Ritmo di linee nere di Piet Mondrian. Un reticolato di ortogonali che imprigionano i colori primari

Piet Mondrian con Ritmo di linee nere e altri dipinti, è stato fonte di ispirazione per molti designer e architetti per oggetti di arredo e ambienti.

Piet Mondrian, Ritmo di linee nere, 1935-1942. Düsseldorf, Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen

Uno stile rigoroso, un ritmo di linee nere perfettamente ortogonali e colori primari

Piet Mondrian, insieme a Theo van Doesburg e Gareth Thomas Rietveld, nel 1917 fondò la rivista De Stijl. La traduzione in italiano è “lo stile” e rivela l’intenzione del gruppo di artisti di creare un manifesto linguistico. Il loro scopo era quello di gettare le basi per un linguaggio visivo essenziale. Nell’ambito della rivoluzione astrattista, Piet Mondrian crea il movimento definito Neoplasticismo. Questo termine si può tradurre con nuovo modo di trattare la forma. In seguito, Piet Mondrian, diventerà famoso per i suoi lavori che utilizzano rettangoli e quadrati colorati con colori primari. Queste forme geometriche nascono, in realtà, dall’incrocio delle linee rette di colore nero, tracciate in modo ortogonale. Alcuni di questi spazi geometrici vengono colorati, da Mondrian, utilizzando solamente i tre colori primari. Le campiture vengono, poi, riempite con giallo, rosso e blu.

Un lungo percorso ha portato alla realizzazione di ritmo di linee nere di Piet Mondrian

Piet Mondrian dipinse i suoi quadri scacchiera all’inizio del suo percorso creativo. Per comprendere i motivi che lo portarono ad elaborare il suo stile minimale e rigoroso occorre considerare la sua formazione. Piet Mondrian era figlio di un predicatore calvinista. Il ragazzo era destinato ad abbracciare la carriera ecclesiastica. Mondrian non era, però, d’accordo e aderì ad una setta religiosa di ispirazione mistica.

In questo gruppo riuscì a praticare la pittura e ad iniziare la sua ricerca estetica e spirituale. Questa dottrina aspirava ad una forma di conoscenza superiore e profonda. Lo scopo era quello di raggiungere la conoscenza della natura al di là degli strumenti forniti dalla scienza. L’iniziato, quindi, doveva percorrere una strada molto rigorosa per ottenere gli strumenti spirituali adatti a questo scopo. Ritmo di linee nere è, così, frutto di questo percorso spirituale. La ferrea disciplina, con la quale Mondrian affrontò la sua crescita, all’interno della comunità, lo portò a concepire il Neoplasticismo.

Un rigore formale di pura astrazione guida la realizzazione di ritmo di linee nere.

L’opera si presenta come un insieme di linee nere, orizzontali e verticali, tracciate su un fondo bianco. Le linee sono molto spesse, anche se non tutte dello stesso spessore. Alcune di esse sono ravvicinate, altre più distanziate. Questo reticolo crea rettangoli e quadrati distribuiti su tutta la superficie del dipinto. Mondrian, in Ritmo di linee nere, utilizza il giallo e il blu per colorare alcune figure geometriche. In basso, nell’angolo a destra, colora un rettangolo di giallo. In alto in prossimità dell’angolo sinistro, colora quattro rettangoli di blu. Aldilà della descrizione puntuale e fisica dei suoi interventi realizzati su questa tela, occorre comprendere il suo linguaggio visivo.

Ritmo di linee nere. Un linguaggio visivo minimale con il quale creare rigorose composizioni visive

Ritmo di linee nere di Piet Mondrian è stato realizzato utilizzando un linguaggio e una sintassi molto semplici ma rigorosi. Gli elementi linguistici che utilizza Piet Mondrian nei suoi dipinti minimali sono pochi. Linee nere verticali o orizzontali. È bandita ogni linea curva. Fondo rigorosamente bianco ottico. Colori primari giallo, rosso, blu.

La sintassi è anch’essa semplice e rigorosa. Le linee nere sono sempre tracciate in modo ortogonale tra loro, orizzontali e verticali. La distanza tra queste linee varia e crea, quindi, ritmi verticali e orizzontali molto diversi. La disposizione sulla tela dei colori primari è sempre diversa e possono anche non essere contemporaneamente tutti e tre presenti. Le linee nere possono essere di diverso spessore. Alcune linee possono non andare da un lato del dipinto a quello opposto. Ad esempio, dall’alto in basso, da destra a sinistra. Soprattutto, sul bordo, alcune linee possono essere tracciate anche solo all’interno di un rettangolo. In questo caso, in Ritmo di linee nere, si tratta di un rettangolo situato sul bordo destro, quasi in prossimità dell’angolo in basso.

Un testo lirico e minimale creato dal ritmo di linee nere di Mondrian

Attraverso l’utilizzo di un linguaggio molto semplice e di una sintassi rigorosa Mondrian crea testi visivi minimali ed essenziali. Per realizzare queste composizioni Mondrian si fa guidare dalla necessità di creare un ritmo compositivo. Questo ritmo è di tipo spaziale e si crea nella distanza, regolare o meno con la quale l’artista traccia le linee nere.

Il secondo aspetto è una distribuzione di pesi cromatici all’interno della superficie bidimensionale. I colori, primari, vengono disposti sulla tela all’interno dei quadrangoli che si formano tra le linee. Distribuendo in modo diverso i primari e secondari Mondrian, crea pesi, equilibri, modulazioni cromatiche del suo dipinto. In Ritmo di linee nere, si fa, quindi, guidare dal concetto di peso visivo di un colore. Mondrian considerò anche le teorie di Kandinskji e di Itten che stabilirono l’importanza visiva dei singoli colori. Il giallo, in basso a destra ha un peso visivo maggiore rispetto al blu in alto a sinistra. Per questo il giallo copre una superficie inferiore rispetto al blu. Si può confrontare Ritmo di linee nere con un un analogo concetto di astrattismo. Paul Klee nei suoi dipinti crea griglie astratte ma con una componente emotiva.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Piet Mondrian, Ritmo di linee nere, sul sito della Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen di Düsseldorf.