Giovanni Segantini, la vita e le opere

Giovanni Segantini fu il più importante artista divisionista italiano. Nelle sue opere dipinse la bellezza delle Alpi e la fatica delle contadine della Brianza.

La giovinezza ad Arco di Trento di Giovanni Segantini

Autoritratto di Giovanni Segantini
Autoritratto di Giovanni Segantini realizzato nel 1893 a Savognino

Giovanni Battista Emanuele Maria Segatini nasce il 15 gennaio 1858 ad Arco Trentino. Il padre è Antonio Segatini, un venditore ambulante di oggetti vari. La madre, invece, è Margherita de’ Girardi. In seguito, Giovanni, cambia il cognome da Segatini a Segantini. Nel 1861 il padre si stabilisce a Milano per cercare fortuna. La sua famiglia, invece, rimane presso Arco Trentino. Giovanni rimane, così, insieme alla madre malata che sopravvive grazie ai sussidi provenienti dal comune.

Nel 1864 il padre torna ma la situazione è tragica e nel 1865 la madre, gravemente ammalata muore. Giovanni ha 7 anni e viene affidato alla sorellastra Irene di Milano. Nel 1866 muore anche il padre. Il il 15 agosto del 1870, all’età di 12 anni, viene arrestato per vagabondaggio e internato nel riformatorio Marchiondi. Tenta la fuga ma viene arrestato. Fortunatamente nel 1873 il fratellastro Napoleone lo accoglie presso di se a Borgo Valsugana in Trentino. Giovanni ha 15 anni e inizia la sua formazione artistica presso la bottega fotografica del fratello.

Segantini si iscrive ai corsi serali dell’Accademia di Brera

Giovanni Segantini nel 1874 si iscrive ai corsi serali dell’Accademia di Belle arti di Brera a Milano che frequenta fino al 1877. Lavora anche come garzone presso Luigi Tettamanzi un pittore ex garibaldino. Giovanni ha 17 anni e matura un’esperienza da grafico decoratore. Inoltre, diventa insegnante di disegno presso l’Istituto Marchiondi. Fino al 1879, Segantini, ormai ventenne, segue più o meno regolarmente i corsi di Giuseppe Bertini. Diventa amico del compagno Emilio Longoni, futuro artista divisionista. In questo periodo cambia il proprio nome da Segatini a Segantini.

La prima mostra e l’incontro con il gallerista Vittore Grubicy de Dragon

Il coro di Sant'Antonio di Giovanni Segantini
Il coro di Sant’Antonio

All’età di 21 anni espone il suo primo lavoro, presso l’Esposizione Nazionale di Brera, intitolato Il coro di Sant’Antonio. La Società per le Belle Arti di Milano acquista l’opera. Grazie a questo primo successo conosce l’artista e gallerista Vittore Grubicy de Dragon. Il commerciante offre, così, a Giovanni Segantini un primo sostegno finanziario che gli permette di iniziare in tranquillità a dipingere e a sperimentare. Grazie all’appoggio di Grubicy, Segantini diventa una promessa della scuola milanese.

Giovanni Segantini si trasferisce in Brianza

Ave Maria a trasbordo
Ave Maria a trasbordo

Nel 1880, Giovanni sopravvive con lo stipendio settimanale passato da Vittore Grubicy. Si stabilisce così a Pusiano in Brianza. L’artista è insieme a Luigia Bugatti (Bice) che rimarrà con lui per tutta la vita. I due conducono una libera unione e non si sposeranno mai. In questo periodo inizia anche la corrispondenza professionale col gallerista Grubicy. Nel 1882, con l’arrivo del primo figlio Gottardo la famiglia si trasferisce a Carella un paese che si trova nei pressi di Pusiano.

Alla stanga di Giovanni Segantini
Alla stanga, 1885

Nel 1883 firma un accordo professionale col gallerista Vittore Grubicy. Inoltre, nasce il secondo figlio Alberto. È di quest’anno la prima versione dell’opera intitolata Ave Maria a trasbordo. Il dipinto ottiene la medaglia d’oro all’esposizione di Amsterdam. Nel marzo del 1885 nasce il figlio Mario e Giovanni ha 27 anni. La sua carriera avanza ed espone quattordici quadri e cinque pastelli in occasione di una mostra organizzata dalla Società per le Belle arti presso la Permanente di Milano. Nell’autunno-inverno del 1885 si trasferisce a Caglio, sempre in Brianza, dove iniziò a dipingere la celebre opera intitolata Alla stanga.

Il ritorno a Milano e la svolta a Savognino

Ritratto della Signora Torelli di Giovanni Segantini
Ritratto della Signora Torelli, 1865-1866

Segantini, nel 1886, torna per un breve periodo a Milano con la sua famiglia. Inizia a dipingere alcune opere su commissione per l’alta borghesia lombarda. Nel mese di maggio nasce la figlia Bianca. In agosto, dopo attente ricerche, l’artista decise di trasferirsi con la famiglia a Savognino, un villaggio nei pressi dei Grigioni. Sempre in novembre, in seguito ad una visita del gallerista de Grubicy, Segantini interviene nuovamente sul dipinto Ave Maria a trasbordo. L’artista utilizza la tecnica divisionista frutto delle sue ultime ricerche. Intanto anche Alla Stanga merita una medaglia d’oro all’esposizione universale di Amsterdam.

Segantini diventa un artista riconosciuto ufficialmente

La ragazza che fa la calza Giovanni Segantini
Ragazza che fa la calza , 1888

Nel 1887 l’artista respinge il diploma offerto dell’accademia di Brera come socio onorario. Ormai Segantini è un artista riconociuto e Primo Levi scrive di lui sul quotidiano La riforma di Roma. Nel 1888 partecipa alla mostra intitolata Italian Exhibition organizzata da Grubicy a Londra in occasione dell’esposizione universale. Nello stesso anno, così, il governo italiano acquista Alla Stanga per 18000 lire. Nel 1888, Segantini dipinge, inoltre, Ragazza che fa la calza.

La rottura con Vittore de Grubicy

Vacche aggiogate di Giovanni Segantini
Vacche aggiogate, 1888

Grazie all’intercessione dell’artista Giovanni Boldini e di Grubicy Segantini partecipa all’esposizione universale di Parigi del 1889. Il dipinto Vacche aggiogate vince, così, la medaglia d’oro. Secondo gli storici è di quest’anno la sua adesione al Simbolismo. L’artista entra, però, in conflitto con il gallerista de Grubicy approfittando anche del contrasto tra i due fratelli Vittore e Alberto. Segantini si schiera dalla parte di Alberto che diventa il suo nuovo mercante. Nel 1890 espone al Salon annuale di Bruxelles con il gruppo Les Vingt.

Le cattive madri, i dipinti visionari di Giovanni Segantini

Le due madri di Giovanni Segantini
Le due madri, 1889

Segantini partecipa alla prima Triennale di Brera del 1891 che sarà la data ufficiale di esordio del Divisionismo italiano. Espone Le due madri del 1889 accanto a Maternità di Gaetano Previati. Nel dicembre si apre la prima personale presso la galleria di Alberto Grubicy a Milano. Inoltre, si lega professionalmente con Ernst Arnold di Dresda e Schulz di Berlino. Di questo periodo è la prima opera del ciclo Le cattive madri. Inizia così il suo periodo visionario. Dello stesso anno è il dipinto intitolato Mezzogiorno sulle Alpi.

Segantini e la Secessione

Aratura di Giovanni Segantini
Aratura, 1890

Dal 1892 inizia a sperimentare un linguaggio figurativo che lo avvicina ai preraffaelliti. Si accosta, così, alle ricerche dei secessionisti viennesi che lo incoronano maestro. La sua opera intitolata Meriggio viene esposta a Monaco di Baviera e viene premiata con la medaglia d’oro. Anche L’aratura del 1890 ottiene un riconoscimento in occasione dell’esposizione nazionale di Torino.

Il trasferimento a Maloja

Dea dell'Amore di Giovanni Segantini
Dea dell’Amore, 1894-1897

Nel 1894 l’artista è costretto ad abbandonare Savognino a causa dei forti debiti e si trasferisce a Maloja, una località dell’Engadina. Nel giugno dello stesso anno viene inaugurata una sua personale presso il castello Sforzesco di Milano. Inizia, quindi, a collaborare con i fratelli Paul e Bruno Cassirer e con Felix Koenigs di Berlino. Del 1894-1897 è il dipinto intitolato Dea dell’Amore che si trova presso la Gam di Milano. Nel 1895 viene premiato il dipinto intitolato Ritorno al paese natio presso l’esposizione internazionale di Venezia.

Il progetto del Trittico dell’Engadina

amore alla fonte della vita di Giovanni Segantini
Amore alla fonte della vita, 1896

Durante l’inverno del 1896 si trasferisce a Soglio. Soggiorna, così, in un albergo insieme alla famiglia. Inoltre, in primavera torna a Milano. Il dipinto intitolato Le due madri vince la medaglia d’oro dello Stato in occasione dell’esposizione di Vienna. La sua collaborazione con alcuni albergatori di Engadina gli permette poi di iniziare il dipinto Panorama dell’Engadina. Si trattava di un padiglione celebrativo delle Alpi svizzere destinato ad essere esposto presso l’Esposizione Universale di Parigi del 1900.

La raffigurazione della Primavera di Giovanni Segantini
La raffigurazione della Primavera, 1897

Dal 1897 inizia la collaborazione con il Mercante di Francoforte Hermes. Cominciano, però, anche i suoi primi guai finanziari e viene requisito lo Chalet Kuomi per mancato pagamento dell’affitto e delle tasse. L’opera intitolata L’amore alla fonte della vita del 1896 vince la medaglia d’oro all’esposizione internazionale di Dresda. La Raffigurazione della primavera è del 1897.

Le ultime opere e la tragica morte sullo Schafberg

La vita del Trittico dell'Engadina i Giovanni Segantini
La vita del Trittico dell’Engadina i Giovanni Segantini

Segantini dal 1898 si occupa del Trittico dell’Engadina la grande opera pensata al posto di Panorama ora non più finanziato.

Giovanni Segantini il 18 settembre 1899 sale sul monte Schafberg per portare avanti l’opera intitolata Natura, la parte centrale del trittico. Qualche giorno dopo viene colpito da un attacco di peritonite. L’artista muore il 28 settembre, all’età di 41 anni, in seguito alla malattia assistito dal figlio Mario, da Bice, la compagna e dal dottor Oskar Bernhard. Giovanni Segantini è sepolto nel piccolo cimitero di Maloja.