San Moisè di Filippo De Pisis

De Pisis si confrontò sempre con i colleghi artisti e assorbì influenze che rielaborò creando il suo linguaggio figurativo. Il San Moisè è frutto di esperienze compiute da Soutine dipingendo vedute di architetture veneziane.

Filippo De Pisis, San Moisè, 1930, olio su tela, cm 81 x 67. Milano, Pinacoteca di Brera

Descrizione. Una facciata vibrante di segni

La facciata della chiesa di Venezia, San Moisè riempie l’intera superficie del dipinto. Al centro si individua, chiaramente, il portone di ingresso principale, affiancato dai due laterali, sormontati da un piccolo timpano triangolare. Sull’ingresso principale, sotto un piccolo arco a tutto sesto, si intravede una immagine, ora sostituita da un infisso il legno. Si colgono le colonne decorative e le statue poste sulle facciata. Nello spazio antistante alcuni piccioni sono posati a terra mentre passa, veloce, un religioso.

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Lo stile del dipinto San Moisè di Filippo de Pisis

Filippo de Pisis giunse a Parigi nel 1925 in cerca di nuovi stimoli creativi. In seguito alle esperienze metafisiche, di Ferrara e di Ritorno all’ordine, a Roma, decise di avvicinarsi alla modernità della metropoli francese. Furono molti gli artisti francesi da lui amati, primo fra tutti Eduard Manet, poi, Camille Corot e gli impressionisti. Fu vicino anche all’Espressionismo e ad artisti come Kokoschka e Soutine. San Moisè è la rielaborazione di una delle vedute che Soutine realizzò a Venezia.

Nel linguaggio figurativo dell’artista le facciate degli edifici veneziani sembrano animarsi e muoversi grazie all’utilizzo di pennellate scomposte. Nella facciata di San Moisè i segni pittorici di Filippo de Pisis si rifanno a quelli di Soutine e creano una complessa griglia sulla superficie dipinta. La facciata architettonica sembra coperta da una materia brulicante e viva. Probabilmente, vi è anche il ricordo delle vedute della cattedrale di Rouen di Claude Monet, dipinte con il variare della luce ambientale.

Il tono del dipinto è grigio azzurro, ottenuto, però accostando pennellate di colori complementari che creano una risultante argentata. Lo spazio viene annullato dall’assoluta frontalità della facciata. De Pisis ottiene, poi, un grande effetto di movimento superficiale attraverso l’uso di forti contrasti di luminosità. Questi contrasti creano, inoltre, gli elementi decorativi della facciata e li animano rendendoli mobili e vibranti. Sopravvive, quindi, una piccola fascia di piazza, in basso, sulla quale sono poste figurine umane. La composizione diventa, quasi, una superficie astratta di colore materico

Approfondimenti

Soprattutto l’incontro con Soutine, aiuterà Filippo de Pisis a svincolarsi dalla costruzione dalle solidità che aveva sperimentato con il gruppo di Ritorno all’ordine dipingendo lavori come le Natura morta con uova. Inoltre, prese le distanze da un autore molto amato e considerato un riferimento creativo, Eduard Manet. A Parigi de Pisis sviluppò, così, la dimensione della pittura en plain air ritraendo vedute della città. L’artista rappresentò i simboli della città e aspetti meno usuali come nel dipinto Parigi e la fabbrica. Realizzò anche vedute londinesi in occasione dei suoi brevi soggiorni in Inghilterra.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Filippo De Pisis, San Moisè, sul sito della Pinacoteca di Brera di Milano.