Ritorno alla stalla (La ritirata) di Carlo Pittara

Ritorno alla stalla fu dipinto da Carlo Pittara con l’intenzione di raccontare un momento di realtà legato alla vita dei contadini delle campagne canavesane.

Carlo Pittara, Ritorno alla stalla (La ritirata), 1866, olio su tela, cm 115 x 85,5. Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna

Descrizione

Un gregge guidato da due pastori traversa un piccolo borgo abitato e si ripara all’interno dell’ovile. I due pastori sono rivolti verso il fronte del dipinto mentre il gregge procede verso l’edificio che si trova in prossimità del bordo di destra. Frontalmente, è dipinta la facciata di una casa con una finestra illuminata. A sinistra, è raffigurato, in primo piano, lo spigolo delle mura di pietra, con le quali sono costruite le abitazioni. Una scaletta precaria conduce al piano superiore della casa. Su tutta la scena cade la pioggia e il terreno è coperto di pozzanghere. Anche i tetti di terracotta sono scuri, lucidi perché bagnati. Semplici camini spuntano dagli spioventi dei tetti. Il cielo è bianco e lattiginoso come nelle sere piovose.

Interpretazioni e simbologia

Il dipinto dalla evidente partecipazione sociale racconta la vita del pastore e del suo gregge. L’opera anticipa i più famosi lavori dedicati a questi animali da Giuseppe Pellizza da Volpedo e da Giovanni Segantini. La pecora, infatti, è considerata dagli storici come l’animale più rappresentato nella pittura dell’Ottocento italiano. Probabilmente, Carlo Pittara fu, influenzato dal pittore di animali, lo svizzero Charles Humbert, suo maestro. La critica del suo tempo apprezzò il lavoro del Pittara, nonostante i riferimenti alle condizioni dei più umili. Tale considerazione fu favorita, probabilmente, dall’assenza di raffigurazioni provocatorie presenti, invece, pittura di Courbet.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Approfondisci con altre opere di Ernesto Rayper intitolate: Strada tra boscaglie. Un altro componente della Scuola di Rivara fu Alfredo D’Andrade con le opere: Motivo sulla Bormida, Ritorno dal pascolo, Carcare, Castelfusano.

Lo stile del dipinto Ritorno alla stalla (La ritirata) di Carlo Pittara

Il dipinto intitolato Ritorno alla stalla di Carlo Pittara ha un’evidente componente realista. L’artista fondò la scuola di Rivara, nel 1861, con l’intenzione di rappresentare la realtà con la pratica en plein air. Le superfici sono quindi realizzate con pennellate veloci che, comunque, definiscono chiaramente i dettagli delle architetture in primo piano. Il gregge e i pastori, invece, sono accennati e risultano, per questo, integrati con l’ambiente.

Il colore e l’illuminazione

Ritorno alla stalla di Carlo Pittara presenta una intonazione generale grigio-bruna. Tale colore suggerisce efficacemente un clima piovoso che interessa tutta la scena. Le abitazioni contadine, il terreno e le stesse pecore sono tutte risolte con ocra dai vari toni. Più chiaro centralmente, sulle pecore, e soprattutto sull’agnello posto in primo piano, a destra. Più scuro sul terreno bagnato e nelle parti in ombra delle case. I tetti sono resi marrone scuro dalla pioggia che li rende lucidi. Il cielo è bianco e lattiginoso. L’unica nota grigia del dipinto è l’ombrello del pastore. Il contrasto è deciso soprattutto tra i tetti scuri e il cielo bianco. L’illuminazione è più intensa al centro, in primo piano, dove spicca il mantello dell’agnello e delle pecore, accanto a lui. La finestra posta accanto al pastore è illuminata e al suo interno la luce chiara fa pensare ad un ambiente domestico ed ospitale.

Approfondisci con le altre opere di Carlo Pittara intitolate: Dintorni di Rivara, Le imposte anticipate.

Lo spazio

La scena si svolge all’interno di una scenografia creata dalle facciate delle abitazioni del borgo. Le linee prospettiche delle facciate creano uno spazio realistico e ordinato dalle verticali e dalle oblique dei tetti. La distanza dal primo piano al fondo è chiarita dalla dimensione degli animali che si riduce verso l’ovile. Anche le figure dei due pastori, messe a confronto contribuiscono a creare il senso di profondità della spazio.

La composizione e l’inquadratura

Ritorno alla stalla è un dipinto con sviluppo orizzontale. Questo taglio favorisce la rappresentazione del villaggio e del gregge in movimento, collocato in diagonale. La veduta del paese e, quindi, del gregge occupa quasi interamente la superficie del dipinto. Solo una piccola zona di cielo è rappresentata in alto, al di sopra dei tetti delle case. In primo piano si notano gli animali che seguono il gregge con il pastore che li guida.

Verso il fondo un altro pastore si copre con un ombrello chiaro e conduce il gregge tra le case, all’interno di uno stretto passaggio. La scenografia è rappresentata da uno spaccato di villaggio rurale canavesano. Il punto di vista con il quale Carlo Pittara raffigurò la scena è leggermente più basso e contribuisce a dare volume alle pecore in cammino. La composizione è organizzata secondo linee oblique. Si trovano sui tetti, lungo la fuga delle facciate frontali delle case e, soprattutto lungo l’asse obliquo sul quale si muove il gregge. Le linee verticali, prevalgono sulle altre determinando una scansione ritmica che conduce lo sguardo verso il fondo. A sinistra, occupa quasi interamente l’altezza del dipinto lo spigolo della casa. Segue, poi la precaria scaletta che conduce al piano superiore e quindi le verticali delle facciate delle altre abitazioni. Anche le figure dei pastori si aggiungono a queste ultime.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Carlo Pittara, Ritorno alla stalla (La ritirata), sul sito della Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino.