Natura morta marina con scampi di Filippo De Pisis

A Parigi, dal 1925, Filippo de Pisis iniziò la sua ricerca sul colore. Natura morta marina con scampi rivela ancora influenze metafisiche ma già la presenza delle brevi pennellate veloci che rappresentano una delle cifre stilistiche dell’artista.

Filippo De Pisis, Natura morta marina con scampi, 1926, olio su carta, cm 52 x 68. Milano, Pinacoteca di Brera

Descrizione. Gli scampi francesi ancora metafisici

Sopra a due pannelli, appoggiati sulla sabbia di una spiaggia, vi sono tre scampi e tre valve di conchiglia. Una chiocciola si trova più in basso, fuori dai pannelli. Sullo sfondo, lontano si vedono le onde che si infrangono sulla battigia. L’oceano è una sottile striscia che confina con il cielo all’orizzonte sul quale corrono alcune nubi sottili. A destra, sul bagnasciuga, una piccola figura umana, in piedi, proietta una inquietante ombra verso destra, contraria a quelle della natura morta.

Lo stile della Natura morta marina con scampi di Filippo de Pisis

Nella Natura morta marina con scampi realizzata appena giunto a Parigi, si colgono ancora influenze metafisiche. Gli oggetti sono disposti sulle tavole in modo isolato e sembrano, quasi, smarriti, nella loro solitudine. La ricerca tecnica e cromatica, degli anni parigini, si evidenzia nell’adozione di una tecnica che viene definita stenografica. De Pisis utilizza rapide pennellate che vengono accostate e sovrapposte su fondi grezzi e chiari. I colori della Natura morta marina con scampi sono molto chiari. I due pannelli sono in contrasto di complementari e molto luminosi, uno azzurro e uno giallo arancio. Le conchiglie bianche e il cielo quasi ceruleo. Anche la sabbia è di un ocra molto sbiadito.

La luce proviene da destra e crea forti ombre che rivelano la posizione del sole ancora alta. Lo spazio è strutturato dai due importanti rettangoli dei pannelli sui quali l’artista ha disposto gli oggetti marini. La composizione è resa dinamica dalla disposizione obliqua dei due pannelli. Quello in primo piano è posizionato nell’angolo destro in basso e termina in coincidenza della diagonale del secondo pannello che occupa quasi tutto il dipinto. Sullo sfondo corre la linea dell’orizzonte molto in alto, verso il bordo superiore per piano pittorico.

Approfondimenti

Le influenze metafisiche nei primi dipinti di Filippo de Pisis provengono dall’incontro con Giorgio de Chirico e dal fratello Alberto Savinio, nel 1915, durante il servizio militare. Del 1917 è l’incontro con Carlo Carrà. Le idee assorbite dai giovani artisti verranno metabolizzate nelle sue nature morte insieme a suggestioni provenienti dall’ambiente romano dove si avvicinò al gruppo di Valori Plastici. Del periodo sono Natura morta con le uova e I pesci sacri. Il ritorno all’ordine di Filippo de Pisis, da intendersi come ritorno al realismo, è di tipo naturalista e rappresentato dalla copia dal vero.

La prima parte della sua carriera artistica si articola con la sua attività di scrittore e poeta. Si trasferì, poi, a Parigi nel 1925 alla ricerca di nuovi stimoli. Nelle sue opere si colgono anche accenni a contenuti esoterici, interesse coltivato insieme all’amico Julius Evola. De Pisis rimase a Parigi per quattordici anni dove conobbe Edouard Manet, Camille Corot e alcuni artisti francesi protagonisti della rivoluzione impressionista e Fauves. In questi anni oltre a nature morte dipinse nudi maschili e vedute urbane.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Filippo De Pisis, Natura morta marina con scampi, sul sito della Pinacoteca di Brera di Milano.