Igor Sibaldi, stupore e meraviglia (dell’opera d’arte)

Igor Sibaldi, stupore e meraviglia è un prezioso intervento dell’autore che ci insegna la visione evocativa dell’opera d’arte. di Marco Rabino

Ci sono pensatori, studiosi e filosofi che utilizzano il loro pensiero per aprire le nostre menti e indicarci le costrizioni sociali, che ci limitano nella vita di ogni giorno. Questi autori ci fanno capire che osserviamo il mondo applicando schemi mentali che la nostra comunità ci impone fin dall’infanzia. Le istituzioni, famiglia, scuola, stato, religione, ci impongono di abbandonare la meraviglia e lo stupore e sostituiscono al loro posto la certezza del sapere.

Stupore e meraviglia (di fronte all’opera d’arte)

Fermarsi viene dal verbo stare. Stupor è la condizione di una persona che a un certo punto si ferma perché non so dove andare. Da lì viene il termine stupidus. stupido che è la persona che ha la tendenza a fermarsi dove altri procedono. Lo stupido è una figura molto suggestiva, tra gli insulti il più nobile, perché stupido suol dire uno che sa stupirsi.” (Igor Sibaldi)1

Meraviglia invece viene dal verbo mirari latino che vuol dire ammirare…Quindi mirare da dove viene? E qui una prima novità. Mirare viene da un verbo greco che è meidiáō (μειδιάω) che vuol dire sorridere.” (Igor Sibaldi)1

Questo condizionamento (che produce la mente condizionanta e non immaginale (James Hillman), ci allontana dall’esperienza personale e magica del mondo e di conseguenza dalla visione evocativa dell’opera d’arte. L’intervento di Igor Sibaldi al Festival della bellezza del 2025, è una critica contro ogni forma di istituzione, sociale, religiosa, politica, mediatica e ovviamente scolastica. Ascoltando l’intervento di Sibaldi, estendo questa critica anche al sistema dell’arte contemporanea, commerciale, divulgativo e museale. Non sono però il solo a pensarla così. Vittorio Sgarbi ha colpevolizzato più volte la Scuola di aver imprigionato la visione dell’opera d’arte con nozioni da manuale scolastico standard.

Vittorio Sgarbi si oppone all’approccio rigido della scuola e lo considera un ostacolo alla vera comprensione estetica e viva dell’opera d’arte. La scuola burocratizza l’approccio degli studenti al museo e rende la visita pesante e sgradevole. Nel complesso, il sistema scolastico e accademico, applicato alla fruizione del museo, è una delle maggiori cause di disinteresse degli studenti nei confronti dell’arte e dei beni culturali.

Ragionamento vs pensiero secondo Igor Sibaldi

Sibaldi sottolinea che ragionare consiste nell’applicare schemi che ci sono stati consegnati dalla famiglia, dalla scuola e dall’esperienza millenaria della nostra civiltà. Invece, pensare significa trovarsi davanti a un mistero, che non possiamo rivelare con un ragionamento a meno di renderlo una banale questione già conosciuta. Se ci troviamo di fronte a un’opera d’arte non cerchiamo risposte o nozioni da manuale scolastico o storia dell’arte. Quelle le abbiamo già. Invece, pensiamo, mettiamoci in attesa di una rivelazione. Probabilmente non otterremo concetti che arricchiranno la nostra cultura, ma sensazioni e stati d’animo da ricordare.

“Pensare vuol dire avere una domanda che non sai la risposta, una domanda che ti stupisce, che ti meraviglia.“(Igor Sibaldi)1

Riprendiamoci lo stupore e la meraviglia

Dunque, stupor mi fermo. St stupore è fermarsi e meraviglia e sorridere. Metteteli insieme. Cosa viene? Viene un atteggiamento, viene un comportamento. Mi fermo e penso, finalmente mi sono fermato perché perché sono davanti a qualcosa che non sapevo e che non so.” (Igor Sibaldi)1

Ma veniamo a Igor Sibaldi. Il teologo, o filologo, come preferisce presentarsi in questo intervento, non parla direttamente dell’opera d’arte ma il suo discorso riguarda il nostro atteggiamento nei confronti della vita. Sibaldi ci spinge a chiederci il perché delle cose, per recuperare quello stupore e quella meraviglia che sperimenta il bambino di fronte al mondo. Sibaldi ci offre un esempio di giusta via, per osservare l’opera d’arte attraverso quella che io definisco la visione evocativa. La via suggerita dal pensiero di Sibaldi ci aiuta a superare la soglia della superficie dipinta, e attingere al significato nascosto di un’opera. Sibaldi ci porta a rompere gli schemi della visione e chiederci “il perchè“, di fronte a un fenomeno come l’opera d’arte.

Il confine del non lo so

Lo stupore e la meraviglia scattano davanti alla sensazione di non sapere ancora. Lo stupore è la traduzione in emozioni del tuo non lo so. Non lo sapevo. Non lo so.

Il confine del non lo so, è il confine dello stupore con meraviglia.

Dal confine del non lo so inizia la visione evocativa dell’opera d’arte. L’insegnante spiega le cose che vuole che tu sappia e ti toglie lo stupore. Il sapere di non sapere di Socrate ci porta a pensare, altrimenti ragioniamo su quello che già sappiamo. Ragionare quindi vuol dire applicare schemi che altri ci hanno imposto. Pensare vuol dire trovarsi davanti a un mistero e ci porta a chiederci un perché.

Secondo Sibaldi la Scuola commincia a spegnere il pensiero del bambino quando punisce il suo non lo so a una domanda dell’insegnante. Viene invece premiato lo studente che sa ripetere con estremo zelo e ubbidienza le nozioni che riceve, e sa applicare gli schemi cognitivi attraverso la ragione. Il sistema scolastico crea e premia l’esperto che diffonde sapere ufficiale e ragione.

“Nella TV sempre di più, fino a oggi ci sono, anzi oggi più che mai ci sono gli esperti. Gli esperti sono quelli che sanno chi sono gli esperti. l’esperto è una cosa che impari a fare all’università. Chi di voi ha fatto l’università si ricorda che l’unico scopo dell’università è imparare come si comporta un esperto.

Abbandona le certezze e osserva l’opera d’arte con stupore e meraviglia

Sibaldi si chiede: Perché le certezze sono diventate più importanti dello stupore e della meraviglia? e quando? Ulisse si salva da Polifemo perché ha il coraggio di andare oltre a quello che sa. Va oltre la sua identità. Con la risposta sono “nessuno“, dichiara di non sapere.

Come suggerisce Sibaldi, aggiungo: quando sei di fronte a un’opera d’arte, dimentica la scuola, tieniti la tua meraviglia e stupisciti. La visione evocativa, che si basa sul sentire e il pensare, “non ha limite ma deve avere alla base lo stupore e la meraviglia“.

Il teologo Igor Sibaldi, conclude l’intervento con una citazione da un sermone di Sant’Agostino: “Si comprehendis, non est Deus” (se lo capisci non è Dio). Se l’opera d’arte smette di creare stupore e meraviglia, non è un’opera d’arte.

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Videografia

(1) Igor SIBALDIStupore e Meraviglia, Festival della Bellezza – L’arte nell’arte 2025 LINK

Bibliografia

Igor Sibaldi è autore di un gran numero di saggi. Per la bibliografia completa rimando quindi all’elenco sul sito ufficiale dell’autore: https://www.igorsibaldi.com/

  • I maestri invisibili. Come incontrare gli spiriti guida, 1997, Arnoldo Mondadori Editore, ISBN 978-88-0442-148-1
  • Libro della personalità, 2009, Frassinelli, ISBN 978-88-8832-035-9
  • Il tuo aldilà personale, 2012, Spazio Interiore, ISBN 978-88-9786-405-9
  • Eros e agape, 2013, Arte di essere, ISBN 978-88-9865-801-5
  • I confini del mondo. Storie e dinamiche dell’iniziazione personale, 2015, Arte di Essere, ISBN 978-88-9943-400-7
  • La disobbedienza, 2015, Anima Edizioni, ISBN 978-88-6365-293-2
  • Io ti immagino. L’eclissi dell’intelletto e la filosofia narrativa, 2016, Ugo Mursia Editore, ISBN 978-88-4255-642-8
  • Al di là del deserto. Che cos’è la metafisica e come adoperarla per cambiare vita, 2017, Adriano Salani Editore, ISBN 978-88-6918-896-1
  • Le porte dell’immaginazione. Istruzioni per chi viaggia in altri mondi, 2018, Tlön, ISBN 978-88-9968-447-1
  • Trilogia dell’infinito. Il tuo aldilà personale – Discorso sull’infinito – La scrittura del Dio, 2024, Spazio Interiore, ISBN 979-12-8179-801-4

Visione evocativa

Consulta tutta la bibliografia a questo idirizzo: La visione evocativa dell’opera d’arte

  • James Hillman, a cura di Francesco Donfrancesco, La politica della bellezza, Moretti & Vitali, Bergamo 1999; 2005
  • Vittorio Sgarbi, Il diario della capra, Baldini e Castoldi, Collana: Le boe, 2019, EAN: 9788893882101
  • Vittorio Sgarbi, L’arte è contemporanea. Ovvero l’arte di vedere l’arte, Bompiani, 2012, ISBN-10 8845270424 ISBN-13 978-8845270420

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