L’impero delle luci di René Magritte

L’impero delle luci di René Magritte è un dipinto molto conosciuto che utilizza una doppia illuminazione per spiazzare lo sguardo dell’osservatore.

René Magritte, L’impero delle luci, 1953-1954, olio su tela, 195,4 x 131,2 cm. Venezia, Peggy Guggenheim Collection

Indice

Descrizione de L’impero delle luci di René Magritte

Il dipinto di René Magritte intitolato L’impero delle luci raffigura la facciata di una casa a tre piani che si apre sulla strada buia. Un lampione solitario illumina debolmente l’abitazione creando un alone circolare di luce fredda sul muro esterno, tra due finestre. L’edificio è separato dalla strada che lo affianca da un piccolo marciapiede e oltre la carreggiata corre uno spazio erboso che ospita un alto albero. Le finestre del primo piano sono tutte protette da infissi mentre quelle del secondo sono prive di scuri. Proprio da due di queste, a sinistra filtra una luce gialla, artificiale. La facciata, a sinistra, comunica poi con un cancello che protegge la palazzina. A destra, invece, si coglie un piccolo fabbricato cieco. Infine, in alto, il cielo azzurro è attraversato da nuvole bianche e vaporose.

Interpretazioni e simbologia de L’impero delle luci di René Magritte

L’impero delle luci è il titolo con il quale la celebre creazione di Magritte è conosciuta in Italia. Il titolo originale, in francese è invece L’Empire des lumières.

La scena rivela la rappresentazione di due momenti della giornata. Il cielo azzurro, attraversato da nuvole bianche, suggerisce la luce del giorno. La parte inferiore dell’immagine, invece, è immersa nel buio della notte. Il muro esterno della casa è illuminato dalla luce del lampione e dalle due finestre al secondo piano filtra la luce gialla delle lampadine.

La scena è realizzata con lunguaggio che si avvicina allo scatto fotografico e l’impressione che si ottiene è quella di una perfetta verosimiglianza. Inoltre, la totale messa a fuoco dell’ambiente crea un effetto inquietante come avviene di fronte alle opere della Pittura Metafisica. Nel dipinto di Magritte, il tempo sembra essersi fermato e la scena pare cristallizzata in una dimensione atemporale e priva di vita. Infine, la luminosità del cielo azzurro rende ancora più buia la parte sottostante.

Le fonti di ispirazione de L’impero delle luci di René Magritte

Per alcuni, il clima tranquillo e atemporale ricorda quello presente in rue de Esseghem dove l’artista viveva e dipingeva a Bruxelles. Gli storici dell’arte considerano come fonte d’ispirazione per l’opera di Magritte le opere del pittore britannico John Atkinson Grimshaw. L’artista di epoca vittoriana, infatti, fu solito dipingere vedute di abitazioni contro il cielo al tramonto. Secondo altri, un precedente di quest’opera si può trovare nei dipinti notturni del simbolista belga William Degouve de Nuncques nato nel 1867 e morto nel 1935. Una sua opera molto vicina a quella di Magritte è The Blind House.

René Magritte, in uno scritto, definì poesia la rappresentazione simultanea del giorno e della notte. Tecnicamente, l’operazione compiuta da Magritte si può considerare un ossimoro visivo. Questa formula retorica, infatti, consiste nell’accostamento di parole che esprimono concetti opposti.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

L’impero delle luci di René Magritte è un’opera realizzata in diverse versioni. La tela conservata presso la Peggy Guggenheim Collection di Venezia risale al 1953-1954 ed è conservata con numero d’inventario 76.2553 PG 102.

Furono molti e importanti i collezionisti che, nel tempo, acquistarono una versione di questo dipinto. Nelson A. Rockefeller, la acquistò nel 1950. Altri proprietari noti furono Jean e Dominique de Menil, Peggy Guggenheim, Richard Rodgers e Harry Torczyner, che collezionò diverse opere di Magritte. Le diverse versioni non sono mai state esposte tutte insieme.

L’artista e la società. La storia dell’opera L’impero delle luci di René Magritte

La versione de L’impero delle luci conservata presso la Peggy Guggenheim Collection di Venezia risale agli anni 1953-1954. René Magritte nacque nel 1898 e morì nel 1967. Il pittore belga reizzò quindi la serie di opere oltre l’età di 50 anni.

La prima versione de L’impero delle luci risale al 1949 ed è stata venduta a New York attraverso la casa d’aste Christie’s. Sono molte le versioni dipinte da Magritte e custodite presso importanti musei del mondo tra i quali The Museum of Modern Art di New York, The Menil Collection di Houston e il Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique, Bruxelles. Alcune sono proprietà di collezioni private. L’ultima tela della serie risale al 1954.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

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Lo stile de L’impero delle luci di René Magritte

La pittura di Magritte si distingue per l’accentuato iperrealismo. Il pittore, infatti, in gioventù lavorò come illustratore e nelle sue opere si coglie la particolare cura dei dettagli. Le figure sono quindi costruite con grande attenzione al disegno e alla resa tridimensionale. L’iperrealismo di Magritte favorisce la natura surrealista delle scene dipinte. Infatti, proprio l’accostamento tra una rappresentazione altamente verosimile e situazioni impossibili da rintracciare nella realtà quotidiana genera la sensazione disorientante. Questo linguaggio caratterizzò il verismo impersonale di Magritte a partire dalla metà degli anni Venti del Novecento.

La tecnica

René Magritte realizzò la tela L’Empire des lumières della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia con colori ad olio su una tela di 195,4 centimetri di altezza e 131,2 cm di larghezza.

Il colore e l’illuminazione

L’opera di René Magritte presenta colori chiari e freddi nella metà superiore, occupata dal cielo, invece, scuri e caldi nella parte inferiore. I toni utilizzati sono legati al tipo di illuminazione rappresentata. Così, il cielo azzurro, illuminato dalle nuvole bianche, suggerisce una giornata luminosa. Invece l’ombra scura, illuminata dalla luce artificiale, gialla delle finestre e biancastra del lampione evoca la notte. La sagoma dell’albero e il profilo superiore dell’abitazione sono in controluce ed esaltano il colore del cielo.

Lo spazio

La palazzina dipinta da Magritte occupa il secondo piano dell’immagine mentre nel buio del primo piano è collocato il grande albero che si staglia contro il cielo. Quindi la profondità della scena si limita alla distanza tra l’osservatore e la facciata illuminata dal lampione

La composizione e l’inquadratura

L’impero delle luci di René Magritte è un dipinto dalla forma rettangolare. L’inquadratura, poi, è sviluppata in verticale e suggerisce la continuazione delle architetture ai confini laterali della tela.

La metà orizzontale superiore è occupata dal cielo mentre quella inferiore è destinata all’abitazione protetta dagli alberi. Al centro della metà inferiore si trova il lampione che crea un alone luminoso circolare. La zona del cielo contiene forme morbide, costruite con profili curvi. Invece, la zona avvolta nel buio presenta linee rette, soprattutto orizzontali.

René Magritte, L’impero delle luci, 1954, olio su tela, 146 x 113,7 cm. Bruxelles, Musée royaux Des Beaux-Arts de Belgique

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Bibliografia

  • Giorgio Cortenova, Magritte, Giunti, Collana: Dossier d’art, ISBN: 9788809761551

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 14 giugno 2022.

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Leggi La vita e tutte le opere di René Magritte

Consulta la pagina dedicata al dipinto di René Magritte, L’impero delle luci, sul sito del Musée royaux Des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles, sul sito della Fondazione Guggenheim di Venezia, sul sito del MoMa di New York.

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