Armonia in rosso di Henri Matisse

Armonia in rosso di Henri Matisse riproduce uno spazio emotivo ed individuale azzerando le convenzioni della rappresentazione figurativa.

Henri Matisse, Armonia in rosso, 1908, olio su tela, cm 180 X 220. San Pietroburgo, Hermitage

Descrizione de Armonia in rosso di Henri Matisse

Nel dipinto una domestica sistema della frutta all’interno di un’alzata posta su un grande tavolo. A sinistra è dipinta una sedia impagliata di fronte ad un grande quadro che riproduce un paesaggio dalla composizione essenziale. In primo piano compare un cespuglio. Fa da sfondo poi un prato costellato di fiori viola e gialli. Emergono inoltre alberi esili con una fioritura bianca. L’orizzonte è molto alto e separa il poco cielo blu. In alto, quasi in prossimità dell’angolo sinistro una casetta rosa completa il paesaggio.

Interpretazione e simbologia di Armonia in rosso di Henri Matisse

Armonia in rosso è, appunto, il titolo che identifica il dipinto armonizzato, come una composizione musicale, intorno al colore rosso.

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La storia di Armonia in rosso di Henri Matisse

Henri Matisse nacque nel 1869 e morì nel 1954. Dipinse quindi Armonia in rosso intorno all’età di 39 anni nel 1908.

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Lo stile di Armonia in rosso di Henri Matisse

L’osservatore non ha alcun centro focale sul quale poggiare lo sguardo. Non si individuano chiaramente i piani orizzontali e i piani verticali. Il tavolo, dovrebbe creare un piano orizzontale, obliquo, secondo la prospettiva geometrica. Invece si confonde con il fondo della parete e sembra diventare una carta da parati unica. Anche la donna che sistema la fruttiera sembra essere una decorazione ritagliata dal fondo. Le figure sono costruite con una debole linea nera di contorno e con il contrasto cromatico. Sono quindi delle sagome colorate che emergono attraverso il contrasto di luminosità. Ad esempio i limoni gialli contro il rosso brillante della tovaglia. Armonia in rosso di Henri Matisse è un dipinto costruito con larghe campiture di colore.

Le belve

Henri Matisse è considerato un importante esponente della pittura Fauves. Nel 1905 fu durante un’esposizione al salone di Parigi che le opere di questi giovani artisti sconcertarono il pubblico. Suscitarono anche il disprezzo di un critico d’arte che definì “belve” i loro dipinti. A disturbare gli esperti e il pubblico fu il timbro cromatico adottato. Il colore era steso in modo piatto. La gamma cromatica inoltre troppo accesa e non realistica, non rispondente quindi al colore degli oggetti rappresentati. L’espressionismo dei Fauves risulta però più sereno di quello degli artisti del nord Europa. Entrambe, comunque, fanno riferimento alla ricerca poetica di Edvard Munch.

Il colore soggettivo

Anche la tridimensionalità è assente e così molte delle convenzioni che erano soliti utilizzare gli artisti per rappresentare la realtà. In effetti, il punto cruciale fu proprio questo. I Fauves non volevano descrivere la realtà in modo obiettivo. L’intento era piuttosto quello di descrivere la realtà in modo soggettivo. Era la percezione dell’artista filtrata dallo stato d’animo a guidare la loro mano. I soggetti scelti erano quelli solitamente utilizzati dagli impressionisti. Le scene di vita quotidiana, i ritratti, i paesaggi erano però snaturati dal colore inconsueto. Forme e spazio seguivano quindi la bizzarria emotiva dell’artista.

Il colore e la luce

Nell’opera prevale il colore rosso che accostato agli altri colori puri giallo e blu, brilla e spicca sulla superficie del quadro. L’unico colore secondario che compare è il verde che rappresenta una porzione di paesaggio del piccolo dipinto. Il contrasto tra complementari è quindi riservato al dipinto che assume una maggiore profondità proprio grazie alle tonalità secondarie. Una delle cornici del dipinto, quella verticale è color arancione, complementare dell’azzurro. Altro importante contrasto di complementari è dato dal rosso della parete contro il verde del paesaggio. Armonia in rosso non presenta alcun chiaroscuro necessario per creare ombre volumetriche. La luce, Infatti, sembra non esistere in questo dipinto che è strutturato con campiture piatte.

Lo spazio

La profondità è quasi assente e viene suggerita solamente dalla sedia impagliata, ritratta parzialmente sulla sinistra nell’angolo In basso. Anche la cornice del dipinto seppur in modo ingannevole, sembra creare un angolo tridimensionale. Infatti si trova in parallelo con la linea obliqua della sedia. Ecco che, quindi, si forma un inganno ottico e la cornice del dipinto si confonde con l’angolo dello strombo di una finestra. Nel complesso, Armonia in rosso, è però, un dipinto bidimensionale.

La composizione e l’inquadratura

Nella composizione prevalgono linee orizzontali come quella molto debole, del tavolo che corre poco sotto la metà del quadro. Emergono, nella quasi totalità del dipinto gli arabeschi azzurri, molto decorativi. Le stesse linee curve e fluenti si ritrovano poi nei tronchi esili del paesaggio di sinistra.

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Bibliografia

  • Giuliano Serafini, Matisse e il Mediterraneo, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 2012, EAN: 9788809764774

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 3 febbraio 2020.

Opere pubblicate

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Henri Matisse, Armonia in rosso, sul sito dello State Hermitage Museum di San Pietroburgo.

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