Autoritratto di Vincent van Gogh

L’Autoritratto di Vincent van Gogh conservato presso il musée d’Orsay di Parigi è considerato dagli storici dell’arte il migliore realizzato dal pittore.

Vincent van Gogh, Autoritratto, 1889, olio su tela, 65,0 x 54,2 cm. Parigi, museé d’Orsay

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Indice

Descrizione dell’Autoritratto di Vincent van Gogh

Vincent van Gogh si ritrae rivolto verso sinistra con il viso di tre quarti e lo sguardo puntati in avanti. Il pittore indossa una giacca di colore chiaro, azzurrino, una camicia priva di colletto e un panciotto. I capelli, pettinati verso la nuca, sono leggermente scomposti e rossicci come la barba. I lineamenti del viso sono duri, le guancie scavate come lo sguardo, lo sfondo è indefinito, animato da pennellate evidenti e serpeggianti che creano piccoli vortici.

Interpretazioni e simbologia dell’Autoritratto di Vincent van Gogh

Portrait de l’artiste è il titolo originale in lingua francese del dipinto di Vincent Van Gogh che in italiano è tradotto come Autoritratto di Vincent Van Gogh. Vincent van Gogh è noto per aver realizzatto un gran numero di autoritratti che rivelano la sua ossessione per la sua immagine. I curatori del museé d’Orsay di Parigi ricordano che il pittore realizzò oltre quarantatrè autoritratti sotto forma di disegni e dipinti nell’arco di circa 10 anni di lavoro. Van Gogh non mostrò interesse a celebrare il proprio personaggio ma dipinse la sua immagine riflessa allo specchio in modo obiettivo e con grande realismo. Secondo i curatori del museé d’Orsay e di molti storici, questo autoritratto è uno dei migliori e il più iconico.

Da una lettera alla sorella si apprende che Vincent cercava nel proprio riflesso una verità psicologica che non si ottiene con lo scatto fotografico: “Cerco una rassomiglianza più profonda di quella che raggiunge il fotografo“. Gli autoritratti del pittore sono quindi da considerarsi come un atto di autoconsapevolezza che spesso provocarono delle crisi emotive a Van Gogh. In una lettera al fratello scrisse: “Si dice, ed io ne sono fermamente convinto, che sia molto difficile conoscere se stessi. Tuttavia, non è di certo più semplice fare il proprio ritratto. I ritratti dipinti da Rembrandt, hanno qualche cosa in più del vero, contengono una rivelazione“. In questo passaggio si coglie l’attenzione di Van Gogh verso i grandi artisti del passato con i quali si confrontava come Rembrandt e Goya.

L’Autoritratto risale al periodo di cura che Van Gogh passò presso la clinica di Saint-Rémy-de-Provence, e Vincent lo realizzò per documentare il miglioramento raggiunto. Un passo della lettera al fratello Théo rivela l’intenzione del pittore: “Noterai come l’espressione del mio viso sia più calma, sebbene a me pare che lo sguardo sia più instabile di prima“. Si coglie nel commento di van Gogh come la sua autorappresentazione rappresenti un’attenta indagine del proprio stato. Quello che colpisce l’osservatore è infatti lo sguardo allucinato del protagonista che documenta un peggioramento nel suo stato psicologico.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Questo Autoritratto di Vincent van Gogh si trova a Parigi, custodito presso il museé d’Orsay con numero d’inventario RF 1949 17. Il dottor Paul Gachet, di Auvers-sur-Oise, ottenne questo Autoritratto di Vincent van Gogh in cambio delle cure mediche prestate all’artista. Paul et Marguerite Gachet, figli del dottor Gachet ereditarono l’opera e la conservarono fino al 1949 anno in cui la donarono allo Stato francese. Le autorità destinarono l’autoritratto al musée du Jeu de Paume (comité del 28/04/1949, arrêté del 05/05/1949). Quindi una volta preso in consegna lo assegnarono alle Collezioni del musée du Louvre di Parigi e alla galerie du Jeu de Paume, fino al 1986 quando passò al Musée d’Orsay di Parigi.

L’artista e la società. La storia dell’Autoritratto di Vincent van Gogh

Vincent van Gogh dipinse questo Autoritratto nel 1889 intorno all’età di 36 anni. Il pittore nacque a Groot Zundert, nei Paesi Bassi, nel 1853 e morì a Auvers-sur-Oise, in Val-d’Oise nel 1890. Vincent dipinse l’Autoritratto nel settembre 1889 durante il periodo di ricovero presso il manicomio di Saint-Rémy-de-Provence conseguente ad una profonda crisi psichiatrica. Infatti van Gogh cadde in uno stato di profonda prostazione emotiva che durò circa due mesi che lo portò a tentare il suicidio attraverso l’ingestione di colori sintetici.

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Lo stile dell’Autoritratto di Vincent van Gogh

La pittura di Vincent Van Gogh è definita post-impressionista in quanto recupera la forma definita dopo la sperimentazione dell’Impressionismo. In seguito al suo arrivo a Parigi, Van Gogh si avvicinò alla pittura neoimpressionista e in pochi anni elaborò il suo stile fortemente espressivo. Come si può osservare nell’Autoritratto dipinto durante il periodo di degenza in manicomio, brevi pennellate materiche, ma decise e separate, modellano le forme del viso.

Creano poi le ciocche di capelli e della barba. Invece, pennellate più lunghe e filiformi serpeggiano sulla giacca e ne creano i volumi. Infine, altre più evidenti creano spirali sullo sfondo come era solito fare nei cieli dei paesaggi dello stesso periodo. La figura del pittore è rafforzata da una linea di contorno di colore più scuro. Van Gogh ha dettagliato maggiormente i particolari fisionomici, il viso, i capelli che sono, inoltre, evidenziati da colori caldi.

La tecnica dell’Autoritratto di Vincent van Gogh

L’Autoritratto di Vincent van Gogh custodito presso il musée d’Orsay di Parigi è realizzato con impasto di colori ad olio applicato su tela. L’opera misura 65,0 centimetri di altezza e 54,2 cm di larghezza.

Il colore e l’illuminazione

L’Autoritratto di Vincent van Gogh è caratterizzato dal turchese con sfumature di verde chiaro che si trovano nell’abito del pittore, nel fondo e nelle ombre del viso e tra i capelli. Inoltre è evidente il contrasto molto forte tra colori caldi del volto e il resto del dipinto dai toni azzurri e freddi. Questo contrasto separa nettamente il viso di van Gogh dal resto dell’opera ed è sottolineato anche da quello tra complementari che si determina tra l’azzurro del fondo e l’arancio di capelli e barba. Le ombre della giacca sono marcate con pennellate di blu che contribuiscono a segnare i contorni della figura. La luce proviene da destra e dall’alto come si può vedere dal punto di luce sulla fronte dell’artista. Nell’insieme, però, il chiaroscuro è sostituito da cobtrasti tumbrici di colori brillanti.

Lo spazio

Nell’Autoritratto Vincent van Gogh rappresenta il proprio busto dipinto contro uno sfondo indefinito. La spazio si può quindi descrivere come una semplice articolazione tra figura e sfondo poiché l’immagine del pittore non è affiancata da altre figure. Inoltre la posa assunta e il punto di vista rivelano la copia dal riflesso allo specchio.

La composizione e l’inquadratura

L’Autoritratto di Vincent van Gogh è un dipinto di forma rettangolare e presenta un’inquadratura verticale utilizzata tradizionalmente per la realizzazione di ritratti. La figura rivolta a sinistra del pittore crea una piramide compositiva che mette in evidenza il suo viso anche grazie al contrasto cromatico che questo genera con il resto del dipinto. Van Gogh ha lasciato una maggiore porzione di sfondo a sinistra, di fronte al busto, al fine di creare maggiore spazio per valorizzare la sua figura rivolta su quel lato.

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Bibliografia

  • Ronald de Leeuw, Van Gogh, in Art dossier, nº 22, Giunti, 1998, ISBN 88-09-76052-2.
  • Enrica Crispino, Van Gogh, Giunti, 2010, ISBN 978-88-09-05063-1
  • Giordano Bruno Guerri, Follia? Vita di Vincent van Gogh, 23 marzo 2011, Bompiani, Collana: I grandi tascabili, EAN: 9788845266928
  • Vincent Van Gogh, Lettere a Theo, Traduttore: M. Donvito B. Casavecchia, Curatore: M. Cescon, 25 agosto 2016, VII edizione, Guanda, Collana: Tascabili Guanda. Narrativa, EAN: 9788823516908
  • I miei quadri raccontati da me di Vincent Van Gogh, a cura di Piergiorgio Dragone, 20 settembre 2017, Donzelli, Collana: Mele, EAN: 9788868436728
  • Rainer Metzger, Ingo F. Walther, Van Gogh. Tutti i dipinti, 5 luglio 2018, Taschen, Collana: Bibliotheca Universalis, EAN: 9783836559591

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 15 giugno 2023.

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