arti di Firenze ma abbandonò presto gli studi deluso dall’insegnamento dei suoi maestri accademici.

Amicizie d’artista e compagni di studi

1855. Il giovane artista dall’età di 20 anni, nel 1855, si avvicinò alle riunioni vivaci e turbolente che artisti e patrioti organizzavano al Caffè Michelangiolo di Firenze.

1856. Insieme ali amici Odoardo Borrani e Vincenzo Cabianca iniziò a dipingere all’aperto dal 1856.

Con l’amico di Vito d’Ancona compì alcuni viaggi nelle regioni del nord Italia nel 1856.

Insieme a Vincenzo Cabianca si recò a La Spezia, e nei paesini delle Cinque Terre per sperimentare l’uso della macchia con i paesaggi e le vedute del posto.

Giunto a Parigi nel 1861 strinse amicizia con i pittori realisti di Barbizon, Jean-Baptiste Camille Corot e Constant Troyon.

La Carriera artistica di Telemaco Signorini

Collaborazioni con altri artisti

1855. Saverio Altamura nel 1855 iniziò a sperimentare la pittura macchiaiola. Nello stesso anno Telemaco Signorini si avvicinò al gruppo degli artisti che si riunivano al Caffè Michelangelo di Firenze.

1861. A Parigi, nel 1861, conobbe e frequentò gli artisti realisti della Scuola di Barbizon.

Tornato in Italia tornò a frequentare altri pittori macchiaioli. Insieme a Silvestro Lega e Odoardo Borrani fondò la Scuola di Pergentina. Il nome del gruppo fu ispirato dalla località nei dintorni di Firenze dove i pittori dipingevano en plain-air.

L’artista negli ultimi anni della sua carriera artistica  tornò a Parigi dovè frequentò gli impressionisti, Degas, e Monet. La loro pittura, con quella di Manet, si ritrova in molte delle sue opere dell’epoca.

La fortuna professionale e le commissioni

Signorini tornato a Firenze, si vide rifiutare le sue opere dalla società Promotrice di Belle Arti (Accademia di Belle Arti in Firenze) perchè considerati troppo violenti nei contrasti di chiaroscuro. Anche i critici delle riviste espressero giudizi negativi definendolo in modo dispregiativo macchiajuolo.

L’artista però negli stessi anni realizzò alcune opere con soggetto militare che incontrarono i favori della critica.

Lo stile di Telemaco Signorini

Telemaco Signorini fu uno degli esponenti principali del gruppo dei Macchiaioli. Utilizzò quindi la macchia come elemento di base del suo linguaggio pittorico. Le sue opere sono caratterizzate così da contrasti decisi di zone di colore uniforme che creano le figure. Infatti in assenza di chiaroscuro sono i confini netti tra le macchie di colore a determinare le diverse componenti del dipinto.

I soggetti

Signorini come gli altri Macchiaioli fu un pittore di paesaggi che studiò e dipinse all’aperto. Realizzò però anche opere di figura e di interni. In seguito alla sue esperienza bellica come volontario dipinse opere di tematica militare che furono apprezzate dal pubblico delle esposizioni.

I temi

Il tema più noto dell’artista è quello delle vedute dei piccoli borghi marini. Telemaco Signorini trattò però anche temi sociali come nelle due opere molto note, Bagno penale a Portoferraio e La sala delle agitate nell’ospizio di San Bonifacio.

La poetica

Le vedute di Telemaco Signorini esprimono il suo interesse per il realismo che ebbe modo di approfondire in Francia a contatto con gli artisti della Scuola di Barbizon. Nelle opere di figura emerge anche una denuncia sociale partecipe e vicina ai soggetti ritratti.

L’evoluzione dello stile di Telemaco Signorini

1855. Signorini intorno ai 20 anni, conobbe il gruppo degli artisti che iniziavano a sperimentare la macchia. Il giovane affrontó così seriamente la sua carriera di artista con passione e inquietudine creativa.

Durante il viaggio a La Spezia e nei luoghi delle Cinque Terre che compì con Vincenzo Cabianca arricchì le sue opere di forti contrasti tra le luci e le ombre. In questo modo la macchia di colore diventò l’elemento caratteristico del suo linguaggio pittorico.

Nel 1861, insieme ai Macchiaioli, Vincenzo Cabianca e Cristiano Banti, l’artista partì per Parigi. In Francia incontrò i maestri realisti della Scuola di Barbizon, Jean-Baptiste Camille Corot, Constant Troyon e Gustave Courbet. Al ritorno in Italia prese spunto dalle esperienze francesi e fondò con altri Macchiaioli la Scuola di Pergentina o Scuola di Piagentina.

Le opere di Telemaco Signorini

Nubi al tramonto

Nubi al tramonto di Telemaco Signorini
Nubi al tramonto

1864. Nubi al tramonto, 1864, olio su tela, 50 x 36,5 cm. Milano, Galleria d’Arte Moderna

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La sala delle agitate nell’ospizio di San Bonifacio di Telemaco Signorini

La sala delle agitate nell'ospizio di San Bonifacio di Telemaco Signorini
La sala delle agitate nell’ospizio di San Bonifacio

1865. La sala delle agitate nell’ospizio di San Bonifacio, 1865, olio su tela, 66 x 59 cm. Venezia, Galleria d’arte moderna di Ca’ Pesaro

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Giornata di vento di Telemaco Signorini

Giornata di vento di Telemaco Signorini
Giornata di vento

1868. Giornata di vento (Una giornata di vento), 1868 circa, olio su tavola, cm 19,7 x 51. Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna

Un dipinto che mostra uno spaccato di vita delle campagne di metà Ottocento.

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Dintorni fiorentini

Dintorni fiorentini di Telemaco Signorini
Dintorni fiorentini

1880. Dintorni fiorentini, 1880?, acquerello e tempera su compensato, cm 29 x 25. Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori

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Bagno penale a Portoferraio

Bagno penale a Portoferraio di Telemaco Signorini
Bagno penale a Portoferraio

1888 – 1894. Bagno penale a Portoferraio, 1888 – 1894, 58 x 81 cm, Firenze, Palazzo Pitti, Galleria d’Arte Moderna

Questo dipinto racconta la dura realtà delle carceri italiane ottocentesche. Inoltre tra i detenuti è raffigurato un noto brigante dell’epoca.

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Buoi a Pietramala

Buoi a Pietramala di Telemaco Signorini
Buoi a Pietramala

1890. Buoi a Pietramala, 1890, olio su tela, 58.5 x 65 cm. Milano, Galleria d’Arte Moderna

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Tetti a Riomaggiore di Telemaco Signorini

Tetti a Riomaggiore di Telemaco Signorini
Tetti a Riomaggiore

1892-1894 Tetti a Riomaggiore, 1892-1894, olio su tela, 56 x 38 cm. Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Civica d’Arte Moderna

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Veduta di Parigi: Bois De Boulogne di Telemaco Signorini

Bois De Boulogne di Telemaco Signorini
Bois De Boulogne

1900. Veduta di Parigi: Bois De Boulogne, 1900, Tempera verniciata su tavola, 6.5 x 11.5 cm. Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna

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Bibliografia

  • Telemaco Signorini e la pittura in Europa. Catalogo della mostra (Padova, 19 settembre 2009-31 gennaio 2010), Marsilio, Collana: Cataloghi, 2009, EAN: 9788831798402
  • S. Condemi (a cura di), Firenze negli occhi dell’artista, da Telemaco Signorini a Ottone Rosai, Sillabe, 2012, EAN: 9788883476495S
  • Tiziano Panconi, Telemaco Signorini, Catalogo generale ragionato delle opere dipinte, Museo archives Giovanni Boldini Macchiaioli, Pistoia, 2019, ISBN-A10.979.12200/51149

Link esterni

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Telemaco SignoriniBagno penale a Portoferraio, sul sito della Gam di Firenze.

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