Salomè di Giovanni Battista Caracciolo detto il Battistello

Il Battistello fu un artista del Seicento napoletano che aderì al linguaggio artistico di Caravaggio. Il suo dipinto dal titolo Salomè racconta il raccapricciante episodio della decapitazione del Battista voluta dalla bella figliastra di Erode.

Battistello, Salomè, 1615-1620, olio su tela. Firenze, Galleria degli Uffizi

Descrizione. Salomè riceve compiaciuta la testa del Battista

Salomè tiene fra le mani, ben saldo, il grande piatto d’argento, cesellato ai bordi, sul quale gli viene consegnata la testa del Battista. Un giovane, dipinto di schiena, a torso nudo, con addosso solo un ampio paio di pantaloni, tiene la testa decapitata afferrando i capelli con la mano sinistra. Con la destra, invece, stringe ancora la spada usata per la decapitazione. Tra le due figure una anziana donna, vestita in abiti seicenteschi, osserva sofferente la testa del Battista. A sinistra, tagliato parzialmente dal bordo del dipinto, è raffigurato un uomo di mezza età. Il suo viso è incorniciato da una folta barba scura. I suoi abiti sono eleganti e indossa un cappello con piume.

La vicenda di Salomè

La vicenda di Salomè è narrata nei vangeli di Marco e Matteo. La giovane principessa giudaica era figlia di Erodiade e di Erode Filippo I. La madre, Erodiade, lasciò il marito per unirsi ad Erode Antipa. Il re accolse madre e figlia e dimostrò una forte attrazione per la giovane. Intanto, Giovanni Battista, durante le sue prediche pubbliche condannò il comportamento amorale del re che lo fece, per questo, imprigionare. Erodiade era molto infastidita, preoccupata dall’influenza del Battista sul popolo, colse l’occasione per eliminarlo per sempre.

Durante un banchetto, Salomè si esibì in una danza provocante al cospetto di Erode Antipa. Al temine, il re ammirato chiese alla giovane di scegliere qualunque dono volesse. Dietro suggerimento della madre Erodiade, la ragazza chiese la testa del Battista. Erode Antipa, pur temendo la riprovazione del popolo, fece eseguire la sentenza e consegnò la testa del Santo su di un piatto d’argento alla figliastra.

Lo stile del dipinto Salomè del Battistello

Il Battistello si formò a Napoli nell’ambito del Manierismo Controriformista rappresentato da alcuni maestri locali quali Belisario Coducci, Fabrizio Santafede e Francesco Imparato. Fu, però, in seguito alla presenza di Caravaggio a Napoli, dal 1607 e alle opere presenti nella città del maestro, che aderì al nuovo linguaggio. Lo sfondo della scena della Salomè è scuro e profondo e da esso emergono, illuminate direzionalmente, le figure.

La luce, quasi radente, mette in risalto i corpi ed i volti e contribuisce a narrare l’avvenimento. La testa del Battista, infatti, è in ombra come anche il volto del suo esecutore. Questo scelta si ritrova anche nella Crocifissione di San Pietro del Caravaggio. Salomè, invece, è illuminata, quasi, interamente. Anche il suo abito è descritto con grande attenzione. Il tessuto, che crea un elaborato panneggio sulla spalla sinistra, infatti, è illuminato con una luce molto descrittiva. Questa maggiore attenzione nei confronti della figura della giovane trasforma, inoltre, la sua figura in un ritratto a sé stante, isolato, quasi, dal resto della scena.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Battistello, Salomè, sul sito della Galleria degli Uffizi di Firenze.