Le miroir vivant di René Magritte

Le miroir vivant di René Magritte è un’opera misteriosa nella quale le parole scritte nelle nuvole bianche sembrano raccontare una storia.

René Magritte, Le miroir vivant (Lo specchio vivente), 1928, olio su tela, 54,4 x 73 cm. Rotterdam, Museum Boijmans Van Beuningen

Descrizione

Le parole sono scritte all’interno di quattro nuvolette bianche collegate tra di loro. Infatti, a partire da sinistra, in alto, si legge: personnage éclatant de rire (un tizio che scoppia dal ridere), poi, horizon (orizzonte), cris d’oiseaux (grida di uccelli) e, infine, armoire (armadio). Inoltre, il fondo è bidimensionale e nero come le lettere delle misteriose parole.

Interpretazioni e simbologia

Le miroir vivant (Lo specchio vivente) è un’opera di Magritte molto enigmatica. Le frasi e le parole sono collegate fra di loro attraverso ombelichi bianchi. Non si conosce il significato e il titolo non aiuta a decifrare il messaggio. Si tratta, forse, di una sceneggiatura, o del soggetto di una storia.

I Committenti, le collezioni e la storia espositiva

I curatori del Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam acquisirono Le miroir vivant (Lo specchio vivente) di Magritte, nel 2015.

La storia dell’opera

Magritte realizzò Le miroir vivant (Lo specchio vivente) nel 1928, durante il soggiorno parigino. L’artista, precedentemente, aveva aderito al Surrealismo, in Belgio, nel 1925. Il dipinto fa parte di una serie di opere intitolata word paintings (dipinti con parole). I piccoli dipinti fanno, quindi, parte della produzione giovanile dell’artista.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Lo stile del dipinto Le miroir vivant di René Magritte

Il Surrealismo di Magritte è definito illusionismo onirico. Nelle sue opere, infatti, rappresentò situazioni enigmatiche ambientate nel quotidiano. A differenza di lui Paul Delvaux, fece ricorso a scene che alludono ad un erotismo anticheggiante. Salvador Dalì, invece, dipinse l’universo paranoide dei sogni. Magritte è il più importante artista surrealista del Belgio con Paul Delvaux, Camille Goemans, Marcel Lecomte e Paul Nougé. Entrò a far parte del gruppo belga nel 1925 e, dopo un breve soggiorno nei pressi di Parigi, dal 1930, si stabilì, infine, a Bruxelles.

La tecnica

Il dipinto è un olio su tela. Diversamente dalle opere figurative più note di Magritte, Le miroir vivant è un dipinto bidimensionale. Il colore nero, infatti, è steso mediante una campitura piatta e le parole sono scritte sul bianco delle nuvolette.

Il colore e l’illuminazione

Il fondo nero dell’immagine è uniforme e non suggerisce alcuna interpretazione figurativa. Inoltre, le parole nere sono tracciate sulle nuvole bianche.

Il contrasto tra nero e bianco ritaglia decisamente le forme e le parole dal fondo scuro.

Approfondisci con le altre opere di René Magritte intitolate: La chiave dei campi, La reproduction interdite, Le modèle rouge III, La jeunesse illustrée.

Lo spazio

Il dipinto non suggerisce alcuno spazio illusorio. Piuttosto, la superficie si definisce per quella che è spostando l’attenzione sulla sua realtà oggettuale. Il dipinto diventa, così, un oggetto e non un supporto per l’immagine.

La composizione e l’inquadratura

L’opera di Magritte è rettangolare con orientamento orizzontale. Le quattro nuvole chiare sono disposte in modo ordinato, verso gli angoli del dipinto. Le linee irregolari che le collegano creano dei circuiti che le mettono in comunicazione secondo un ordine di lettura apparentemente casuale.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di René Magritte, Le miroir vivant (Lo specchio vivente), sul sito del Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam.