Lago di montagna di Mario Sironi è un dipinto che rivela una natura monumentale e sacra, esempio del Realismo Magico di Sironi.
di Marco Rabino
Mario Sironi, Lago di montagna, 1928, olio su tela, 68 x 84 cm . Firenze, Museo del Novecento
Camminando in alta montagna, ho avuto una rivelazione in solitudine: l’analisi dell’opera tiene a distanza di sicurezza da una interpretazione emotiva, ma ci si deve fermare lì? Pensiamo invece l’opera d’arte come una soglia verso il trascendente e osserviamo il Lago di montagna di Mario Sironi con una visione evocativa. Non siamo in molti a pensarla in questo modo, visto il dilagare delle mostre-spettacolo, ma sono convinto che oggi sia sempre più necessario andare oltre la superficie dipinta.
Lasciamo, quindi, da parte le formule sbrigative della divulgazione sociale e osserviamo con la solita attesa silenziosa quell’uomo che porta a fatica il suo carico esistenziale nel dipinto intitolato Lago di montagna, del 1928. Sono profondamente convinto che questa piccola opera non sia una denuncia della povertà, un’esaltazione del lavoro proletario o una semplice cronaca della vita rurale. Invece, l’uomo della montagna, diventa solido ed eterno come la roccia e i ceppi che trasporta. Si trasforma in una statua vivente, in un elemento geologico monumentale e testimonia il mistero, la meraviglia e l’assoluto nascosti nella realtà più ordinaria, come il lavoro quotidiano di un montanaro.
La roccia e l’assoluto: la geometria sacra nel «Lago di montagna» di Mario Sironi
L’uomo carico di legna attira fin da subito il nostro sguardo, è una figura magnetica per via della sua iconicità, che nasce dall’assenza di connotati, e la sua forza monumentale. La figura di questo eroe delle montagne è inscritta all’interno di un parallelogramma compositivo disposto lungo la diagonale del pendio che sale verso destra. Questa diagonale condiziona tutto il dipinto e diventa il fulcro di altre direttrici lineari che organizzano e armonizzano l’intera opera di Mario Sironi. Ed è questa salita verso l’alto che diventa la porta principale verso il significato magico ed esistenziale del dipinto.
L’uomo è piegato in avanti nello sforzo di portare il suo carico, il legname, principale alimento del fuoco domestico. Nella sua ascesa sembra portare con sé anche la piccola abitazione che si vede sullo sfondo, simbolo muto dell’intera sua esistenza domestica che si trascina in alto. Questo fulcro compositivo non è isolato, ma genera una ragnatela di direttrici lineari che orchestrano la lettura spaziale dell’opera, caricandola di un profondo significato trascendente.
Arte e cultura
L’ascensione verso le vette spirituali
Come il protagonista del dipinto, l’umanità deve impegnarsi ogni giorno con grande forza per ascendere verso le vette spirituali per trovare la propria trascendenza. Il cammino spirituale, o di emancipazione dalle passioni malvagie, è duro e faticoso ed esige uno sforzo continuo nel tentativo di conquistare la salita vincendo la forza di gravità. Il nostro sguardo viene poi guidato verso le linee orizzontali del lago e del profilo superiore delle montagne, che segnano il confine del mondo visibile con il cielo che diventa però, nei dipinti di Sironi una materia solida e invalicabile.
Il lago come un piano metafisico
Il lago chiaro domina l’intera parte destra del dipinto ed equilibra la massa pallida dell’uomo che si trova a sinistra. La sua superficie perlata riflette il bianco lattiginoso del cielo e diventa un piano metafisico, muto apparentemente ma che rimanda all’alto del trascendente, appunto il cielo bianco. Nella parte superiore, a sinistra, il tronco che procede oltre il bordo della tela, si allinea con il corpo dell’uomo e insieme creano una linea obliqua che entra in contatto ortogonale con quella della base della chiesa. Sono due dimensioni che si incrociano, la linea esistenziale che conduce verso la spiritualità, uomo-tronco, e quella della quotidianità prosaica e delle passioni che si dirige verso il basso. Il tronco ha però perso la sua fertilità naturale, è diventato pietra e racconta di un’esistenza moderna: testimonia la solitudine dell’uomo contemporaneo che non può più fare affidamento su una natura accogliente, come nei dipinti di Giovanni Segantini, ma occuparsi in solitudine della propria redenzione.
Le fonti di ispirazione di Lago di montagna di Mario Sironi
La geometria rigida di Mario Sironi si ispira alla scomposizione geometrica arcaica di Giotto e dei maestri del Trecento italiano. Tutto lo spazio acquista quindi un senso di immutabilità monumentale e appunto metafisica. Questo Realismo Magico di Sironi ci suggerisce un tempo bloccato in un eterno presente. Quindi oltre l’evidenza apparente della tela di Sironi, la fatica del montanaro diventa icona di una geometria sacra e immutabile come un dogma.
Mario Sironi e il Realismo Magico di Bontempelli
Mario Sironi non fu, banalmente, un pittore di propaganda. Ricollochiamo Mario Sironi nella più alta sfera dell’avanguardia spirituale e metafisica del primo dopoguerra. In questo dipinto il pittore traduce esattamente ciò che Massimo Bontempelli scriveva nei suoi scritti nei primi decenni del Novecento1. La divulgazione parla di “tristezza sironiana“, ma occorre intendere di “Stupore Metafisico” di fronte al peso dell’Esistenza. Sironi soffrì di depressione ma la stasi che si coglie nella scena non è depressione, è invece la massima tensione spirituale possibile per l’uomo del primo dopoguerra. Secondo Bontempelli, l’artista non deve fuggire dal mondo, da qui la sua antipatia verso le Avanguardie, l’artista deve partire dal mondo. Bontempelli, come Sironi, crede che l’Assoluto non sia un’entità astratta nei cieli, ma sia incastrato dentro la durezza fisica della realtà.
L’eroe sironiano
Sui manuali standard di storia dell’arte la pittura di Mario Sironi è banalmente etichettata come realismo sociale di regime ma l’uomo sironiano non è un personaggio storico, un eroe fascista o una vittima della società. Invece è un archetipo trans-storico come una figura del mito classico che continua a parlare ancora oggi e ci aiuta a ritrovare lo “Stupore Metafisico” di fronte al peso dell’Esistenza.
Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.
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Bibliografia
Per approfondire la figura di Mario Sironi puoi leggere
- Mario Sironi, Scritti e pensieri, E. Pontiggia (a cura di), Abscondita Collana: Carte d’artisti, 2002, EAN: 9788884164896
- Elena Pontiggia, Mario Sironi. La grandezza dell’arte, le tragedie della storia, Johan & Levi, Collana: Biografie, 2015, EAN: 9788860101242
- Fabio Benzi, Francesco Leone, (a cura di), Mario Sironi. Dal futurismo al classicismo 1913-1924. Catalogo della mostra (Pordenone, 16 settembre-9 dicembre 2018)., Silvana, Collana: Arte, 2018, EAN: 9788836641185
I testi citati nell’articolo
(1) Massimo Bontempelli (Autore), Elena Pontiggia (a cura di), Realismo magico e altri scritti sull’arte, Abscondita, 2021, ISBN-10 8884168988 – ISBN-13 978-8884168986
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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 21 giugno 2026.
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- La Giustizia
- Il lavoro
- Paesaggio urbano
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- Alto silenzio
- Cavallini
- Solitudine
- Lago di montagna
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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Mario Sironi, Paesaggio urbano, sul sito del Museo del Novecento di Firenze.







