La Divina marchesa Luisa Casati

La Divina Luisa Casati, moglie del marchese Casati Stampa di Soncino, donna dai molti amori, mecenate, amante del bello al punto volle fare di sé “un’opera d’arte vivente“.

D’Annunzio non si limitò ad amarla: la stimò profondamente e intraprese con lei una relazione intima ed intellettuale, come si evince dal carteggio intercorso tra di loro tra il 1908 e il 1932. Il Vate la definiva “Divina marchesa”, mia “Monna Lisa”, “l’unica donna che mi ha sbalordito”. L’immagine iconica della marchesa Casati continua ancora ad attrarre scrittori ed artisti del nostro tempo. Il pittore Augustus Edwin John, la ritrasse in The Marchesa Casati, del 1919, che mette in luce la determinazione e il fascino fatale della nobildonna di Milano.

L’intera vita della Marchesa Luisa Casati fu vissuta nell’eccesso e nel lusso. La Marchesa, nel 1910 acquistò a Venezia il palazzo Venier dei leoni che oggi è la sede della prestigiosa fondazione Peggy Guggenheim. Nel giardino del palazzo vivevano animali esotici, corvi albini, leoni, pavoni e ghepardi che accrescevano il fascino da Femme Fatale della nobildonna.

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Bibliografia

  • G. Mori, F. Benzi, La divina marchesa. Arte e vita di Luisa Casati dalla Belle Époque agli anni folli. Catalogo della mostra (Venezia, 4 ottobre 2014-8 marzo 2015), 24 Ore Cultura, Collana: Cataloghi di mostra, 2014, 2014, EAN: 9788866482239

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