Daphne a Pavarolo di Felice Casorati

Felice Casorati ritrae la moglie Daphne a Pavarolo. Nel ritratto la donna è dipinta all’interno di una stanza che si affaccia sulle colline. Nel riflesso del paesaggio sui vetri della finestra si colgono frammenti cubisti.

Felice Casorati, Daphne (Daphne a Pavarolo), 1934, olio su compensato, cm 121 x 151. Torino, Galleria d’Arte Moderna

Descrizione

Dietro la figura di Daphne seduta sul davanzale è dipinto un paesaggio esteso di campi e orti. Lo stesso paesaggio si riflette simmetricamente sui vetri aperti della finestra. La donna posa tranquillamente con gli occhi chiusi. Infatti è seduta comodamente con il viso in alto e le mani intrecciate su un ginocchio.

Interpretazioni e simbologia

La figura ferma e solitaria di Daphne diventa un simbolo di calma e di solitudine.

I Committenti e la storia espositiva

Daphne a Pavarolo venne acquisito in occasione della XIX Esposizione Biennale Internazionale d’Arte di Venezia del 1934.

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Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile del dipinto Daphne a Pavarolo di Felice Casorati

Il paesaggio che si riflette sui vetri aperti della finestra sembra creare una composizione cubista. In Daphne a Pavarolo gli storici indicano un ritorno di Felice Casorati ad uno stile più definito. I contorni della figura infatti sono marcati e forti e sintetizzano le forme in modo molto semplice ed essenziale. La figura assume quindi un aspetto statuario e nella sua posa fissa diventa solida e quasi monumentale.

Il colore e l’illuminazione

I colori degli interni e dell’abito di Daphne sono freddi, blu e grigi. L’esterno del paesaggio è invece caratterizzato da toni più caldi, verdi e ocra. In generale però il dipinto presenta toni non particolarmente saturi.

Approfondisci con le altre opere di Felice Casorati intitolate: L’uomo delle botti, Vecchia signorina e Nudo.

Lo spazio

Lo spazio descritto da Casorati in Daphne a Pavarolo è corretto prospetticamente ma frammentato grazie alla particolare inquadratura. Infatti sulla superficie dei vetri della finestra si riflette il paesaggio esterno. Queste immagini confondono il paesaggio reale e fondono interno ed esterno. Il risultato è uno spazio ambiguamente simile alle rappresentazioni cubiste.

La Composizione e l’inquadratura

Il dipinto intitolato Daphne a Pavarolo di Felice Casorati è caratterizzato da una composizione centrale rispetto all’interno e alla finestra. La figura di Daphne invece è spostata in basso a destra. L’equilibrio del dipinto poi si crea lungo la diagonale che sale da destra. Infatti su questa direttrice si trovano le mani, il volto e il paesaggio esterno. Inoltre sono parti importanti nella progettazione del dipinto e sottolineate con colori caldi.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Felice Casorati, Daphne (Daphne a Pavarolo), sul sito della Galleria d’Arte Moderna di Torino.