Le due madri di Giovanni Segantini è un dipinto che mette a confronto la maternità dell’animale con quella della giovane donna addormentata.
Giovanni Segantini, Le due madri, 1889, 157 x 280 cm. Milano, Galleria d’Arte Moderna
Indice
Le due madri di Giovanni Segantini è un’opera viva
Dopo aver analizzato migliaia di opere d’arte, ho scoperto che i capolavori esposti nei musei sono malati e tocca a noi appassionati farli tornare a piena vita. La mia missione è diventata quindi quella di trovare un modo attraverso il quale tornare a stabilire una connessione profonda e personale con l’opera. Per questo, prima di leggere l’analisi del famosissimo dipinto di Segantini, ti propongo un breve testo che ti guida nella visione evocativa dell’opera. Dopo aver stabilito un legame con questa tela sarai in grado di leggere la sua analisi tecnica e storica con più strumenti e un’attenzione maggiore. Anche nel caso tu sia uno studente, se stabilisci una connessione emotiva con un’opera che devi approfondire, sarà molto più semplice per te memorizzare l’analisi e la sua storia.
Il tuo viaggio attraverso Le due madri di Giovanni Segantini
Per affrontare la visione evocativa dell’opera devi dimenticarti di ciò che già conosci de Le due madri di Giovanni Segantini. Lascia da parte le date e la teoria, immagina questo avvicinamento all’opera come l’attraversamento di una soglia che ti conduce all’interno di te e crea un legame profondo con l’immagine che hai davanti. Devi far vivere l’opera attraverso la tua osservazione. Varchiamo quindi insieme la soglia dell’opera e attingiamo a una dimensione psicologica e spirituale che già esiste dentro di te.
Non ci fermeremo alla superficie della tela di Giovanni Segantini; scenderemo con lui in quella stalla, per capire perché, davanti a questo dipinto, il tempo sembra fermarsi e il cuore accelerare. Se hai l’abitudine a considerare la storia dell’arte come un elenco di date, committenti e tecniche pittoriche, oggi ti chiedo di dimenticare tutto questo. In queste prime riflessioni sull’opera di Segantini non utilizzeremo il dipinto come un documento, ma come uno specchio. Spesso l’arte viene ‘spiegata’, io preferisco ‘abitarla’.
Cosa ti unisce al dipinto di Segantini
Prima di tutto devi cercare nella scena un particolare che ti suoni familiare. La figura della madre contadina che culla il figlioletto. La vacca che si nutre alla mangiatoia con il vitellino accanto. La suggestione evocata dalla calda luce dorata che si sprigiona dalla lampada. Potrebbe essere invece un particolare della vita di Segantini, la motivazione che ha spinto l’artista a dipingere l’opera. Oppure la reazione del pubblico alla sua esposizione in occasione della prima Triennale di Brera del 1891, data che segnò la nascita del Divisionismo.
L’eterno presente de Le due madri di Giovanni Segantini
Siamo nel 1889, data nella quale Segantini dipinse questa opera. Tu però devi immaginarla come presente, proprio ora che stai osservando la scena. L’aria è densa. Riesci a sentirla? È l’odore del latte, del fieno bagnato, del respiro pesante degli animali. Segantini non dipinge una scena rurale, dipinge un tempio dell’amore materno.
La connessione fisica con l’opera
Connettiti fisicamete al dipinto che hai di fronte. Senti il tepore che si diffonde all’interno della stalla? È quel tepore umido che rassicura, quel pulsare di vita che si diffonde dall’animale e che permette di sentire finalmente il tuo respiro. Percepisci la tranquillità del bambino e la sicura protezione della madre. Non sei solo un osservatore: immedesimati negli animali, nella donna, nel bambino. Cerca in te la sensazione di protezione verso tuo figlio oppure la ricerca di sicurezza che vivevi nella tua infanzia. Riproduci la piacevolezza di essere all’interno di una stalla e sentire il calore umido e rassicurante che proviene dagli animali.
Chiudi gli occhi per un istante. Riesci a sentire ancora il calore di quell’abbraccio che, da bambino, ti faceva sentire al sicuro dal mondo? Quel legame silenzioso che non ha mai avuto bisogno di parole è la stessa luce che Segantini ha fermato sulla tela per te. Pensa a quella fatica dolce, a quel respiro che hai vegliato nel buio della notte tenendo tuo figlio tra le braccia. In quel momento di stanchezza e amore infinito, eri parte di questo stesso mistero: una luce che protegge la vita, ovunque essa germogli.
L’opera di Segantini è un’icona di sacralità
Per stabilire quella connessione emotiva che ti permetterà di conoscere l’opera nel profondo e di non dimenticare la sua analisi, devi considerarla come una icona sacra. Le due madri di Giovanni Segantini è presente ora, di fronte a te, presta tutta la tua attenzione e cogli la tua esperienza emotiva che l’opera ti risveglia.
La soglia: L’essenza della ricerca di Giovanni Segantini
Devi trovare una soglia che ti permetta di agganciare il tuo interesse emotivo. Ti propongo, come esempio, un dettaglio legato alla vita di Giovanni Segantini.
Presentata alla Triennale di Milano nel 1891, l’opera scosse il pubblico. Perché? Perché Segantini parlava di ciò che conosceva fin troppo bene: l’assenza e la ricerca. Lui, che perse la madre a soli sette anni, ha passato tutta la vita a cercarne il volto in ogni creatura della montagna. In ogni pennellata di questo quadro c’è il tentativo disperato e bellissimo di ricucire quel legame spezzato. Non è solo un quadro di genere, è la biografia di un’anima che cerca rifugio nel calore materno. E ora, guardate voi stessi. Quante volte, in un momento di fatica estrema, avete trovato forza nel solo respiro di chi amate? Forse nel ricordo di vostra madre che vi rimboccava le coperte, o nel miracolo di un figlio che dorme tra le vostre braccia mentre il mondo fuori corre frenetico.
La soglia: L’atmosfera del dipinto
Potresti invece trovare più vicini alla tua sensibilità l’atmosfera e i soggetti che raffigura l’opera. Guarda la luce: quella lampada appesa al soffitto non è solo un oggetto. È un sole artificiale che genera una penombra sacra. La vacca, con la sua mole rassicurante, veglia sul vitellino che riposa. Accanto a lei, una donna, stanca, con il capo chino, sorregge il suo bambino. C’è un silenzio che non è assenza di rumore, ma pienezza di vita. Qui, il confine tra l’umano e il naturale svanisce.
La soglia: La spiritualità laica di Giovanni Segantini
Segantini ci sta dicendo che la maternità non appartiene a una specie, ma è il motore immobile dell’universo. Per ottenere questa vibrazione, Segantini non mescola i colori sulla tavolozza. Li accosta puri, in filamenti sottili. È il Divisionismo. Ma per lui non era solo tecnica: era un modo per catturare la luce come energia pura.
Questo dipinto ci interroga: siamo ancora capaci di fermarci davanti alla cura? Di riconoscere la sacralità nella semplicità di un gesto quotidiano? Segantini ci invita a riscoprire che non siamo isole. Siamo parte di un’unica, grande danza della vita che si rigenera, nonostante il buio, nonostante la povertà.
Il messagio personale e profondo de Le due madri di Giovanni Segantini
Segantini ci sussurra che non c’è separazione. Il respiro della madre umana e quello della madre animale sono un unico battito cosmico. Qui, la fatica quotidiana si trasfigura in una preghiera silenziosa sulla cura e sull’attesa. Siamo parte di una catena d’amore che unisce ogni creatura. Guardate queste madri: in questa luce, non siamo mai stati così lontani dalla solitudine.
Il tuo contributo nel far vivere l’opera di Segantini
Se hai condotto una visione evocativa dell’opera hai sicuramente stabilito un legame emotivo con il grande dipinto di Segantini. Questo è l’unico modo per farlo vivere e non lasciare che rimanga un oggetto appeso alla parete della Galleria d’Arte Moderna di Milano. La tua esperienza è il completamento dell’opera che attraverso di te acquista un nuovo e vitale significato.
Descrizione de Le due madri di Giovanni Segantini
Una giovane madre si trova all’interno di una stalla con in braccio il suo bambino. La donna è seduta su di uno sgabello da mungitura a tre gambe. È vestita con un semplice abito lungo che arriva fino ai piedi coperti da poveri zoccoli. Il capo è avvolto da un fazzoletto chiaro annodato. Il suo viso è chinato in basso, gli occhi chiusi e sembra dormire serenamente. Tra le sue braccia riposa, poi, il neonato. Il piccolo dorme sulle ginocchia materne. È avvolto da un panno che ricopre interamente il suo corpo. Il piccolo braccio sinistro scivola in basso lungo la gamba della madre.
A sinistra, invece, una vacca si ciba da una mangiatoia. A terra, il suo vitello riposa tranquillamente mimetizzato tra la paglia. Al centro dell’immagine, una lampada schermata da un foglio, illumina debolmente la scena. La luce mette in evidenza il piccolo che dorme tra le braccia della madre. I muri della stanza sono scuri e il pavimento nella stalla è ricoperto di paglia.
Interpretazioni e simbologia de Le due madri di Giovanni Segantini
La maternità fu un tema fondamentale del simbolismo di Segantini. Lo stesso tema si trova, inoltre, in molte produzioni dell’epoca in letteratura. La figura della madre, animale e umana, è interpretata dall’artista in chiave naturale. La madre bovina sembra non curarsi del vitello. Allo stesso modo la giovane donna è abbandonata al sonno come il figlio. Le figure degli animali e del gruppo della maternità acquistano un aspetto monumentale. Anche con questa scelta stilistica viene sottolineato l’aspetto simbolista dell’immagine.
La maternità interpretata da Giovanni Segantini
Non si tratta, comunque, di una maternità vista in chiave religiosa. Nel dipinto le due madri di Giovanni Segantini la maternità della donna e quella dell’animale vengono interpretate sullo stesso piano. L’artista in questo dipinto compie una riflessione profondamente spirituale. Segantini fu un anticlericale convinto. Nonostante questo, pare che l’immagine della contadina si confronti direttamente con quella della Maternità cristiana.
Secondo alcune osservazioni critiche, però, il maestro concepì tale condizione come un evento subordinato alle leggi naturali. La bovina mangia tranquilla mentre a terra il vitello riposa. Anche la contadina dorme con il figlio abbandonato sulle sue ginocchia. Le due madri è, quindi, un esempio di opera simbolista il cui significato nasce dall’atmosfera sospesa e spirituale del dipinto.
Arte e cultura
I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione
Le due madri fu presentato alla prima Triennale di Brera del 1891. L’opera è custodita presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano
Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.
Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.
Lo stile del dipinto Le due madri di Giovanni Segantini
Giovanni Segantini fu un importante esponente del divisionismo in Italia insieme ad Angelo Morbelli e Giuseppe Pellizza da Volpedo. A differenza del puntinismo francese, però, il divisionismo dell’artista è realizzato mediante pennellate brevi di colore. Nel dipinto le due madri, infatti, i tratti del pennello di Segantini creano dei filamenti di tinte che modellano le superfici. A terra, i tratti imitano i fili di paglia sparsi.
Invece, sul corpo dei bovini sembrano riprodurre la trama del loro vello. Cambiano andamento, poi, sulla parete di fondo, nella mangiatoia e nelle assi in primo piano a destra. Segantini utilizzò, così, una pittura calligrafica che ricopre l’intera superficie del dipinto. Il chiaroscuro prodotto attraverso dall’accostamento di toni chiari e più scuri crea volumi che si integrano con l’ambiente circostante.
Il colore e l’illuminazione
Le due madri di Giovanni Segantini presenta un’atmosfera cromatica calda. Prevalgono, infatti, i toni bruni. I due bovini si mimetizzano, così, con le pareti della stalla, con la mangiatoia e con la paglia del terreno. Segantini utilizzò gli stessi colori, ocra, chiaro e più scuro, più una vasta gamma di marroni ma non usò il nero. Il colore è leggermente più saturo nell’incarnato della madre, del figlio e sulle mammelle della vacca. L’illuminazione, inoltre, è artificiale e proviene dalla luce della lanterna.
La donna e il bambino sono illuminati direttamente e spiccano anche per un maggiore chiaroscuro all’interno della penombra della stalla. Grazie a questa illuminazione centrale e debole si crea, così, un suggestivo e intimo gioco di ombre riflesse sulla parete e sul pavimento. In questo dipinto Segantini affrontò la questione dell’illuminazione artificiale all’interno di uno spazio chiuso. Questa situazione gli permise di sperimentare maggiori possibilità espressive grazie ai forti contrasti tra luce ed ombra.
Lo spazio
La stanza è rappresentata dalla parete di fondo, dal pavimento e da una zona a destra ingombra di tramezzi di legno. Non vi è prospettiva lineare, solo un suo accenno nella mangiatoia. Sono i giochi di luce e d’ombra creati dalla debole luce della lanterna a creare le relazioni tra le figure del bovini, a sinistra, e del gruppo con la madre e il bambino a destra. Si intuisce la posizione della vacca leggermente in profondità dalla posizione delle zampe leggermente superiore, rispetto al bordo inferiore del dipinto.
La composizione e l’inquadratura
Le due madri ha un formato rettangolare molto sviluppato in orizzontale. Tale inquadratura permette di rappresentare nella sua interezza il corpo della vacca a sinistra con ai piedi il vitello. A destra, un terzo dello spazio orizzontale, è occupato dalla figura della madre con in braccio il bambino. Al centro, è posta la lanterna appesa al soffitto che illumina l’intera stalla. La figura del bovino crea una importante massa orizzontale. A destra, prevalgono le linee verticali dei tramezzi di legno. Infine, la figura della giovane madre è raccolta su se stessa e il suo abito scuro forma quasi una nicchia protettiva nella quale è contenuta la figura illuminata del piccolo.
Le due madri di Giovanni Segantini e Giovanni Giacometti del Kunstmuseum Chur

Una seconda versione del dipinto Le due madri fu ambientata da Segantini all’interno di un paesaggio della Brianza. Raffigura una donna, che cammina verso sinistra con il piccolo figlio in braccio. La seguono una pecora scura e il suo agnellino. Nel dipinto è riportata la data di morte di Giovanni Segantini, 1899. Il suo amico Giovanni Giacometti la completò, in seguito, nel 1900. In questa opera è maggiore la componente divisionista ormai abbracciata completamente da Giovanni Segantini. L’artista, infatti, utilizzò tratti filiformi che accostati creano e modellano i volumi. Nel caso dell’erba in primo piano, le pennellate coincidono direttamente con gli steli.
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Bibliografia
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- Segantini, 5 novembre 2014, Skira Collana: Skira Masters, Ediz. illustrata, EAN: 9788857225272
- Annie-Paule Quinsac (A cura di), Segantini. Petalo di rosa. Indagini e scoperte, 2015, Milano, Gallerie Maspes
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- Laura D’Agostino, Stefania Frezzotti, Luce d’autunno. «Alla stanga» di Giovanni Segantini, un restauro. Ediz. illustrata, Gangemi, EPUB con DRM, EAN: 9788849298222
- E. Pajer, E. Romanelli, Giovanni Segantini. Magia della luce, 30 marzo 2017, Marsilio Collana: Gli specchi, Con DVD video, EAN: 9788831726863
- Diana Segantini (a cura di), Gabriele Heidecker (Fotografo), Casa Segantini in Maloja. Ediz. italiana, inglese e tedesca, Skira; Illustrated – Multilingual, 2024, ISBN-10 8857252108 ISBN-13 978-8857252100
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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 17 aprile 2026.
Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Giovanni Segantini intitolate:
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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Giovanni Segantini, Le due madri, sul sito della Galleria d’Arte Moderna di Milano.
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