Ritratto della marchesa Luisa Casati con levriero di Giovanni Boldini

Ritratto della marchesa Luisa Casati con levriero di Giovanni Boldini ritrae la famosa nobildonna italiana con uno dei suoi animali preferiti.

Giovanni Boldini, Ritratto della marchesa Luisa Casati con levriero, 1908, olio su tela, 253,4 x 140,4 cm. Roma, Collezione privata

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Indice

Descrizione del Ritratto della marchesa Luisa Casati di Giovanni Boldini

Nel celebre ritratto di Boldini, la marchesa Luisa Casati indossa un elegante abito nero che fascia interamente il suo corpo e lascia scoperte in basso solo le scarpe a punta. Di fronte a lei un levriero immobile si confonde con il colore dell’abito. La Marchesa trattiene l’animale al guinzaglio fissato ad un collare di metallo lucente. Un lungo guanto bianco fascia la mano destra della nobildonna che trattiene il nastro fissato al collare.

L’abito è decorato sulla sinistra da un grande mazzo di fiori viola che riprende il colore del tessuto come si vede in basso. L’ampio cappello nero, decorato con piume scure, copre interamente l’acconciatura della protagonista e mette in evidenza l’ovale del suo viso. Una lunga stola di pelliccia nera si avvolge intorno al collo e scende a sinistra della marchesa, trattenuta dalla sua mano nascosta. Infine lo sfondo è particolarmente sfocato ma sulla destra si coglie un accenno di boiserie che si accorda col colore marrone del dipinto.

Interpretazioni e simbologia del Ritratto della marchesa Luisa Casati di Giovanni Boldini

Nel dipinto di Giovanni Boldini che raffigura la marchesa Luisa Casati Stampa ogni dettaglio esprime eleganza e sensualità. Anche la figura del levriero, nero, lucente e snello riprende la silhouette della donna e, per via del suo colore, sembra essere parte dell’abito che la copre. L’animale e la Casati presentano infatti le stesse forme sinuose che hanno reso così famoso questo dipinto.

La Casati, come le aristocratiche ritratte da Giovanni Boldini, era una protagonista della Belle Époque di Parigi e i suoi abiti erano quelli della moda del tempo. Nel dipinto si coglie l’attenzione di Giovanni Boldini ai particolari come il collare, la lucentezza delle scarpe, le decorazioni degli abiti, i lunghi guanti bianchi e la stola scura che contribuiscono a restituire un’immagine di Femme Fatale e seduttrice di Luisa Casati. La marchesa amava molto circondarsi di animali esotici che contribuivano a creare il suo mito di aristocratica anticonformista e di provocatrice sociale.

Per accrescere il suo fascino tenebroso Luisa Casati si appassionò allo spiritismo e all’occultismo circondandosi di medium e cartomanti. Per seguire questa passione sembra che la donna negli anni Trenta del Novecento accumulò un debito di 25 milioni di dollari e per questo fu costretta a rifugiarsi a Londra.

La marchesa Luisa Casati Stampa non fu semplicemente una protagonista della vita mondana e notturna della ville lumière. Il suo fascino infatti affascinò intellettuali ed artisti che la ritrassero con il proprio linguaggio mettendo però tutti in risalto la sua forte personalità. La Marchesa fu ritratta, tra gli altri, da Ingacio Zuloaga, Adolph de Meyer, Paul Troubetzkoy, Alberto Martini, Fortunato Depero e Man Ray.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Il Ritratto della marchesa Luisa Casati di Giovanni Boldini si trova a Roma, proprietà di una Collezione privata (collezione Andrew Lloyd Webber).

L’artista e la società. La storia del Ritratto della marchesa Luisa Casati di Giovanni Boldini

Giovanni Boldini dipinse il Ritratto della marchesa Luisa Casati intorno al 1908. Boldini conobbe La Marchesa in occasione di una una colazione all’Hotel Danieli di Venezia insieme a Gabriele D’Annunzio. Il pittore e la Divina si scambiarono così diverse lettere e portarono avanti una relazione affettuosa e amichevole per diversi anni testimoniata dai tanti ritratti che Boldini le dedicò.

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Lo stile del Ritratto della marchesa Luisa Casati di Giovanni Boldini

Giovanni Boldini fu un abile ritrattista e seppe coniugare il realismo della somiglianza al personaggio, l’eleganza della composizione, del segno pittorico e una grande introspezione psicologica. Infatti la figura di Luisa Casati esprime tutta la sua energia e la sua forza magnetica. Nel ritratto si colgono bene poi le tipiche pennellate, tipiche della sua pittura matura, lunghe e sinuose definite dalla critica sciabolate cromatiche che dinamizzano l’immagine. Ne risulta così un ritratto di grande vitalità e determinazione che descrive il carattere della marchesa protagonista della vita mondana di Parigi e d’Europa.

La tecnica del Ritratto della marchesa Luisa Casati di Giovanni Boldini

Il Ritratto della marchesa Luisa Casati di Giovanni Boldini è un dipinto ad olio applicato su tela. L’opera misura 253,4 centimetri di altezza e 140,4 cm di larghezza.

Il colore e l’illuminazione

Questo ritratto della marchesa Maria Luisa Casati di Giovanni Boldini è caratterizzato dal colore scuro dell’abito e del manto del levriero. Il fondo indistinto è di colore marrone come anche il pavimento in primo piano. Sul nero del tessuto spiccano poi i viola del mazzo di fiori e del lembo che tocca il pavimento in basso.

Si crea un grande contrasto di luminosità tra il volto circondato dal colore scuro del cappello e la stola e il guanto bianco, portato in primo piano contro il tessuto nero dell’abito. La protagonista è illuminata frontalmente da una luce teatrale che crea una forte ombra sullo sfondo in basso, e porta in primo piano la sua figura.

Lo spazio

La Divina Marchesa è ritratta contro una parete vuota. Sulla destra, si coglie solamente la presenza di una poltrona dallo schienale ricurvo, parzialmente coperta dal corpo della protagonista. La parete inoltre è confusa dalle pennellate veloci del maestro ma sembra ricoperta da una boiserie in legno. La tridimensionalità dello spazio è suggerita dal corpo del cane dipinto in obliquo e rivolto verso la donna e, nella parte posteriore, verso l’osservatore. La funzione spaziale della figura del cane si coglie soprattutto in basso, nella posizione delle zampe che rivelano una minima fuga prospettica della sua posizione. Nella parte alta invece la groppa dell’animale è orizzontale e parallela al bordo inferiore del dipinto e appiattisce così la rappresentazione fondendosi con la figura scura della Marchesa.

La composizione e l’inquadratura

Il Ritratto della marchesa Luisa Casati di Giovanni Boldini è di forma rettangolare e molto sviluppato in verticale. L’inquadratura colloca la Marchesa al centro del dipinto e valorizza la sua silhouette alta e slanciata. La figura della protagonista descrive un’ampia curva che imprime una spinta dinamica verso destra all’immagine. La struttura del dipinto è simmetrica e fortemete caratterizzata dalla verticalità del corpo della modella.

Come avviene spesso nei ritratti femminili di Boldini le braccia sono abbandonate in basso, oblique e parallele, in questo caso verso destra. La figura del levriero crea poi una penisola compositiva in basso a destra, equilibrata a sinistra dal bordo del lungo abito che tocca terra, dal piede fasciato dalla scarpa lucida e dal nastro nero che dalla spalla della Marchesa arriva fino a terra.

Ritratto della marchesa Luisa Casati con piume di pavone di Giovanni Boldini della Galleria Nazionale d’Arte Contemporanea di Roma

Ritratto della marchesa Luisa Casati di Giovanni Boldini della Galleria Nazionale d'Arte Contemporanea di Roma
Ritratto della marchesa Luisa Casati di Giovanni Boldini della Galleria Nazionale d’Arte Contemporanea di Roma

Giovanni Boldini, Ritratto della marchesa Luisa Casati, 1914, olio su tela. 136 x 176 cm. Roma, Galleria Nazionale d’Arte Contemporanea

Secondo gli storici, il Ritratto della Marchesa Casati con penne di pavone di Giovanni Boldini risale agli anni 1911-1913 e 1914. Gli studiosi, per datare l’opera, si sono basati sulle lettere che Boldini scrisse alla Marchesa durante i loro anni di intenso carteggio. Il maestro lavorò per un periodo di tempo al ritratto riprendendolo spesso e non considerandolo mai del tutto terminato. Secondo la vedova del pittore, il ritratto non uscì mai dallo studio di Boldini ma nella sala XIII della II Secessione Romana del 1914 risulta esposto un ritratto della Marchesa di Giovanni Boldini che non è stato identificato.

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Bibliografia

  • Sergio Gaddi, Tiziano Panconi, Giovanni Boldini. Catalogo della mostra (Roma, 4 marzo-16 luglio 2017), Skira, Collana: Arte moderna, 2017, 9788857235417
  • Tiziano Panconi, Sergio Gaddi, Giovanni Boldini. Genio e pittura. Ediz. a colori, Skira, Collana: Arte moderna. Cataloghi, 2017, EAN: 9788857236988
  • Barbara Guidi, Boldini e la moda, Catalogo della mostra Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 16 febbraio – 2 giugno 2019, Ferrrara Arte, 2019, ISBN: 9788889793497
  • Alessandra Borgogelli, Boldini, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, Anno edizione: 2019, EAN: 9788809983762
  • Tiziano Panconi, Giovanni Boldini e il mito della Belle Époque, Skira, Collana: Arte moderna, 2023, EAN: 9788857249445

Altri testi correlati

  • La pittura al Museo d’Orsay. Testi di Michel Laclotte, Geneviève Lacambre, Anne Distel, Claire Frèches-Thory, Marc Bascou. Premessa di Françoise Cachin, Scala, 1995 EAN: 2560460022700
  • Simona Bartolena, Parigi Musèe d’Orsay, Il Sole 24 Ore, 2005, EAN: 2570140011214
  • Musee d’Orsay – La Guida delle Collezioni, RMN, 2006, EAN: 2570140229985
  • G. Mori, F. Benzi, La divina marchesa. Arte e vita di Luisa Casati dalla Belle Époque agli anni folli. Catalogo della mostra (Venezia, 4 ottobre 2014-8 marzo 2015), 24 Ore Cultura, Collana: Cataloghi di mostra, 2014, 2014, EAN: 9788866482239

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 16 aprile 2023.

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Consulta la pagina dedicata all’opera di Giovanni Boldini, Ritratto della marchesa Luisa Casati con levriero, sul sito della Galleria Nazionale d’Arte Contemporanea di Roma e sul sito del Catalogo dei Beni Culturali Italiani.

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