Lo specchio della vita di Giuseppe Pellizza da Volpedo

Con attenzione alle teorie ottiche sul colore Giuseppe Pellizza da Volpedo dipinge Lo specchio della vita. La citazione di un verso dantesco suggerisce una lettura simbolista dell’opera.

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Lo specchio della vita (E ciò che l’una fa, e le altre fanno), 1895-1898, olio su tela, cm 132×288. Torino, Galleria d’Arte Moderna

Descrizione. La fila di pecore metafora di una condizione esistenziale

Una fila ordinata di pecore procede verso sinistra sull’argine del Curone, un breve torrente alessandrino. Il torrente che percorre 8 chilometri prima di affluire nel Molgorella fa da sfondo alla scena. Tra le pecore dal mantello candido spicca una dal mantello scuro. In primo piano poi l’acqua del torrente crea delle anse e si infiltra nel terreno. Oltre gli animali si estende la pianura, intrisa di acqua che crea ristagni in mezzo al verde. Verso sinistra infine si innalza una linea di colline mentre a destra si estende un paesaggio boschivo.

Lo stile del dipinto Lo specchio della vita di Giuseppe Pellizza da Volpedo

Lo specchio della vita è considerata un’opera divisionista. Il divisionismo consiste nel creare i toni necessari al dipinto partendo dall’accostamento di colori puri fondamentali. In Francia Seurat, circa dieci anni prima, aveva realizzato il famoso dipinto Un dimanche après-midi à l’Île de la Grande Jatte con la tecnica del Pointillisme (Puntinismo). Furono diversi gli scritti scientifici che ispirarono la ricerca artistica della separazione dei colori. In Francia inoltre fu il critico Félix Fénéon a battezzare il movimento nato intorno al 1870. In Italia invece gli esponenti più importanti furono Andrea D’Agostino, Gaetano Previati, Giovanni Segantini e Pellizza da Volpedo.

Il dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo Lo specchio della vita si basa su diversi studi dal vero che l’arista realizzò dal 1894. Venne esposta all’Esposizione di Torino del 1898 come esempio di arte contemporanea. Si colgono infatti nel dipinto echi simbolisti e preraffaelliti.

Approfondimenti

La seconda parte del titolo richiama un verso di Dante. La cornice fu una scelta dell’artista. Con il suo minimalismo permette di apprezzare gli effetti luministici della tecnica divisionista.

Il dipinto prima di essere esposto alla Gam di Torino, nel 1930, era di Proprietà nel noto antiquario Pietro Accorsi.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo, Lo specchio della vita (E ciò che l’una fa, e le altre fanno), sul sito della Galleria d’Arte Moderna di Torino.