I Vespri siciliani di Domenico Morelli

I Vespri siciliani di Domenico Morelli ritrae un momento della tragedia verdiana ispirata ad un avvenimento storico che scatenò la rivolta dei palermitani contro gli angioini.

Domenico Morelli, I Vespri siciliani, 1859-1860, olio su tela, 264 x 185 cm. Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte

Indice

Descrizione de I Vespri siciliani di Domenico Morelli

Tre giovani donne scendono una scala fuggendo da un tumulto popolare. Le protagoniste sono vestite in abiti medievali e portano lunghi abiti vaporosi dai colori brillanti. La ragazza di sinistra si volta per osservare gli eventi alle loro spalle. Le altre due invece mostrano uno sguardo atterrito e la bocca aperta indica l’affanno che le assale nella fuga precipitosa. Una quarta ragazza si intravede dietro lo spigolo a destra. La giovane sembra paralizzata dalla paura e guarda i soldati armati avanzare sulla destra. A sinistra inoltre il popolo in rivolta muove contro i militari impugnando semplici strumenti di lavoro. In alto a destra infine si alza l’abside di un edificio religioso.

Interpretazioni e simbologia de I Vespri siciliani di Domenico Morelli

La scena rappresentata racconta le conseguenze di un episodio storico avvenuto il 31 marzo 1282. Un soldato francese delle truppe occupanti molestò una giovane di Palermo che stava uscendo dalla chiesa dopo aver assistito alle funzioni serali del Vespro. Scoppiò così la rivolta dei palermitani contro gli angioini che furono scacciati vent’anni dopo e sostituiti dagli aragonesi.

I critici riconoscono che la scena dipinta da Domenico Morelli presenta una forte ispirazione teatrale. L’artista nell’interpretare l’episodio storico quindi non intese documentare la rivolta popolare. Piuttosto decise di illustrare il momento in cui le donne fuggono dai tumulti seguite dai soldati angioini. Le tre giovani sono spaventate e confuse. Infatti una di loro si regge al muro per non cadere mentre un’altra si volta indietro per controllare ciò che avviene alle loro spalle.

Pochi anni prima della realizzazione del dipinto inoltre, nel 1856, presso il teatro San Carlo di Napoli venne allestita la tragedia di Giuseppe Verdi intitolata proprio I Vespri Siciliani. Il compositore terminò l’opera nel 1855 e la presentò per la prima volta all’Opera di Parigi. Fu poi proposta presso il Regno di Parma e quindi al teatro San Carlo di Napoli con l’intestazione di Batilde di Turenna. Il pubblico riconobbe il messaggio patriottico dell’opera verdiana e anche Domenico Morelli volle sottolineare il dramma del popolo con la sua opera del 1860.

Domenico Morelli fu un artista orientalista ma trattò anche scene storiche e religiose. Iniziò la sua formazione presso un esponente della pittura Nazzarena che si rifaceva all’arte del Duecento. L’episodio dei Vespri Siciliani fu molto amato dai pittori di soggetti storici di Romanticismo patriottico come Domenico Morelli. Infatti si prestava a simboleggiare la ribellione del Popolo contro l’esercito oppressore rappresentando gli ideali del Risorgimento italiano.

L’analisi dell’opera continua dopo questo avviso!

Scuola 2021-2022

Storia dell’arte. A breve troverai approfondimenti sulle principali epoche della Storia dell’Arte

Inoltre nuovi materiali per aiutarti nel lavoro: La descrizione del ritratto, La descrizione del paesaggio

I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Il principe del Cassero, un nobile di Palermo, commissionò I Vespri Siciliani a Domenico Morelli. Il dipinto è oggi esposto a Napoli al Museo Nazionale di Capodimonte nel percorso dedicato alla Galleria dell’Ottocento.

L’artista e la società. La storia dell’opera I Vespri siciliani di Domenico Morelli

Domenico Morelli nacque nel 1823 e all’epoca di realizzazione de I Vespri Siciliani, nel 1859-1860 aveva circa 36 anni. Il dipinto fu terminato qualche anno dopo la rappresentazione del dramma di Giuseppe Verdi proprio al teatro San Carlo di Napoli. Il soggetto trattato quindi era legato ad un interesse storico-politico e culturale del momento.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile de I Vespri siciliani di Domenico Morelli

Domenico Morelli fu un pittore orientalista e di soggetti storico-religiosi. Dipinse le sue opere con uno stile realista mediato da atmosfere tardo romantiche. Inoltre è considerato dai critici un virtuoso del colore. Infatti seppe riprodurre con grande attenzione il colore della realtà. In alcuni casi inoltre utilizzò colori accesi e brillanti anche in dipinti religiosi che tradizionalmente richiedevano un cromatismo più moderato.

La tecnica

I Vespri Siciliani di Domenico Morelli è un dipinto realizzato con colori ad olio su una tela di 264 x 185 cm.

Il colore e l’illuminazione

Il dipinto di Domenico Morelli presenta colori scuri che caratterizzano drammaticamente la scena. Lo sfondo infatti è quasi in controluce e le figure si distinguono appena tra le ombre e i fumi della rivolta. A destra in alto compare un brandello di cielo azzurro. In primo piano invece le ragazze sono colorate con tinte brillanti che emergono decisamente contro lo sfondo grigio e scuro. Il rosso del cappello della ragazza e del grembiule di quella nascosta sono i colori più evidenti. Invece il giallo oro della veste assume una importante visibilità grazie al chiaroscuro che impreziosisce il panneggio delle pieghe. Infine l’ocra e il marrone della scala occupa gran parte del primo piano.

Lo spazio

La scena di grande effetto teatrale si risolve nel primo piano che assume una forte impressione tridimensionale grazie alla prospettiva della scala. Il tumulto popolare invece è limitato ai personaggi collocati su un medesimo piano di fondo privo di consistenza spaziale. Solo la figura della giovane coperta parzialmente dallo spigolo crea un secondo piano che collega le due parti dell’opera.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto è di forma rettangolare con sviluppo verticale. Il bordo superiore è poi rappresentato da un arco appena accennato. Nella parte inferiore e centrale del dipinto la composizione è condizionata dalle tre figure delle giovani che procedono erette. Si creano quindi tre verticali che salgono lungo la massa visiva dei corpi. Anche la massiccia parete di destra contribuisce notevolmente all’equilibrio della composizione. Infine sul fondo il popolo e i soldati si collocano su una grande e sinuosa onda che dopo una flessione in basso sale verso destra. Sembra poi continuare in primo piano lungo la scala circolare passando attraverso la figura della giovane in secondo piano. Con questo espediente compositivo Morelli ha creato un movimento scenico che dal fondo si porta in primo piano e rende la scena dinamica.

Approfondimento. W V.E.R.D.I.

di Anna Maria Nosotti

Tutti sappiamo che la scritta W V.E.R.D.I., apparsa sui muri della Milano della prima metà dell’800, non rappresentava solo un omaggio al cigno di Busseto. Questa implicava anche un sottinteso politico, di cui i patrioti del tempo si servivano per auspicare la salita al trono di Vittorio Emanuele Re D’Italia, in un paese finalmente libero e unito. Il compositore italiano Giuseppe Verdi ne era perfettamente a conoscenza, anzi ne andava fiero, anche perché molte delle sue opere (prima fra tutte il ” Nabucco”) alludevano ad un desiderio di cacciata dall’Italia dello straniero e ad un anelito di libertà.

Anche l’opera lirica “I vespri siciliani” (1855) rientrava in questa fase patriottica della produzione verdiana. Infatti all’inizio fu bloccata dalla censura: anche se ambientata a Palermo nel 1282, era chiaro che la ribellione dei Siciliani del tempo contro gli Angioini rappresentava un chiaro riferimento simbolico alle lotte contemporanee e alle guerre di indipendenza anti austriache. Anche la pittura romantica amò ritrarre questo momento della vita siciliana: ne sono testimonianza quest’opera di Morelli e ben tre dipinti di Francesco Hayez, il più famoso conservato a Roma, presso la Galleria Nazionale d’arte Moderna. Ancora una volta, la storia e le arti hanno saputo dialogare tra di loro.

Consulta anche le pagine: Arte e teatro, Arte e femme fatale, Arte e eros, Arte e amore, Arte e letteratura, Le streghe nell’arte, Arte e bellezza femminile, La Bibbia nell’arte

Vai alla Sezione: Arte e cultura, Temi letterari

Leggi gli altri contributi di Anna Maria Nosotti: Arte e femme fatale, Arte e teatro, La Divina Commedia nell’arte, Ritratti di Dante Alighieri, Il diavolo nell’arte

Articolo correlato

Il Bacio di Francesco Hayez

© ADO – analisidellopera.it – Tutti i diritti riservati. Approfondisci

Bibliografia

  • Antonio Aprelino, Domenico Morelli. Salve Regina!, Rubbettino, 2009, EAN: 9788849825701
  • R. Camerlingo (a cura di), Il fondo Domenico Morelli. Catalogo delle opere su carta, R. Camerlingo, Storia e Letteratura, Sussidi eruditi, 2010, EAN: 9788863721003

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 29 ottobre 2021.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Domenico Morelli intitolate:

Leggi La vita e tutte le opere di Domenico Morelli

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Domenico Morelli, I Vespri siciliani, sul sito del Museo Nazionale di Capodimonte di Napoli.

Grazie per aver consultato ADO

ADO content