Vittore Grubicy De Dragon
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La Biografia di Vittore Grubicy De Dragon
Le origini e l’attività di mercante (1851 – 1883)
- 15 ottobre 1851: Nasce a Milano dal barone ungherese Alberto Grubicy de Dragon e da Antonietta Malaspina.
- 1870: Dopo la morte del padre, compie un viaggio formativo a Londra. Al ritorno in Italia, si inserisce nel vivace ambiente della Scapigliatura milanese.
- 1876: Insieme al fratello minore Alberto, fonda a Milano la Galleria Grubicy. Inizialmente si dedica all’importazione e all’esportazione di oggetti d’arte tra l’Italia e il Nord Europa.
- 1879: Incontra all’Accademia di Brera un giovane e poverissimo Giovanni Segantini. Ne intuisce immediatamente lo straordinario potenziale e decide di stipulare con lui un contratto di esclusiva, garantendogli uno stipendio mensile in cambio della produzione artistica.
- 1881 – 1882: Allarga la sua scuderia di artisti sotto contratto, stringendo sodalizi con Emilio Longoni e con Angelo Morbelli, finanziando i loro soggiorni di studio e orientandone lo stile.
I viaggi europei e l’elaborazione del Divisionismo (1884 – 1890)
- 1884 – 1886: Risiede a lungo nei Paesi Bassi (all’Aia), dove entra in contatto diretto con i pittori della Scuola dell’Aia e scopre le stampe giapponesi. In questo periodo inizia a studiare i trattati scientifici sull’ottica e sulla percezione del colore.
- 1885: Invia da Anversa a Segantini (che si trovava in Brianza) riproduzioni e informazioni sulle prime tecniche di scomposizione del colore diffuse nel Nord Europa, spingendolo verso il Divisionismo.
- 1887: Rientrato in Italia, inizia a dipingere in prima persona, applicando empiricamente le teorie sulla luce. Compie i primi esperimenti pittorici a Miazzina, sul Lago Maggiore.
- 1889: Scissione societaria: Vittore, più incline alla teoria e alla critica d’arte, cede la gestione commerciale della galleria al fratello Alberto. Da questo momento si dedicherà quasi esclusivamente alla pittura e alla critica militante.
- 1889 – 1890: Pubblica sulla rivista La Riforma una serie di articoli fondamentali in cui definisce e teorizza per la prima volta i principi del Divisionismo italiano, distinguendolo dal Puntinismo francese per la sua forte componente spirituale ed emotiva.
La maturità artistica e la produzione “pantheista” (1891 – 1910)
- 1891: Partecipa alla Prima Triennale di Brera sia come critico accanito dei suoi stessi protetti, sia come artista, esponendo un gruppo di paesaggi (tra cui Bosco) che consacrano il movimento agli occhi del pubblico.
- 1894: Intraprende l’elaborazione di grandiosi cicli pittorici dedicati alla natura, come il polittico Inverno in montagna (composto da 8 tele), concepito come una sinfonia musicale visiva.
- 1897: Espone alla Seconda Triennale di Brera il celebre poema pittorico Sinfonia d’inverno, in cui esprime la sua visione panica e quasi mistica del paesaggio.
- 1900s: Viaggia costantemente tra la Liguria e il Lago Maggiore (Miazzina), dipingendo paesaggi dove la tecnica divisa diventa uno strumento lirico per esprimere gli “stati d’animo” della natura.
Gli ultimi anni (1911 – 1920)
- 1911: Una progressiva e grave forma di sordità e problemi neurologici lo costringono ad abbandonare quasi completamente la pittura attiva.
- 1920: Pochi mesi prima di morire, dona gran parte della sua collezione personale e delle opere di Segantini in suo possesso alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
- 4 agosto 1920: Muore a Milano all’età di 68 anni. La sua eredità artistica e l’archivio vengono curati e protetti dall’amico e allievo prediletto Benvenuto Benvenuti.
Le opere di Vittore Grubicy De Dragon
Serie delle Sensazioni gioiose di Vittore Grubicy De Dragon
Vittore Grubicy De Dragon, Serie delle Sensazioni gioiose, 1910 circa; 1887 circa; 1910, 3 dipinti a olio su tela di misure e date diverse, successivamente montati in trittico, 19 x 51 cm; 33 x 26 cm; 19 x 51 cm. Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori
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Mattino di Vittore Grubicy di Dragon
Vittore Grubicy di Dragon, Mattino, Non datato, olio su tela, 47,4 x 41,1 cm. Parigi, museé d’Orsay
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