Arte e lavoro

Arte e lavoro è una pagina che raccoglie i dipinti di fine Ottocento e inizio Novecento che testimoniano le dure condizioni di lavoro del popolo e l’impegno sociale degli artisti.

Pagina aggiornata il: 12 settembre 2020. Torna a visitarci tra qualche giorno e troverai nuovi contenuti.

Terre arate di Arturo Tosi

Terre arate di Arturo Tosi alla collezione Verzocchi
Terre arate di Arturo Tosi alla collezione Verzocchi

Arturo Tosi, Terre arate, data?, olio su tela, misure?. Forlì, Collezione Verzocchi

Giuseppe Verzocchi intorno al 1949 propose ad alcuni importanti artisti italiani di aderire al suo progetto sul lavoro. L’industriale infatti decise di mettere insieme una collezione d’arte al fine di celebrare il lavoro. Arturo Tosi fu un artista italiano da sempre interessato al paesaggio e aderì offrendo la rappresentazione del lavoro nei campi. L’industriale donò poi la collezione al comune di Forlì che la destinò alle sale di Palazzo Romagnoli.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Arturo Tosi, Terre arate, sul sito della Collezione Verzocchi di Forlì.

La città che sale di Umberto Boccioni

La città che sale di Umberto Boccioni
La città che sale di Umberto Boccioni

Umberto Boccioni, La città che sale, 1910, olio su tela, cm 199,5 x 301. New York, Museum of Modern Art (MoMa).

Nell’opera molto nota di Umberto Boccioni è rappresentato un operoso cantiere urbano. Il dipinto non presenta una rivendicazione delle pesanti condizioni di lavoro degli operai edili. Infatti pur testimoniando il duro lavoro manuale dimostra un grande entusiasmo per la città che si espande industrialmente.

Sera sull’Arno

Sera sull'Arno di Baccio Maria Bacci
Sera sull’Arno di Baccio Maria Bacci

Baccio Maria BacciSera sull’Arno, 1934, olio su tela, cm. 153 127. Roma, Collezione CGIL Direzione Nazionale.

Per lungo tempo le rive dei fiumi sono state un luogo molto frequentato dai cittadini. Infatti l’acqua non era presente nelle case e le lavandaie svolgevano la propria attività chine sul fiume. Era un lavoro molto duro e in inverno le donne spaccavano il ghiaccio per poter raggiungere l’acqua.

Arte e lavoro nelle risaie per Ottanta centesimi!

Per ottanta centesimi! di Angelo Morbelli Fondazione Museo Francesco Borgogna
Per ottanta centesimi! di Angelo Morbelli Fondazione Museo Francesco Borgogna

Angelo MorbelliPer ottanta centesimi!, 1895-1897, olio su tela, 67,5 x 121,5 cm. Vercelli, Fondazione Museo Francesco Borgogna.

Angelo Morbelli fu un artista italiano che sperimentò il linguaggio del Divisionismo. Inoltre come altri artisti dell’epoca fu sensibile alle istanze di protesta dei lavoratori italiani. L’artista così decise di raccontare la difficile condizione delle mondine della pianura padana. Infatti la cura delle piantine del riso prevedeva di lavorare scalze immerse tutto il giorno nell’acqua delle risaie. Come sottolineato dal titolo poi il salario era molto basso e le giovani erano sottoposte ad un trattamento di semischiavitù da parte dei proprietari terrieri. Così le mondine si organizzarono e protestarono per ottenere condizioni di lavoro migliori. Il dipinto è ospitato a Vercelli presso il Museo Borgogna.

Arte e lavoro. Ambasciatori della fame

Ambasciatori della fame di Giuseppe Pellizza da Volpedo
Ambasciatori della fame di Giuseppe Pellizza da Volpedo

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Ambasciatori della fame, 1892, olio su tela, cm 51,5 x 73. Collezione privata.

L’artista realizzò diverse versioni e molti studi dal vero prima di realizzare il celebre Quarto Stato. Questa versione dell’opera ritrae un gruppo di lavoratori della terra che manifestarono proprio nel paese natale di Giuseppe Pellizza.

Arte e lavoro. Il Quarto Stato

Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo
Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Il Quarto Stato, 1901, olio su tela, 293 x 545 cm. Milano, Museo del Novecento.

Un corteo di lavoratori procede in avanti verso il fronte del dipinto. Due uomini sono davanti alla folla e avanzano con decisione. La donna con un bambino in braccio invece sembra richiamare l’attenzione del giovane e mostra una certa inquietudine. Questo dipinto è diventato nel tempo un importante simbolo del lavoro dell’uomo. Per lungo tempo è stato ignorato finché l’amministrazione del Comune di Milano ha riscoperto il suo valore e lo ha esposto in un luogo d’eccezione indicandolo come uno dei simboli della città fondata sul lavoro.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Giuseppe Pellizza da VolpedoIl Quarto Stato, sul sito del Museo del Novecento di Milano.

Arte e lavoro. Il cantiere di Plinio Nomelllini

Il cantiere di Plinio Nomellini
Il cantiere di Plinio Nomellini

Plinio Nomellini, Il cantiere, 1909, olio e tempera su tela, cm 300 x 600. Genova, Galleria d’Arte Moderna. Un luogo di lavoro duro e molto pericoloso era il cantiere portuale nel quale si costruivano le grandi navi. I lavoratori infatti erano sottoposti a turni massacranti e non godevano di protezioni.

Gli Spaccapietre di Gustave Courbet

Gli spaccapietre di Gustave Courbet
Gli spaccapietre di Gustave Courbet

Gustave Courbet, Gli Spaccapietre (Les Casseurs de pierres), 1849, olio su tela, cm. Opera distrutta. Il lavoro più pesante era riservato a coloro che estraevano e preparavano le materie prime da utilizzare sulle strade o nelle costruzioni edili.

Aragostaio di Giovanni De Martino

Aragostaio di Giovanni De Martino
Aragostaio di Giovanni De Martino

Giovanni De Martino, Aragostaio, post 1875 – ante 1899, bronzo, 35 x 56 cm. Varese, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea. I bambini nelle grandi città erano costretti a lavorare. Infatti invece di frequentare la scuola i piccoli si arrangiavano con espedienti come la vendita di cibo.

Cenciaiole livornesi di Eugenio Cecconi

Cenciaiole livornesi di Eugenio Cecconi
Cenciaiole livornesi di Eugenio Cecconi

Eugenio Cecconi, Cenciaiole livornesi, 1880, olio su tela, cm 88 x 170. Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori. Nella seconda metà dell’Ottocento nascono le prime grandi manifatture e le donne sono impiegate in massa per svolgere anche lavori molto pesanti e sottopagati.

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