Le Tre Grazie di Pieter Paul Rubens

Il dipinto di Pieter Paul Rubens, Le tre Grazie, si ispira alla tradizione iconografica classica alla quale attinsero altri artisti del Rinascimento.

Pieter Paul Rubens, Le tre Grazie, 1636 circa, olio su tela, cm 221 X 181. Madrid, Museo, del Prado

Descrizione de Le Tre Grazie di Pieter Paul Rubens

Le tre Grazie fu dipinto da Rubens durante l’ultima parte della sua vita. Il soggetto è mitologico fu trattato da molti pittori del Rinascimento. Le tre donne che danzano nude rappresentano il tipico ideale di bellezza di Rubens. I corpi sono opulenti, le anche forti e il seno piccolo. L’incarnato è chiaro e luminoso, il resto della muscolatura forte ed evidente. Sulla pelle, in corrispondenza delle articolazioni, si creano delle pieghe marcate. La superficie del corpo delle tre Grazie rende efficacemente la floridezza e lo spessore della loro pelle. Le tre donne sono allacciate nella danza attraverso un lenzuolo che le avvolge passando da una all’altra. La serpentina del lenzuolo si ritrova, in alto nel festone di nastri e fiori.

A destra del gruppo, da una fontana posta in alto, scende un getto d’acqua che si perde al suolo, dietro Le tre Grazie. La natura che le circonda è di tipo bucolico. Infatti, nella radura di sinistra, tra i radi alberi, si vedono brucare alcuni cervi. Il paesaggio, infine, si perde verso l’orizzonte dove si intravedono la pianura e una linea di colline.

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Lo stile del dipinto Le Tre Grazie di Rubens

Il soggetto rappresentato nel dipinto Le tre Grazie è di tipo classicista, una importante componente del barocco francese. In Francia, infatti si creò una questione che vedeva due opposte fazioni. La cultura accademica ufficiale, l’Accademia Reale di pittura, proponeva una visione classicista vicina a Poussin. Verso la fine del Seicento questa ideologia si scontrò con i sostenitori di Roger de Piles che vedeva nelle forme opulente del fiammingo Rubens un artista promotore di vita e movimento nell’arte.

Le tre Grazie sono un riferimento al classicismo seppur i corpi non rappresentino ideali di bellezza classica. Il modellato è opulento, tipico di Rubens, le forme tonde e molto evidenti. In genere, i personaggi dei suoi dipinti sono molto dinamici e assumono posizioni teatrali. In questo caso Rubens fu vincolato dall’iconografia del soggetto, e rimase fedele alle rappresentazioni del passato.

Il colore e l’illuminazione de Le Tre Grazie di Pieter Paul Rubens

Rubens utilizzò una illuminazione di tipo scenografico, per creare grandi effetti illusionistici e movimento. Esempi di questa efficacia si osservano nel Giardino dell’amore e nel dipinto dedicato all’arrivo di Maria de Medici a Marsiglia. I colori poi sono ricchissimi e saturi. L’incarnato delle tre Grazie è molto chiaro, Rubens ha utilizzato un rosa tenero per i toni medi che diventa ocra e bruno nelle ombre.

Sulle guance e in alcuni punti del corpo il colore si accende e diventa rosato accordandosi con il colore del festone e delle rose. I capelli delle tre Grazie sono di colore diverso e si intensificano a partire da sinistra. Qui, la grazia, di profilo, ha lunghi capelli biondi, quella di schiena castani e quella a destra bruni. La luce rende molto luminose, in particolare, le capigliature più chiare. Infine, il velo che lega le donne è chiarissimo e trasparente ed è stato reso da Rubens con pennellate molto chiare date sulla superficie dipinta.

Il suolo è ocra con tonalità di verde scuro e poco saturo che si schiariscono nelle ampie zone illuminate dalla luce solare. Il contrasto di luminosità è molto intenso, soprattutto nelle ombre che si creano sotto le figure e nella vegetazione in controluce che crea una cornice intorno alla scena. Il paesaggio di fondo diventa azzurro, tendente al grigio e meno definito rivelando l’uso della prospettiva aerea utilizzata da Leonardo da Vinci. Il colore si intensifica nel cielo, azzurro e chiaro, in basso, più scuro e violetto verso l’alto.

Lo spazio delle Tre Grazie di Rubens

Lo spazio è determinato dalla grandezza delle figure delle tre Grazie in primo piano. La loro dimensione interessa, infatti, quasi interamente la tela e, quindi, lo spazio si articola interamente intorno a loro come nel caso di un gruppo scultoreo. Particolarità di Rubens fu quella di integrare e compenetrare l’ambiente con le figure. In questo caso l’effetto si determina, soprattutto, nel primo piano, in alto, tra i corpi e il festone. Il paesaggio interagisce con le figure, poi, attraverso il panneggio trasparente che le unisce. Infatti, le parti che si avvicinano al terreno sono dipinte con la stessa materia colorata e la stessa pennellata del paesaggio.

La composizione e l’inquadratura

Fra le tre figure delle Grazie e lo sfondo si crea una forte compenetrazione, attraverso le linee compositive, i colori e le luci. Questa fu la principale cifra stilistica dell’artista. Si nota l’utilizzo delle linee curve, nei corpi, nell’andamento dei panneggi e nella cornice creata dal controluce.

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Bibliografia

  • Didier Bodart, Rubens, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 1990; 1998, EAN: 9788809761315

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 16 marzo 2020.

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