Il Giardino dell’amore di Pieter Paul Rubens

Il Giardino dell’amore di Pieter Paul Rubens mette in scena una movimentata rappresentazione classicistica dedicata all’amore galante.

Pieter Paul Rubens, Il Giardino dell’amore, 1633 circa, olio su tela, cm 198 X 283. Madrid, Museo del Prado

Descrizione de Il Giardino dell’amore di Pieter Paul Rubens

Il Giardino dell’amore dipinto da Pieter Paul Rubens fu riprodotto più volte dai pittori francesi del Settecento. L’immagine celebra l’amore coniugale e la scena si svolge in un giardino che ricorda quello della casa dell’artista ad Anversa. La dea Giunone si trova, in forma di statua, all’interno di una fontana. Dai suoi seni escono due zampilli d’acqua che si riversano nella conca, in basso. La dea, che simboleggia l’unione coniugale, è circondata da amorini che volano intorno a lei e sul giardino, tra gli ospiti.

Alcuni storici hanno supposto che i volti delle figure femminili siano tutti somiglianti a quello della seconda moglie di Rubens, Helena Fourment. Alla prima moglie, Isabella Brandt, è dedicato un altro celebre ritratto. A sinistra, una coppia di innamorati accenna un passo di danza mentre un amorino abbraccia la donna dal basso. Un’altra coppia è seduta sul prato, verso destra. Centralmente, alcune nobildonne colloquiano e oziano, assaporando la giornata e i favori dei cortigiani. Uno di loro, intanto, sopraggiunge, scendendo le scale a destra.

Dietro al gruppo in primo piano, in alto, all’interno di un tempietto, poi, un altro gruppo di invitati si delizia all’ombra delle rovine. Gli amorini che volano intorno a Giunone scagliano frecce d’amore e portano ghirlande di rose mentre altri spingono gli invitati verso giochi amorosi. La facciata delle architetture classiche pare quella di un tempietto con telamoni, colonne e un timpano in alto. A sinistra, oltre la balaustra, si estende un paesaggio che si perde all’orizzonte.

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Lo stile de Il Giardino dell’amore di Pieter Paul Rubens

Nell’insieme si tratta di una rappresentazione tipicamente barocca molto movimentata e scenicamente animata. Il paesaggio, infatti, è quello di un giardino seicentesco con rovine classiche invase dalla natura selvatica. I modellati delle figure, poi, sono delicati e privi di evidenti masse muscolari. Infatti, la pelle degli amorini e degli ospiti è chiarissima e sembra costituita di pura luce. I panneggi dei ricchi abiti creano movimenti decorativi molto complessi e giochi di luce molto decorativi. I volti, le espressioni, le posizioni e le vesti, infine, creano un’atmosfera leziosa e voluttuosa che viene suggerita attraverso le citazioni classiche. La pittura ad olio di Rembrandt crea una superficie pittorica mossa e molto luminosa.

Il colore e l’illuminazione de Il Giardino dell’amore di Pieter Paul Rubens

La luce del sole, che investe l’intera scena, è determinante nel creare l’effetto di grande vitalità nel dipinto. I personaggi, l’ambiente e i ruderi sono colorati con tonalità dorate che creano un’atmosfera artificiale e sognante. Spicca, fra tutti, il rosso del mantello del nobile che giunge da destra mentre in centro è posto in evidenza, l’abito scuro di una donna. I contrasti di luminosità creano, così, una certa spazialità ed effetti compositivi. Gli abiti scuri e i cappelli neri degli ospiti maschili interrompono la massa di gialli e oro che colorano gli abiti delle dame. Sul fondo, a sinistra, il paesaggio assume tinte maggiormente realistiche nei verdi degli alberi e all’azzurro del cielo velato da leggere nubi.

Lo spazio nel giardino dell’amore

Il tempietto che domina Il Giardino dell’amore, attraverso la sua massa geometrica, crea una importante spazialità intorno alla quale si àncora lo spazio naturale. Nel primo piano sono i gruppi di persone, con le figure intrecciate e sovrapposte, che descrivono lo spazio. Verso il tempietto e lo sfondo, infine, agisce la prospettiva di grandezza con la progressiva diminuzione delle figure umane e naturali.

La composizione e l’inquadratura

Compositivamente la scena si sviluppa lungo una diagonale che parte da Giunone, scende lungo il gruppo di ospiti e arriva all’amorino di sinistra, passando attraverso i due danzatori in piedi. Questa diagonale viene ripresa, anche, nel pendio del prato di sinistra creando una fascia ascendente lungo la quale si sviluppa l’intera composizione. Il centro di attenzione, verso il quale convergono sguardi, azioni e linee guida, è rappresentato dalla donna seduta a terra con un amorino appoggiato sul grembo.

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Bibliografia

  • Didier Bodart, Rubens, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 1990; 1998, EAN: 9788809761315

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 15 marzo 2020.

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