La jeunesse illustrée di René Magritte

La jeunesse illustrée è un dipinto di René Magritte che cita un passo da I canti di Maldoror (Les Chants de Maldoror), del Conte di Lautréamont.

René Magritte, La jeunesse illustrée, 1937, olio su tela, altezza 200,7 cm x Larghezza 152,9 x cm Profondità 5,3 cm. Rotterdam, Museum Boijmans Van Beuninge

Descrizione

Una strada divide un ampio paesaggio. L’erba fitta che sembra ricoprire il suolo fino all’infinito lascia spazio ad una strada sterrata sulla quale sono allineati alcuni oggetti. In primo piano, è dipinta una botte. Seguono un busto femminile, un leone, un tavolo da biliardo, una tuba, un leggio, una bicicletta una poltrona. Altri si perdono in lontananza. A destra e a sinistra il prato si estende oltre i bordi del dipinto. In prossimità dell’orizzonte si intravede una linea di montagne. Infine il cielo azzurro è invaso da nuvole vaporose.

Interpretazioni e simbologia

Il dipinto di Magritte intitolato La jeunesse illustrée sembra illustrare una citazione da I canti di Maldoror (Les Chants de Maldoror), del Conte di Lautréamont. Il poema in sei canti, fu pubblicato nel 1869 da Isidore Ducasse sotto lo pseudonimo del conte. I surrealisti amarono in particolare una frase: 


«[…]beau comme la rétractabilité des serres des oiseaux rapaces; ou encore, comme l’incertitude des mouvements musculaires dans les plaies des parties molles de la région cervicale postérieure; […] et surtout, comme la rencontre fortuite sur une table de dissection d’une machine à coudre et d’un parapluie!»


«[…]bello come la retrattilità degli artigli degli uccelli rapaci; o ancora, come l’incertezza dei movimenti muscolari nelle pieghe delle parti molli della regione cervicale posteriore; […] e soprattutto, come l’incontro fortuito su un tavolo di dissezione di una macchina da cucire e di un ombrello!»

I Committenti, le collezioni e la storia espositiva

La collezione del Museum Boijmans Van Beuningen acquisì La jeunesse illustrée di René Magritte nel 1977.

La storia dell’opera

Nel 1927 Magritte si stabilì nei pressi di Parigi dove strinse contatti con i surrealisti francesi. Negli anni Trenta tornò, insieme alla moglie, a Bruxelles al 135 della rue Esseghem di Jette. Presso la sua abitazione, Magritte, incontrò regolarmente intellettuali e uomini di cultura. La jeunesse illustrée è un’opera del 1937, realizzata, quindi, pochi anni dopo il rientro di Magritte in Belgio. Esistono diverse versioni del dipinto.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Lo stile del dipinto La jeunesse illustrée di René Magritte

Il Surrealismo fu un’avanguardia artistica dei primi anni del Novecento. Magritte aderì al gruppo surrealista belga nel 1925 all’età di 27 anni. Con lui vi erano Camille Goemans, Marcel Lecomte e Paul Nougé. Nei suoi dipinti Magritte, dipinse il mistero che si cela nel quotidiano. Le scene rappresentate non raccontano il sogno e l’inconscio come nei dipinti di Dalì. Nemmeno creano atmosfere vagamente erotiche come nel belga Paul Delvaux.

La tecnica

Magritte dipinse La jeunesse illustrée  utilizzando una stesura molto accurata del colore ad olio sulla tela. Sulla superficie non compaiono pennellate evidenti. I personaggi e gli oggetti sono realizzati con una definizione iperrealista e l’uso del trompe l’oeil contribuisce ad aumentare il senso di illusione.

Il colore e l’illuminazione

Il dipinto di Magritte presenta tonalità chiare. In basso, il paesaggio è risolto con colori caldi, l’ocra del terreno e i bruni che colorano gli oggetti. Anche l’erba sembra riflettere il giallo del sole. Il cielo e la linea di montagne invece, sono dipinti con toni freddi di azzurri, chiari e scuri.

I contrasti più evidenti si formano sulla strada. Gli oggetti allineati sono scuri e si ritagliano contro l’ocra del terreno. Anche il torso di donna è molto chiaro e, di conseguenza è ben evidenziato, grazie anche al deciso chiaroscuro della sua superficie.

L’illuminazione naturale proviene da destra ma non crea netti chiaroscuri. Infatti la luce si diffonde morbidamente sul paesaggio. Solo il busto di donna presenta un forte contrasto tra la parte illuminata, quasi bianca, e l’ombra scura a sinistra. Grazie a questo intenso chiaroscuro la scultura assume una forte plasticità.

Approfondisci con le altre opere di René Magritte intitolate: La chiave dei campi, La reproduction interdite, Le modèle rouge III.

Lo spazio

Magritte costruì uno spazio perfettamente coerente con l’esperienza reale. La strada che si perde verso l’orizzonte guida lo sguardo dell’osservatore in profondità. Inoltre, la successione degli oggetti, con la loro dimensione che diminuisce progressivamente, scandisce in modo regolare le distanze. Lo spazio sembra dilatarsi e continuare in primo piano oltre la porzione di baule che si intravede. Infine, il paesaggio di espande anche in larghezza oltre i margini dell’opera. Il punto di vista è alto e permette di cogliere l’intera fila di oggetti dal fronte del dipinto all’orizzonte.

La composizione e l’inquadratura

La jeunesse illustrée è un dipinto rettangolare e verticale. L’inquadratura è di tipo fotografico e gli oggetti, in primo piano, vengono tagliati dal bordo inferiore dell’opera. Due terzi del dipinto, in altezza, sono riservati al cielo mentre poco più di un terzo è occupato dal paesaggio. Il dipinto è, quindi, separato nettamente dalla linea orizzontale dell’infinito. La strada, invece crea una linea sinuosa che parte da sinistra e giunge fino all’angolo in basso a destra. La composizione è organizzata sulla verticale che sale dall’angolo di destra in basso.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di René Magritte, La jeunesse illustrée, sul sito del Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam.