Venere di Urbino di Tiziano Vecellio

Nel dipinto la Venere di Urbino, Tiziano Vecellio, crea una immagine perfettamente equilibrata e con un impianto compositivo che non toglie nulla alla naturalezza della figura.

Tiziano Vecellio, Venere di Urbino, 1538, olio su tela, cm 119 X 165. Firenze, Galleria degli Uffizi

Descrizione de La Venere di Urbino di Tiziano

Si tratta anche dell’opera più importante di un nudo femminile in ambito artistico. Nella storia fu modello per altri artisti come Édouard Manet che lo riprese nel suo dipinto Olympia. La donna, nuda, in primo piano è distesa e dipinta con un attenzione estremamente realistica. Occupa interamente la porzione inferiore del dipinto. Il suo corpo disteso, infatti, si estende dal margine sinistro, che quasi tocca con il gomito, al margine destro che incontra con la gamba sinistra completamente distesa. La Venere è adagiata sopra un letto di materassi rosso porpora. Al di sopra è disposto un lenzuolo panneggiato con pieghe morbide e eleganti.

Interpretazione de La venere di Urbino

La Venere nella mano destra un mazzo di fiori che tiene rivolto verso di sé. Con la mano sinistra si copre delicatamente il pube. La donna si adagia su due cuscini disposti a sinistra e allunga il suo corpo verso destra dove si trova un cagnolino che dorme. Lo stesso animale è presente in altre Veneri dell’epoca. Si trova anche nella Venere con amorino e cagnolino, esposta agli Uffizi di Firenze. Fu prodotta, probabilmente, all’interno della bottega di Tiziano.

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Il colore

Il corpo della Venere è armonizzato con quello del lenzuolo che l’accoglie. Il rosso porpora dei materassi viene richiamato dalla veste dell’ancella. Il resto del dipinto è interessato da colori tendenti al grigio e bruni. Si fanno più freddi e grigi in prossimità del loggiato e del paesaggio all’esterno. Tiziano, insieme a Giorgione, fu un esponente del tonalismo veneto. Fu così definito per via dell’uso esclusivo della pittura tonale nella costruzione dell’immagine.

Questo sfondo fa da cornice al busto della Venere che spicca nettamente per contrasto di chiarezza. La parte superiore destra, invece, è occupata da una scena domestica. Un’ancella cerca delle vesti all’interno di una cassapanca assistita da una giovane donna. In alto, al centro, oltre un loggiato con al centro una colonna, si intravede un paesaggio. La luce del sole è appena visibile traspare verso l’orizzonte. Controluce si stagliano un vaso, con una pianta dalla forma circolare e un albero in lontananza.

Lo spazio

Lo spazio è suggerito dalla sovrapposizione dei piani, la Venere, la cortina, la scena di fondo e il paesaggio che traspare in lontananza. Lo spazio geometrico è rappresentato dalla scansione di questi piani. Solo sulla destra si possono cogliere delle linee di fuga segnate dalla linea del pavimento e da quella dell’arazzo appeso al muro.

La composizione e l’inquadratura

La composizione della Venere di Urbino è particolarmente articolata. Il primo piano è occupato dalla linea obliqua che corre lungo il corpo della Venere. Il secondo piano è diviso verticalmente dalla cortina che separa la scena sul fondo. Vi sono quindi più centri psicologici di interesse. In ogni caso, il corpo e lo sguardo della Venere di Urbino catturano esclusivamente l’attenzione dell’osservatore.

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Bibliografia

  • Augusto Gentili, Tiziano, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 2016; 2017 EAN: 9788809994263

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 2 marzo 2020.

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