Realismo magico

Il Realismo magico fu una delle forme artistiche che assunse la pittura negli anni Venti del Novecento nel contesto del Ritorno all’ordine in Europa.

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Con Realismo magico nella Storia dell’arte si indica un movimento artistico nato negli anni Venti del Novecento che si diffuse parallelamente anche nella letteratura.

Le opere appartenenti al Realismo magico presentano una visione della realtà lucida e sospesa che suggerisce la presenza di una realtà invisibile metafisica o magica.

Lo stile definito di alcune opere evoca con efficacia la presenza di una componente magica della realtà rappresentata.

Queste caratteristiche contribuiscono a creare un mondo narrativo sospeso tra il reale e l’irreale, in cui la magia non è mai una forza sconosciuta ma parte del vissuto dei personaggi e delle loro realtà.

Presenza di eventi straordinari accettati come parte della normalità;

fusione tra realtà e immaginazione: la magia si intreccia con la vita quotidiana;

temi della memoria e dell’identità: il passato rivive e si mescola con il presente;

atmosfera onirica e nostalgica: un senso di malinconia pervade molte storie;

personaggi enigmatici e simbolici: spesso ricchi di tratti mitici o arcani, i protagonisti riflettono profondi dilemmi umani;

critica sociale e politica: attraverso l’uso della magia, si offre una visione della società, mettendo in luce le sue contraddizioni e ingiustizie;

ambienti esotici e fantastici: i luoghi sono spesso remoti, intrisi di leggende e tradizioni che evocano un immaginario collettivo antico;

ritmo narrativo fluido: le storie seguono una progressione temporale non lineare, con continui salti tra passato, presente e futuro;

presenza della morte come parte della vita: la morte è un elemento naturale, parte della quotidianità, senza una netta separazione tra vivi e defunti;

linguaggio poetico e ricco di simbolismi: l’uso di un lessico lirico arricchisce le narrazioni di significati profondi, creando un senso di mistero e meraviglia.

La storia del Realismo magico

Il critico tedesco Franz Roh utilizzò per primo il termine di Realismo magico nel 1925 per descrivere il realismo carico di particolari di opere create nell’ambito della Nuova oggettività. Inoltre lo stile cristallino della pittura era dovuto alla totale messa a fuoco delle figure che crea un effetto straniante. Le opere di tali artisti erano vicine alle esperienze italiane di Valori plastici, Pittura Metafisica e Novecento.

Il Realismo magico in Italia

In Italia lo Scrittore Massimo Bontempelli contribuì ad elaborare la definizione del Realismo Magico.

Gli artisti più noti che utilizzarono il Realismo Magico in Italia furono Antonio Donghi, Felice Casorati e Cagnaccio di San Pietro.

Lo stile del Realismo magico

Alla base dell’ideologia del Realismo Magico è presente il rifiuto del linguaggio delle Avanguardie storiche. Questa caratteristica inoltre fu comune alle altre realtà presenti nel contesto del Ritorno all’Ordine del primo dopoguerra in Europa. Gli artisti attinsero così alla tradizione artistica italiana prendendo ispirazione dal mondo della classicità del Trecento e del Quattrocento.

Lo stile del Realismo magico in Europa

Nell’ambito della pittura dell’Europa settentrionale il Realismo magico assunse forme più drammatiche ed espressive. I pittori della Nuova oggettività e Christian Schad produssero opere neo-espressioniste, mediate atmosfere surrealiste, nel più ampio contesto del Ritorno all’ordine europeo.

Lo stile del Realismo magico in Italia

Il Realismo Magico fu una tendenza europea e si manifestò con esiti figurativi differenti. In Italia il Realismo Magico fu caratterizzato da una estrema precisione del disegno e nitidezza delle atmosfere. Gli artisti rimasero molto fedeli alla realtà e curarono con precisione i particolari. Lo spazio rappresentato è inoltre attentamente costruito secondo i canoni rinascimentali.

Grazie a queste scelte stilistiche i dipinti realizzati sotto l’influenza del Realismo Magico presentano quindi atmosfere sospese e incantate, a volte inquietante. Le scene inoltre sembrano cristallizzate e bloccate nel continuum temporale. Questa realtà sospesa è poi favorita dai riferimenti al mondo classico delle figure e degli ambienti.

Massimo Bontempelli e l’invenzione del Realismo Magico

Bontempelli considerava la letteratura e le arti visive sul medesimo piano e teorizzò questo rinnovamento estetico sulle sue riviste. Scrisse inoltre numerosi saggi per diffondere la sua visione totalizzante della vita culturale dell’Italia degli anni Venti e Trenta.

1. La teorizzazione del “Realismo Magico” in pittura

Sebbene il termine fosse stato coniato in Germania dal critico Franz Roh nel 1925 per la pittura, Bontempelli lo importò in Italia e lo rielaborò profondamente. Nei suoi scritti d’arte spiegò che i pittori non dovevano limitarsi a copiare la realtà (come nel vecchio realismo), ma dovevano rappresentarla con una precisione geometrica e nitida tale da far emergere il suo fondo misterioso, immobile e, appunto, “magico”. Identificò questo stile nelle opere di pittori come Antonio Donghi, Felice Casorati e Cagnaccio di San Pietro.

2. Gli editoriali sulla rivista “900”

Nel 1926 fondò a Roma (insieme a Curzio Malaparte) la celebre rivista internazionale “900” (Cahiers d’Italie et d’Europe). Attraverso i suoi editoriali d’arte e di cultura (i famosi “fondamenti”), Bontempelli dettò le linee guida del movimento del Novecentismo, spingendo gli artisti italiani a staccarsi dalle provocazioni del Futurismo per tornare all’ordine, alla forma pulita e alla tradizione classica del Quattrocento italiano, ma in chiave moderna.

3. Saggi su singoli artisti e Architettura

Nel corso della sua vita scrisse recensioni, presentazioni di mostre e saggi critici su grandi artisti del suo tempo. Si occupò della pittura di Giorgio de Chirico, Carrà, Casorati, e fu un grande sostenitore dell’architettura razionalista italiana (scrisse pagine importanti a favore del Gruppo 7 e di architetti come Giuseppe Terragni).

Dove trovare i suoi scritti d’arte (Riferimenti Bibliografici)

Se desideri leggere i suoi testi critici sull’arte visiva, i volumi di riferimento sono:

  • Massimo Bontempelli, Realismo magico e altri scritti sull’arte, a cura di Elena Pontiggia, Milano, Abscondita, 2006. (Questa è la raccolta più completa e accessibile dei suoi testi dedicati alla pittura e alla scultura).
  • Massimo Bontempelli, L’avventura novecentista, Firenze, Vallecchi, 1938; 1974 Casa Editrice: Vallecchi – TV 36, Isbn: 2021050132891 (Contiene tutti i suoi interventi teorici e polemici pubblicati sulle riviste degli anni Venti e Trenta).

Le opere

Bibliografia

La bibliografia sul Realismo Magico è articolata sulle origini teoriche e storiche nell’arte visiva europea degli anni Venti; l’evoluzione letteraria italiana guidata da Massimo Bontempelli che ha guidato l’evoluzione del termine su saggi e riviste, anche nel campo dell’arte visiva; la successiva esplosione letteraria globale (principalmente ispano-americana) del secondo Novecento.


1. I Manifesti Teorici d’Origine (I Fondamenti Storici)

Questi testi rappresentano la genesi assoluta del termine e del concetto, formulati tra la Germania e l’Italia negli anni Venti:

  • Franz Roh, Post-espressionismo. Realismo magico: problemi della nuova pittura europea, Lipsia, 1925 (Prima traduzione italiana a cura di C. Belli, Napoli, 1946).
    • Nota: È il saggio in cui il critico tedesco conia ufficialmente il termine per l’arte figurativa.
  • Massimo Bontempelli, Realismo magico e altri scritti sull’arte, a cura di Elena Pontiggia, Milano, Abscondita, 2006 (e successive riedizioni).
    • Nota: La raccolta fondamentale per capire la teorizzazione e la codificazione del genere in Italia. «Massimo Bontempelli (Como 1878-Roma 1960) è stato il maggior non-critico d’arte italiano del Novecento. Infatti, pur tenendosi accuratamente lontano dai Critici Autentici, come lui stesso li chiamava ironicamente, anzi rivendicando una “appassionata incompetenza” nelle cose d’arte, ha definito, attraverso la teoria del realismo magico messa a punto alla metà degli anni venti, una poetica che rispecchia gran parte, e potremmo dire la miglior parte, della pittura e della scultura del suo tempo. Tante visioni smaltate, in cui tutto è così evidente da risultare inspiegabile; tante composizioni in cui non c’è nulla da capire e dove per questo non si capisce l’essenziale; tante immagini indimenticabili, insomma, dell’arte italiana fra le due guerre trovano un titolo, una definizione, un’interpretazione insuperata nel credo di Bontempelli: un “realismo preciso, avvolto in una atmosfera di stupore lucido”. “Realismo magico e altri scritti sull’arte” raccoglie organicamente, per la prima volta, i suoi interventi, riunendo i testi più significativi sul realismo magico (usciti nel 1938 col titolo di “L’avventura novecentista”) e su protagonisti dell’arte moderna come De Chirico, Carrà, Severini, Sironi, Morandi, De Pisis, Cagli, Arturo Martini e altri (apparsi nel 1950 in “Appassionata incompetenza. Note su cose d’arte”). Comun denominatore della poetica di Bontempelli è la volontà di evocare il mito e il mistero indagando la realtà, non eludendola. Perché la realtà ha già in sé l’oltre e l’altrove.» (Elena Pontiggia)
  • Massimo Bontempelli, L’avventura novecentista. Selva polemica (1926-1938), Firenze, Vallecchi, 1938.
    • Nota: Testo in cui l’autore raccoglie gli editoriali programmatici pubblicati sulla celebre rivista “900”.

2. Cataloghi d’Arte e Saggi Critici sull’Arte Visiva

  • Gabriella Belli e Valerio Terraroli (a cura di), Realismo Magico. Uno stile italiano, Milano, 24 Ore Cultura, 2021.
    • Nota: Il catalogo scientifico della grande mostra di Palazzo Reale a Milano, ad oggi il testo d’insieme più aggiornato e documentato. La definizione “Realismo Magico” riguarda un momento dell’arte italiana circoscritta in circa venti anni, che si caratterizza per un ritorno al mestiere nella pittura. La mostra e il catalogo che l’accompagna intendono presentare per la prima volta in modo esaustivo in Italia il movimento artistico del Realismo Magico, un filone fondamentale della pittura italiana sviluppatosi negli anni Venti e Trenta del Novecento, con affondi sul panorama artistico europeo dell’epoca. Il Realismo Magico traspone nella pittura il clima di instabilità e inquietudine che caratterizza la società italiana tra i due conflitti mondiali. Il movimento si innesta su un generale recupero dei valori plastici dell’arte del passato, da Giotto a Masaccio a Piero della Francesca, fino alla formazione dello specifico formulario realistico e magico di Cagnaccio di San Pietro, Antonio Donghi, Ubaldo Oppi, Achille Funi, Mario e Edita Broglio, che sono gli artisti cardine della mostra insieme a Felice Casorati, Giorgio de Chirico, Carlo Carrà e Gino Severini. Il progetto scientifico comprende un nucleo di circa ottanta opere, tra le più importanti e caratterizzanti del movimento, con l’intento di ricostruire in modo esaustivo il clima dell’epoca, nell’ottica della valorizzazione internazionale dell’arte italiana. Il catalogo è arricchito da alcuni storici testi di Emilio Bertonati, tra i primi a studiare e valorizzare il movimento, di cui è stato non solo pionieristico critico, ma anche appassionato collezionista.
  • Maurizio Fagiolo dell’Arco, Realismo magico: pittura e scultura in Italia, 1919-1930, Milano, Mazzotta, 1988.
    • Nota: Monografia storica pionieristica che ha riscoperto e storicizzato il movimento in Italia.
  • Elena Pontiggia, Il Realismo Magico, Milano, Abscondita, 2020.
    • Nota: Uno studio limpido e rigoroso incentrato sulla dicotomia tra la fredda oggettività e lo stupore misterioso delle opere degli anni Venti.

3. Saggi Teorici e Critici sulla Letteratura

Studi dedicati alle strutture narrative del Realismo Magico sia in ambito occidentale che globale:

  • Seymour Menton, Magic Realism Rediscovered, 1918-1981, Philadelphia, Art Alliance Press, 1983.
    • Nota: Testo fondamentale in lingua inglese che traccia il viaggio del concetto dalla pittura tedesca fino alla letteratura latino-americana.
  • Lois Parkinson Zamora e Wendy B. Faris (a cura di), Magical Realism: Theory, History, Community, Durham, Duke University Press, 1995.
    • Nota: L’antologia critica internazionale più completa, con saggi che analizzano il genere in tutto il mondo.
  • Alesandro de’ Santi, Il realismo magico nella narrativa italiana del Novecento, Roma, Carocci, 2007.
    • Nota: Uno dei pochi testi italiani focalizzato sull’eredità del genere in scrittori nostrani successivi a Bontempelli.

4. I “Testi-Faro” della Narrativa (Letteratura e Finzione)

Se l’interesse bibliografico si estende alle opere creative che hanno definito il genere sul piano della scrittura, i testi imprescindibili includono:

  • In Italia (Fase Primaria):
    • Massimo Bontempelli, La scacchiera davanti allo specchio (1922).
    • Massimo Bontempelli, Il figlio di due madri (1929).
  • Nel Mondo (Il Boom Latino-Americano e Globale):
    • Jorge Luis Borges, Finzioni (1944).
    • Gabriel García Márquez, Cent’anni di solitudine (1967).
    • Michail Bulgakov, Il Maestro e Margherita (1967).
    • Isabel Allende, La casa degli spiriti (1982).

[1] https://it.wikipedia.org

[2] https://www.rizzolieducation.it

[3] https://cris.unibo.it

[4] https://www.amazon.it

[5] https://www.youtube.com

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[11] https://www.wearch.eu

[12] https://artemagazine.it

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[17] https://unitesi.unive.it

[18] https://www.lafeltrinelli.it

[19] https://www.mondadoristore.it

[20] https://www.costruttoridimondi.org

Su Audible puoi leggere una serie di sintesi sulle principali opere letterarie di autori attribuiti al Realismo Magico: Isabel Allende, Jorge Amado, Jorge Luis Borges, Michail Bulgakov, Dino Buzzati, Italo Calvino, Leonora Carrington, Francisco Coloane, Sanaka Hiiragi, Salman Rushdie, Dolores Reyes, Luis Sepúlveda, Banana Yoshimoto, https://www.audible.it

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