Paolo e Francesca di Gaetano Previati

Paolo e Francesca di Gaetano Previati è una interpretazione in chiave simbolista del racconto narrato nel V canto dell’Inferno di Dante.

Gaetano Previati, Paolo e Francesca, 1909, olio su tela, 230 x 260 cm. Ferrara, Museo dell’Ottocento

Indice

Descrizione del dipinto Paolo e Francesca di Gaetano Previati

I due amanti Paolo e Francesca si abbracciano avvolti da un telo scuro. Inoltre alcune anime di defunti li trasportano verso l’alto. Infine attorno ai due protagonisti il buio è profondo.

Interpretazioni e simbologia del dipinto Paolo e Francesca di Gaetano Previati

L’episodio di Paolo e Francesca è descritto nel V Canto dell’Inferno scritto da Dante Alighieri e ambientato nel cerchio dei lussuriosi. Il Poeta diede molto spazio alla vicenda di Paolo Malatesta e Francesca da Polenta molto presente nell’immaginario popolare di ogni epoca. I due ragazzi appartenevano alle famiglie più ricche della Romagna. Secondo la vicenda storico-letteraria Paolo nacque a Verucchio mentre Francesca a Ravenna. I due si innamorarono ma il loro fu un legame proibito. Infatti il marito di Francesca era Gianciotto, il fratello di Paolo. Ad aggravare l’adulterio fu la natura del matrimonio d’interesse fra le due famiglie. I due giovani furono spinti a legarsi passionalmente in seguito alla lettura dell’amore tra Lancillotto e Ginevra. Gianciotto spinto dalla gelosia sorprese i due giovani amanti. Paolo tentò di fuggire ma il fratello lo raggiunse e accorsa Francesca uccise entrambe a fil di spada.

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Il dipinto di Gaetano Previati si trova a Ferrara presso il Museo dell’Ottocento.

L’artista e la società. La storia dell’opera Paolo e Francesca di Gaetano Previati

Questo fatto drammatico e passionale attirò l’attenzione di Gaetano Previati che lo affrontò diverse volte durante gli anni. Una prima versione dell’opera risale al 1887 dipinta da Previati nella fase scapigliata e influenzata dalla pittura di Domenico Morelli. L’opera si trova presso l’Accademia Carrara di Bergamo. L’artista realizzò quindi un disegno e lo espose nel 1901 alla IV Biennale di Venezia. Il dipinto dell’Accademia Carrara sottolinea il carattere passionale della storia. Nel disegno del 1901 invece si coglie una componente allegorica legata al simbolismo del maestro. Infine nel dipinto del 1909 scompare la descrizione delle forme a favore di una vera evocazione atmosferica ed emozionale. Infatti le due anime lussuriose sono avvinghiate in un vortice emotivo che sembra espandersi oltre i confini della tela.

Questo dipinto di Previati che evoca atmosfere emotive è considerato dagli studiosi una fonte del trittico degli “Stati d’animo” dipinto da Umberto Boccioni.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile di Paolo e Francesca di Gaetano Previati

Nell’opera le forme sembrano smaterializzarsi e amalgamarsi con lo sfondo. Solo le figure di Paolo e Francesca emergono dal buio grazie alle pennellate ondulate e chiare che sottolineano il volume grazie alla loro vibrazione luminosa. Lo sfondo è reso invece con pennellate filamentose e oblique che assecondano il movimento verso l’alto a destra.

Il colore e l’illuminazione

La composizione cromatica del dipinto alterna i corpi di colore chiaro e caldo al fondo scuro e freddo. Infatti le figure dei protagonisti assumono un colore ocra dorato evidenziato dal telo blu-grigio. Anche lo sfondo esalta le figure dei due giovani e delle anime. La luce che colpisce i corpi inoltre è debole e direzionale. Infatti Francesca è illuminata da un fascio che proviene da sinistra mentre gli altri corpi sono scolpiti da deboli contrasti.

Lo spazio

La scena appare a Dante e all’osservatore all’interno di uno spazio irreale e immateriale.

La composizione e l’inquadratura

La struttura compositiva del dipinto è particolarmente elegante e organizzata con un andamento a “colpo di frusta” tipico della grafica in stile Secessione.

Approfondimento. Non solo una storia d’amore

di Anna Maria Nosotti

Da sempre la tragica storia dell’amore infelice di Paolo e Francesca è riuscita ad appassionare gli studenti di terza superiore: di solito, anche l’adolescente meno interessato alla cultura a questo punto si commuove, comprende, si identifica e ne resta fortemente colpito.

(“Ma Paolo e Francesca, quelli sì me li ricordo bene: perché ditemi, chi non si è mai innamorato di quella del primo banco…” da “Compagno di scuola” del cantautore italiano Antonello Venditti)

Non c’è nulla di male nel fatto che il coinvolgimento emotivo faccia parte della fruizione dell’opera d’arte, ma non basta. Ridurre il canto V dell’Inferno ad un semplice esempio di eros e thanatos ( amore e morte) è certamente riduttivo.

Dante si trova nel secondo cerchio, quello dei lussuriosi, ed incontra una schiera di anime, tutte morte in modo violento a causa dell’amore. Ciò che innanzitutto ci colpisce è il tono, l’uso del linguaggio, le tre similitudini con gli uccelli, portati dal vento, come a voler alleggerire la cupa atmosfera infernale.

E poi l’incontro con i due infelici cognati e il racconto di Francesca, una donna angelo finita all’inferno non per aver provato amore per Paolo (“Al cor gentil rempaira sempre amore”, come diceva Guinizzelli), ma per ceduto alla passione carnale. Mentre lei narra con commozione la vicenda, Paolo piange ( e non aggiungerei altro…). Alcuni versi sono divenuti famosissimi:

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte

Dante però è uomo del suo tempo: da una parte l’umana comprensione per tutto l’amore e il dolore provato dai due amanti, dall’altra il senso profondo del peccato commesso e dell’inevitabile punizione infernale. Quindi l’interpretazione romantica del canto, secondo la quale Dante comprende e perdona appieno questa storia di passione, è sicuramente errata e decontestualizzata.

Una giovane donna colta del Medioevo

Ma ci sono un paio di punti interessanti nella vicenda che non paiono affatto secondari: Paolo e Francesca cedono al desiderio mentre leggono dell’amore tra Lancillotto e Ginevra. Ma allora anche Francesca sa leggere? Ecco una donna intrisa di cultura, in un’epoca superficialmente bollata come “buia”. E poi, questi romanzi cortesi giunti dalla Francia, che narrano di tradimenti e di adulteri, possono essere ritenuti letture legittime? Dante ritiene che alcune letture, se vengono fraintese dai lettori, possono provocare turbamento e portare alla dannazione eterna.

Consulta anche la pagina: La Divina Commedia nell’arte, Arte e amore, Arte e eros

Leggi gli altri contributi di Anna Maria Nosotti: Arte e femme fatale, Arte e teatro, La Divina Commedia nell’arte, Ritratti di Dante Alighieri, Il diavolo nell’arte

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Bibliografia

  • Fernando Mazzocca, Michael F. Zimmermann, Chiara Vorrasi, Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni. Ediz. illustrata, Ferrara ArteData, uscita:07/03/2018, EAN:9788889793428
  • Nadia Righi, Micol Forti, Gaetano Previati. La passione. Catalogo della mostra (Milano, 20 febbraio-20 maggio 2018). Ediz. a colori, Silvana, Collana: Arte Anno edizione: 2018, EAN: 9788836639281
  • Simona Bartolena, Amore, passione e sentimento. Da Hayez a Cremona e Previati. Catalogo della mostra (Genova, 13 settembre 2019-06 gennaio 2020). Ediz. illustrata, SAGEP, Collana: Sagep arte, Anno edizione: 2019, EAN: 9788863736649

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 6 agosto 2021.

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Gaetano Previati, Paolo e Francesca, sul sito del Museo dell’Ottocento di Ferrara.

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