Valori plastici

Valori plastici fu il titolo di una rivista fondata negli anni Venti del Novecento dal critico e artista Mario Broglio nel contesto del Ritorno all’Ordine diffuso nell’intera Europa.

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Valori plastici fu il titolo di un periodico cartaceo di critica d’arte, prima mensile, poi da marzo-aprile 1920 diventato bimestrale.

La storia di Valori Plastici

Mario Broglio fondò a Roma, in Italia, la rivista cartacea di formato 29 cm, il 15 novembre 1918. L’ultimo numero di Valori plastici risale al 1921. La rivista fu pubblicata anche in lingua francese.

Sulle pagine di Valori plastici erano diffuse teorie artistiche in accordo al Ritorno all’ordine nato nel periodo del primo dopoguerra in Europa. In particolare, in ambito italiano gli autori teorizzarono il recupero di un linguaggio figurativo dell’arte italiana tradizionale e di matrice classica. Inoltre i teorici presero in considerazione le contemporanee esperienze sviluppate in Europa.

Il pittore e teorico della Metafisica Alberto Savinio pubblicò la dichiarazione programmatica sul primo numero di Valori plastici del 15 novembre 1918. Il programma prevedeva così la restaurazione individualista, anti-futurista e antibolscevica. Si definiva quindi l’orientamento contrario al Futurismo e alle ideologie marxiste.

Nel numero di aprile-maggio 1919 Alberto Savinio pubblicò un articolo intitolato Anadioménon nel quale enunciò i principi del classicismo metafisico. Gli esponenti principali della pittura Metafisica furono Giorgio De Chirico, Carlo Carrà e Giorgio Morandi.

Gli artisti di Valori Plastici

Mario Broglio fu un pittore collezionista mentre gli artisti più attivi nella divulgazione delle nuove idee furono tra gli altri Carlo Carrà e Alberto Savinio.

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