Violinista alla finestra di Henri Matisse

Violinista alla finestra di Henri Matisse è un dipinto realizzato in seguito al trasferimento dell’artista a Nizza, nel Sud della Francia.

Henri Matisse, Violinista alla finestra, primavera del 1918, olio su tela, 150 x 98 x 3 cm. Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou, Parigi.

Indice

Descrizione di Violinista alla finestra di Henri Matisse

Matisse ha dipinto un uomo che suona il violino rivolto verso il paesaggio che si intravede oltre una finestra. Il volto del protagonista è privo di dettagli e non mostra alcuna fisionomia. Il violinista mentre suona osserva il paesaggio che si apre oltre la finestra. L’ovale della sua testa si sovrappone all’incrocio degli infissi. Oltre la cornice della finestra si intravede la balaustra di un balcone e quindi il cielo marrone, ingombro di nubi e il mare in basso.

Interpretazioni e simbologia di Violinista alla finestra di Henri Matisse

Il protagonista dell’opera di Matisse si trova all’interno di un appartamento di Nizza, una località sul mare della Francia del sud. La stanza nella quale suona l’uomo potrebbe essere quella di una pensione estiva poiché Nizza era già conosciuta come una città balneare. L’artista ambientò spesso le sue composizioni all’interno di questi spazi che evocano atmosfere un po’ malinconiche e anonime per via della mancanza di arredi personali.

Questo dipinto di Matisse è uno dei pochi che ritrae una figura maschile infatti i soggetti preferiti di Matisse furono le figure femminili.

Una possibile interpretazione di questo dipinto e quella che si tratti di una riflessione sulla pittura. Si potrebbe chiamare quindi meta-rappresentazione. Cioè il dipinto raffigura un’altra immagine al suo interno. Partendo dal presupposto che il violinista sta osservando il paesaggio attraverso una finestra, si può interpretare l’infisso della finestra come una cornice che ritagli il paesaggio e lo propone come un quadro nel quadro. La finestra inoltre separa simbolicamente il violinista dal mondo esterno.

Henri Matisse si descrisse spesso come un pesce rosso che osserva il mondo dall’interno della sua boccia di vetro. Il violinista che suona chiuso nella sua stanza sembra assecondare questa volontà. L’uomo, forse Matisse, suona protetto nel suo appartamento mentre l’Europa sprofonda nella guerra. La musica, e l’arte, diventano un rifugio contro il dramma del conflitto globale. Matisse fu un artista amante del lusso e della raffinatezza ma molto riservato. Inoltre amava la bellezza femminile che rappresentò spesso nelle suo opere. L’artista, però non amava molto parlare di sé e si espresse esclusivamente dipingendo un gran numero di lavori.

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Violinista alla finestra di Henri Matisse si trova al Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou, di Parigi. Il Museo acquisì l’opera nel 1975.

L’artista e la società. La storia dell’opera Violinista alla finestra di Henri Matisse

Henri Matisse dipinse l’opera dal titolo Violinista alla finestra nella primavera del 1918, all’età di 49 anni. L’artista considerò Il violinista alla finestra un dipinto anomalo rispetto alla sua solita produzione. Infatti l’artista non espose mai il dipinto e lo tenne per sé permettendo solo a pochi amici di vederlo.

Giunto a Nizza a fine 1917, Matisse, ormai intorno ai 50 anni, incontrò un tempo piovoso e cadde in uno stato d’animo instabile. L’artista era al tempo già molto noto e considerato un maestro contemporaneo. Matisse aveva conquistato una certa ricchezza, conduceva una vita serena e possedeva un grande studio a Parigi. A Nizza il pittore prese alloggio in una semplice stanza d’albergo che si trovava accanto all’Hôtel Beau-Rivage, al n° 105 du quai du Midi, oggi quai des Etats-Unis. Matisse dipinse, inizialmente opere all’apparenza modeste come La mia stanza al Beau-Rivage  che si trova al Philadelphia Museum of Art e Interior a Nizza in una collezione privata. Come scrisse in alcune lettere, Matisse, nonostante la pioggia, lavorò con grande impegno alla presenza dei figli Marguerite e Pierre, anche se preferiva lavorare in solitudine.

Il 1917, un anno decisivo per Matisse

Il 1917 fu un anno determinante per l’evoluzione della pittura di Matisse. Infatti l’artista affrontò un periodo di ricerca e mutò i ritmi della propria vita. Secondo i curatori del Museo d’Arte Moderna del Beaubourg di Parigi questa ricerca iniziò con il dipinto intitolato La lezione di musica dipinto nel maggio del 1917 e conservato presso la The Barnes Foundation. Quest’opera è considerata la controparte de La lezione di piano che si trova invece al The Museum of Modern Art, New York e risale al 1916. In questo dipinto prevale una visione realistica della scena, la linea di contorno e il colore sono fluidi e l’atmosfera suggerisce un clima di serenità. Ne La lezione di piano, invece, è presente un rigore geometrico nuovo che si avvicina alle sperimentazioni cubiste passando attraverso le opere di Cézanne.

Matisse a maggio del 1917 visitò  Monet insieme a Marquet. Invece a fine dicembre 1917 fu a Cagnes dove strinse amicizia con Renoir. A ottobre Matisse decise di lasciare Parigi per stabilirsi nel sud della Francia. Inizialmente sostò a Marsiglia dove trovò un clima avverso. L’artista si spostò quindi a Nizza dove giunse verso il 20 dicembre 1917 e prese alloggio  all’hotel Beau-Rivage al civico 107 del  quai des Etats-Unis. Matisse abitò a Nizza fino al giugno 1918 tornando ogni anno dall’autunno alla primavera.

Il trasferimento al sud della Francia

Matisse si affermò come un maestro dell’Avanguardia artistica e attirò l’interesse di ricchi collezionisti. Grazie ai guadagni ottenuti anche dalla vendita delle opere Matisse viaggiò in Italia, Marocco e Russia dove assimilò le esperienze dell’arte bizantina e dell’Islam. I suoi dipinti si arricchirono così di luce e colore. A Parigi negli stessi anni si affermò anche il Cubismo di Pablo Picasso che con il suo linguaggio destrutturante si oppose alla pittura di Matisse. L’artista decise così di trasferirsi e nell’inverno del 1917 andò a vivere nel Sud della Francia dove la natura e i paesaggi offrivano ispirazioni più adeguate alla sua pittura dai colori solari. Nell’inverno del 1918 Matisse prese infine la decisione di trasferirsi definitivamente, conquistato dalla luce del Mediterraneo.

Giunto nel solare meridione della Francia, Matisse sperimentò una pittura nuova. Il maestro si dedicò così alla riproduzione di interni con figure femminili. Gli arredi di queste opere sono ravvivati da colori e tappeti sgargianti. Alcuni critici dell’epoca non apprezzarono queste opere che condannarono come borghesi e convenzionali. Il pubblico però le apprezzò molto e contribuirono a diffondere la fama dell’artista insieme alla serie della Danza e alle guaches découpées.

Un grande esperto dell’uso del colore

Henri Matisse è considerato dagli storici dell’arte uno dei massimi esperti dell’uso del colore. Questa capacità si evidenzia soprattutto nel ciclo delle odalische e negli affreschi che l’artista contribuì a riscoprire. Nonostante questo la critica apprezza invece, in particolare, proprio il Violinista alla finestra per il suo contenuto concettuale.

Matisse proveniva dalla borghesia di provincia e decise avanti negli anni di voler intraprendere la carriera artistica. Così iniziò a frequentare diversi atelier di artisti e corsi di Accademie di Belle Arti. L’artista partecipò quindi al Salon des Indépendents del 1906, ottenendo un grande successo.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile di Violinista alla finestra di Henri Matisse

Gli esperti dell’opera di Matisse tengono in grande considerazione il Violinista alla finestra. Per capire il valore dell’opera occorre considerare il contenuto dell’immagine e la sua composizione. Matisse è universalmente conosciuto come un maestro nell’uso del colore ma in questo dipinto la componente cromatica è secondaria. Infatti il valore del dipinto è rappresentato dal suo contenuto teorico rappresentato dalla scena a prima vista spartana e insignificante. Un uomo qualunque suona un violino affacciato a una finestra aperta sul paesaggio.

Durante gli anni della Prima Guerra Mondiale, Henri Matisse si avvicinò al linguaggio cubista. Le forme tracciate sulla tela infatti assumono un aspetto geometrico e i colori diventano grigi e terrosi. Nella figura del violinista, sono presenti pesanti linee nere che ne segnano il contorno. Il corpo è composto da forme geometriche, più o meno regolari, e le gambe sono disposte secondo i bordi di un rettangolo. Anche i colori hanno perso la luminosità di quelli Fauves. Il cielo è infatti marrone, come il pavimento della stanza. All’esterno il paesaggio è costruito con le semplici forme delle nuvole e le colonnine della balaustra diventano piccole aste chiare.

La tecnica de Violinista alla finestra di Henri Matisse

Violinista alla finestra è un olio su tela di 150 centimetri di altezza e 98 cm di larghezza.

Il colore e l’illuminazione

I colori, seppur ingrigiti, permettono all’immagine di ottenere una certa luminosità grazie alle zone nere che creano una cornice scura.

Lo spazio

L’uomo suona il violino con le spalle rivolte all’osservatore. Questo particolare espediente permette a Matisse di suggerire che l’osservatore si trovi nella stessa stanza del violinista. In questo modo chi osserva il dipinto, istintivamente, condivide lo spazio con il musicista e quindi partecipa intimamente della sua presenza.

La composizione e l’inquadratura

L’inquadratura del dipinto è piuttosto tradizionale con il soggetto in piedi, al centro contro il panorama spoglio che si intravede oltre la finestra. La composizione ordinata, a fasce parallele, e l’uso del colore nero rimandano alle opere del 1916. I colori grigi argento, azzurri, rosa lilla sono già presenti in alcune sue sperimentazioni del 1917. La tristezza che trasmette il dipinto viene evocata dagli infissi della finestra che sembrano la cornice di una tela capovolta. Le aste della finestra si incrociano nel punto esatto dove dovrebbero trovarsi gli occhi dell’osservatore. Questa prospettiva distoglie l’attenzione dallo sguardo del suonatore che esprime così solitudine, angoscia e auto-reclusione.

Approfondimento. Henri Matisse e il violino

Henri Matisse amava molto il violino e sapeva suonare bene. A Nizza infatti continuò ad esercitarsi in solitudine per migliorare la sua esecuzione. Il pittore costrinse anche il figlio adolescente Pierre a studiare lo strumento e lo ritrasse nel dipinto intitolato Lezione di piano. In precedenza Matisse dipinse la figura di un violinista anche in altre opere. Nel dipinto Violinista alla finestra, Matisse potrebbe aver così ritratto il figlio Pierre che giunse in visita a Nizza nel 1918. Secondo un’altra ipotesi, il protagonista della scena dipinta è invece l’artista stesso e si tratterebbe quindi di un autoritratto.

Violinista alla finestra testimonia così la grande passione che Matisse nutriva nei confronti dello strumento. Inoltre, il pittore era preoccupato a causa della possibilità di perdere la vista e pensava di poter diventare musicista. Questa passione però mise in difficoltà l’artista che nel 1920 rinunciò all’ora di studio quotidiano della musica che gli procurava una grande stanchezza. Per compensare questa perdita Matisse chiese al figlio Pierre di imparare lo strumento ma non incontrò il favore del ragazzo. Il protagonista del dipinto rappresenta quindi l’artista e il figlio uniti nello studio dello strumento. L’opera diventa così un autoritratto simbolico.

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Bibliografia

  • Giuliano Serafini, Matisse e il Mediterraneo, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 2012, EAN: 9788809764774

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 1 aprile 2022.

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Henri Matisse, Violinista alla finestra, sul sito del Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou di Parigi.

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