Victory Boogie Woogie di Piet Mondrian

Victory Boogie woogie di Piet Mondrian , opera incompiuta è, forse, lo specchio della vita frenetica ed eccitante di New York.

Piet Mondrian, Victory Boogie Woogie, 1943-1944, incompiuto, olio e frammenti di carta su tela, 178,4 x 178,4 cm. L’Aia, Gemeentemuseum, Collezione Burton Tremayne

Indice

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Descrizione di Victory Boogie Woogie di Piet Mondrian

Il dipinto astratto di Piet Mondrian presenta rettangoli di colore primario di piccole dimensioni disposti su un fondo bianco. Altri rettangoli e quadrati colorati, di dimensioni ancora più ridotte, sono allineati a formare linee verticali e orizzontali che si compongono con i rettangoli. Tra questi sono abbozzati alcuni quadrilateri di colore grigio.

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L’artista e la società. La storia dell’opera Victory Boogie Woogie di Piet Mondrian

In seguito allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Mondrian fu costretto a lasciare l’Europa e a rifugiarsi a New York. L’artista iniziò a frequentare locali e a vivere una vita più mondana avvicinandosi alla cerchia della collezionista Peggy Guggenheim. Victory Boogie Woogie, opera incompiuta è, forse, lo specchio della vita frenetica ed eccitante della metropoli.

La ricerca di Piet Mondrian condotta allo scopo di creare una sintesi formale guidata dalla geometria maturò anche negli anni Quaranta del Novecento. In seguito allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale Mondrian fu costretto a lasciare l’Europa e a rifugiarsi negli Stati Uniti. Nel 1939, a New York, vivendo immerso nella vita caotica della metropoli e inserito nella cerchia di Peggy Guggenheim, l’artista sviluppò, ulteriormente, il suo Neoplasticismo. Fu, proprio, il ritmo della metropoli con le sue strade luminose e affollate che lo portarono a modificare le sue composizioni ortogonali. Anche caratterialmente, Mondrian subì un cambiamento e si avvicinò alla vita frenetica della città. L’ultima sua opera è Victory Boogie Woogie che rimane incompiuta.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile

In Victory Boogie Woogie si ritrovano le direttrici ortogonali, verticali e orizzontali ma il formato dell’opera è decisamente cambiato. Infatti si tratta di un’opera di formato quadrato appesa per un angolo, diversa da lavori come Composizione con rosso, giallo e blu. Alcuni critici hanno suggerito che la forma dell’opera rimanda alla sua prima opera di ricerca, Evoluzione del 1910-1911.

Il colore e l’illuminazione

In questo dipinto si coglie una evoluzione rispetto alle composizioni astratte più note di Piet Mondrian. Nell’opera, infatti, le direttrici verticali e orizzontali sono cambiate. Le linee nere molto spesse sono diventate linee colorate con molte tonalità. Si susseguono poi quadrati e rettangoli di colori diversi, pur sempre, però primari. Il nero viene abbandonato a favore di un succedersi di piccole figure geometriche colorate.

La composizione e l’inquadratura

La scelta di ruotare il quadrato e appenderlo per formare un rombo fu forse simbolica. Mondrian volle indicarci la presenza di due triangoli identici rivolti uno verso il basso e uno verso l’alto prodotti dalla diagonale orizzontale del rombo. Questa scelta fu, probabilmente, segno che l’artista non abbandonò la sua filosofia fortemente intrisa di spiritualità.

La composizione, diversamente orientata e priva così di linee nere diventa dinamica. Si colgono, secondo alcune letture critiche, i rumori e le velocità della metropoli. Il dipinto, incompiuto, permette comunque di apprezzare il cambiamento della sua poetica e la coerenza con la quale Mondrian portò avanti la sua ricerca artistica e spirituale.

Consulta la pagina dedicata all’opera di Piet MondrianVictory Boogie Woogie, sul sito del Gemeentemuseum dell’Aia.

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