San Giorgio e il drago di Pieter Paul Rubens

San Giorgio e il drago di Pieter Rubens ritrae il Santo mentre affronta il mostro come raccontato nel testo di Jacopo da Varagine.

Pieter Paul Rubens, San Giorgio e il drago, 1606-1608, olio su tela, 309 x 257 cm. Madrid, Museo del Prado

Indice

Descrizione di San Giorgio e il drago di Pieter Paul Rubens

San Giorgio alza la spada per abbattere il drago al quale ha già assestato un colpo di lancia. Infatti il legno della lunga arma è spezzato e conficcato nella bocca dell’animale. Il drago ha un aspetto mostruoso e sgrana i grandi occhi nella foga dell’aggressione. Con le zampe anteriori poi afferra la lancia nel tentativo di liberarsi. La principessa impaurita rimane sullo sfondo a sinistra e in disparte. La giovane indossa abiti ricchi ed eleganti che indicano la sua nobile nascita. Con la mano sinistra stringe una pecora destinata al sacrificio con lei. Il cavallo mostra la sua eccitazione dovuta allo scontro con il drago dalla schiuma che esce dalla bocca.

Interpretazioni e simbologia di San Giorgio e il drago di Pieter Paul Rubens

Jacopo da Varagine nel suo testo agiografico intitolato Legenda aurea riportò la vicenda di San Giorgio. Il cavaliere arrivato a Silca, città della Libia, scoprì la terribile usanza del posto. Gli abitanti di Silca per ammansire un terribile drago del lago sacrificavano due pecore e le davano ogni giorno in pasto all’animale. Iniziarono poi a sacrificare gli abitanti estraendoli a sorte. Toccò anche alla giovane figlia del re che però fu salvata da Giorgio che uccise l’animale. Il re e i sudditi come ringraziamento si convertirono al cristianesimo.

Rubens dipinse il momento decisivo nel quale San Giorgio affronta il drago alzando la spada. L’artista rappresenta San Giorgio come il comandante di un esercito romano rivelando la sua ispirazione alla statuaria classica.

Il riferimento all’arte classica per Rubens non fu solamente una componente formale ed estetica. Piuttosto rappresentò l’indicazione di un universo di valori al quale fare riferimento. L’artista infatti interpretò un episodio religioso raffigurandolo con una scena eroica di ispirazione classica. Infatti l’incontro tra mondo religioso cristiano-cattolico e mondo antico pagano fu una delle intenzioni dell’artista per arricchire i contenuti di entrambe.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

San Giorgio e il Drago di Pieter Paul Rubens si trova a Madrid presso il Museo del Prado. Felipe IV di Spagna, dopo la morte di Rubens avvenuta nel giugno 1640, acquisì l’opera. Inoltre il sovrano ebbe modo di ampliare la propria collezione di opere dell’artista e di altri fiamminghi come Van Dyck possedute da Rubens. Infatti la famiglia del celebre pittore alla sua morte mise in vendita beni e dipinti attirando acquirenti da tutta Europa. Il cardinale Don Fernando, fratello del re e governatore dei Paesi Bassi meridionali inviò così in anticipo sul catalogo l’elenco delle opere della collezione. Il cameriere Francisco de Rojas fu poi incaricato dell’acquisto.

San Giorgio e il drago di Pieter Paul Rubens giunse nella Collezione Reale a Palacio de El Pardo di Madrid nel 1674, con il nº34. I curatori di palazzo lo trasferirono poi nella Sala di rappresentanza Sua Maestà nel 1701. Trasferirono poi l’opera a Palacio Nuevo di Madrid presso l’Antecámara del infante don Luis nel 1772 con il numero nº915. Quindi presso l’Anticamera della dama dell’Infanta incarnata a destra nel 1794. Infine il dipinto trovò posto a Palazzo Reale nella camera da letto.

L’artista e la società. La storia dell’opera San Giorgio e il drago di Pieter Paul Rubens

Il dipinto intitolato Lotta di San Giorgio e il Drago di Pieter Paul Rubens risale al 1606-1608. L’artista realizzò questo dipinto durante il soggiorno in Italia. Per questo motivo storico D. Jaffe ipotizzò che la città di Genova avesse commissionato l’opera proprio per onorare il patrono San Giorgio.

Rubens progettò questo dipinto realizzando diversi disegni preparatori. Secondo lo studioso H. Vlieghe l’artista si ispirò ad un dipinto di Tiziano conservato presso la Graphische Sammlung di Monaco di Baviera.

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Lo stile di San Giorgio e il drago di Pieter Paul Rubens

Nelle figure dipinte da Rubens si intravedono le forme della statuaria classica romana e delle figure dipinte da Michelangelo.

La schiuma che si accumula intorno alla bocca del cavallo è un virtuosismo pittorico. Rubens infatti come il leggendario pittore greco Zeusi volle mostrare la sua abilità nel dipingere. Lo storico latino Plinio il Vecchio scrisse infatti della grande capacità di Zeusi nel creare illusioni ottiche con la sua pittura che ingannavano anche gli animali. Questa citazione, secondo i curatori del museo del Prado di Madrid è un ulteriore elemento classicistico di Rubens.

La tecnica

Il dipinto di Rubens è un olio su tela di 309 centimetri di altezza e 257 cm di larghezza.

La composizione e l’inquadratura

Il cavallo occupa una gran parte dello spazio nella superficie del dipinto. Inoltre il suo corpo genera una robusta diagonale compositiva intorno alla quale si articolano gli altri elementi della scena. A questa direttrice, che sale da sinistra a destra, si contrappone quella obliqua del corpo inclinato di San Giorgio. Le due diagonali si incrociano così in prossimità del centro dell’opera.

La figura obliqua del cavallo contribuisce così a rendere la composizione dinamica e a sottolineare l’azione accompagnandosi al braccio levato di San Giorgio.

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Bibliografia

  • Didier Bodart, Rubens, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 1990; 1998, EAN: 9788809761315

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