Il Corteo di Teodora della Basilica di San Vitale

Il Corteo di Teodora è un mosaico commissionato dal vescovo Massimiano e realizzato in occasione della consacrazione della Basilica di San Vitale a Ravenna.

Corteo di Teodora, 520 ca.-547 ca., mosaico. Ravenna, Basilica di San Vitale

Indice

Descrizione del mosaico Corteo di Teodora della Basilica di San Vitale

Nel campo rettangolare del grande mosaico si osservano alcune figure umane affiancate. L’imperatrice Teodora si trova al centro mentre alla sua destra vi sono due figure maschili. A destra invece si sovrappongono sette figure femminili. I personaggi sono in piedi e tutti orientati frontalmente al piano del mosaico. L’imperatrice è del tutto frontale mentre i due uomini alla sua sinistra sono leggermente ruotati verso di lei. Invece le donne del corteo sono orientate leggermente verso sinistra.

Le sette donne che seguono l’imperatrice a destra vestono abiti molto ricchi, con ricami e coperti da uno scialle. La prima di loro ha un’apparente età matura. Indossa una tunica color porpora decorata con clavi dorate.

Due dignitari sono in piedi a sinistra dell’Imperatrice. Il primo di loro con la mano destra scosta una tenda decorata. Il secondo nasconde le braccia sotto la clamide. Vestono entrambi una tunica serrata da una cintura rossa. Sopra portano una clamide con tablion. Una fibula d’oro chiude la clamide sulla loro spalla destra. Infine i due uomini non presentano fisionomie molto marcate.

L’imperatrice Teodora

L’imperatrice Teodora veste una tunica bianca bordata in oro. Al di sopra porta poi una clamide di colore porpora. In basso si nota una decorazione con figure dorate che rappresentano i tre Re Magi.

Una fibula dorata decorata con pietre preziose, gemme e perle chiude la clamide sulla spalla destra. Dalle sue orecchie pendono due orecchini con perle. Un copricapo molto elaborato, decorato da numerose perle, è poi posato sul capo di Teodosia. Sopra di esso è poggiato un diadema costruito in perle e gemme preziose. Alcuni pendilia con grosse perle scendono dal copricapo fin oltre il busto coperto dal maniakion. Si tratta di un pettorale di grandi dimensioni anch’esso decorato con oro, perle e pietre preziose. L’imperatrice inoltre porta intorno al collo una collana d’oro con gemme azzurre. Un cerchio dorato circonda infine il suo capo e stringe tra le mani un calice d’oro incastonato di gemme. Sopra Teodora si trova una abside coperta da una valva di capasanta.

Lo sfondo dorato del mosaico di Teodora

Uno sfondo dorato e bidimensionale circonda le figure del mosaico mentre i loro piedi poggiano su un tappeto verde. La tenda decorata raccolta in alto copre parzialmente l’apertura di sinistra. Contro lo sfondo nero si staglia poi una fontanella dalla quale zampilla dell’acqua che si raccoglie in una coppa. Una colonna scanalata sormontata da un capitello corinzio sostiene la fontanella. Dietro l’imperatrice è visibile una nicchia coperta da una piccola abside a forma di conchiglia. Dalla valva scendono file di perle. Infine, in alto a destra è appoggiato un telo a strisce.

Interpretazioni e simbologia del Corteo di Teodora della Basilica di San Vitale

L’imperatrice Teodora offre il calice con il vino per la consacrazione di San Vitale a Cristo Cosmocrator. Per questo il corteo è rivolto verso l’abside. Si trova qui infatti il mosaico con l’immagine di Gesù. Esiste una diversa interpretazione che spiega la scena. La coppia reale compie invece l’offerta eucaristica durante la messa.

Il colore oro dello sfondo rappresenta la spiritualità. Il colore porpora della clamide dell’imperatrice Teodora invece rappresenta il potere degli Imperatori come già in uso nell’impero romano delle origini. Intorno al capo dell’imperatrice si staglia il nimbo come anche intorno al capo dell’imperatore Giustiniano.

La sovrana in realtà non fu presente all’evento. Il mosaico rappresenta quindi un’opera di propaganda politica a favore delle relazioni tra Bisanzio e Ravenna.

I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Il vescovo Massimiano fece ultimare la decorazione in occasione del suo episcopato, nel 546. Il mosaico si trova nel presbiterio sulla parete meridionale, della Basilica di San Vitale a Ravenna di fronte a quello che raffigura l’imperatore Giustiniano e il suo seguito.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile del mosaico Corteo di Teodora della Basilica di San Vitale

L’imperatrice Teodora presenta una dimensione maggiore rispetto alle altre figure che la accompagnano. Questa caratteristica viene detta prospettiva gerarchica e non è legata alla distanza tra le figure. Piuttosto rappresenta simbolicamente l’importanza dei personaggi.

Le figure dei personaggi sono stilizzate e in pose rigidamente frontali. Il loro corpo inoltre è raffigurato prevalentemente in modo simmetrico. L’espressività del volto è poi molto ridotta. Infatti i loro occhi sembrano sbarrati e le fisionomie poco caratterizzate. Non è presente chiaroscuro, quindi le forme non sono modellate plasticamente e risultano bidimensionali. Infine, le figure sono sottolineate da una forte linea di contorno.

La tecnica

Il mosaico è una tecnica di decorazione musiva. Fu molto usato in epoca bizantina per ricoprire le pareti delle chiese con superfici brillanti e colorate.

Il colore e l’illuminazione

Nel mosaico che raffigura il corteo dell’imperatrice Teodora prevalgono l’oro e il verde. Inoltre è evidente il marrone di alcune vesti. I contrasti tra i colori e la loro luminosità sono intensi per ovviare all’assenza di chiaroscuro e prospettiva.

Lo spazio

Lo concezione dello spazio è fortemente condizionata dalla composizione paratattica. Questa tendenza, infatti, determina una distribuzione delle figure che non prevede una struttura unitaria dell’ambiente. I personaggi, di conseguenza appaiono isolati e semplicemente accostati su una fascia in primo piano. La mancanza della prospettiva e di un punto di vista coerente si nota nella fontana. Si può osservare infatti l’acqua come se fosse vista dall’alto. Il corteo dei personaggi, invece, è osservato frontalmente e alla stessa loro altezza.

La composizione e l’inquadratura

La scena è costruita all’interno di uno spazio rettangolare e orizzontale. La fila frontale dei personaggi accostati è movimentata dalla posizione leggermente ruotata delle figure laterali. Inoltre il gesto del dignitario che scosta la tenda e la posizione delle braccia di Teodora infrangono la staticità delle posizioni.

Approfondimento. Una chiacchierata Imperatrice

di Anna Maria Nosotti

Giustiniano fu sicuramente uno dei più grandi imperatori romani, se pur dell’Impero d’Oriente, e visse nel VI secolo dopo Cristo.

Debellò i Goti, tentò di riunificare tutti i territori di Roma, sostenne la Chiesa e ci lasciò in eredità il “Corpus iuris civilis”, un codice di leggi che ha costituito la base di tutto il diritto civile occidentale. E infatti Dante lo colloca nel Paradiso, ed egli stesso si presenta dicendo con orgoglio: “D’entro alle leggi trassi il troppo e il vano” ( Canto VI, v.12).

E quest’uomo scelse come sposa e compagna di vita e di impegno politico una bellissima giovinetta, Teodora, che dimostrò ben presto sagacia, intuito, intelligenza non comuni. Non ci sarebbe nulla di strano, se Teodora, prima di essere stata scelta da Giustiniano come amante e poi come sposa, non fosse stata la donna più criticata di Bisanzio.

Secondo lo storico Procopio di Cesarea, la fanciulla era una danzatrice, una mima e, molto probabilmente, una vera e propria prostituta, anche se alcuni eccessi presenti nel racconto di questo autore possano non essere ritenuti veritieri. Figlia di un domatore di orsi e di una meretrice, fin da ragazzina fu quindi avviata dalla madre alla professione.

Una imperatrice fatale

Solitamente la sera si esibiva affascinando, ma anche scandalizzando, la capitale, perché si presentava in vestiti succinti e ballava con movenze così audaci da far impazzire tutti i presenti. Aveva un numero tale di amanti alcuni anche solo semplici schiavi) che numerose persone al suo passaggio fuggivano, non volendo neppure respirare la sua aria, ritenuta peccaminosa e portatrice di sventure.

Pare che Giustiniano l’abbia conosciuta proprio in un locale di malaffare: eppure, sposarla si rivelò una mossa vincente. Per prima cosa, da prostituta dell’Ippodromo, Teodora era diventata la “Basilissa”, l’Imperatrice. Si occupò per vent’anni delle finanze dello stato, sventò congiure, dimostrò coraggio incredibile, non esitò a far condannare a morte 30.000 insorti, sostenne il generale Belisario nella guerra gotica.

Fu sempre al fianco del marito e spesso lo guidò e ne influenzò le decisioni. E alla fine, la chiesa la dichiarò persino Santa…

Il ritratto di lei che risplende nei mosaici di San Vitale ce la presenta in tutta la sua ieraticità, come imperatrice, ma anche come vera e propria donna del destino. Una autentica “femme fatale”, che per l’appunto ha ispirato negli anni venti-trenta del secolo scorso gli abiti, le acconciature, il maquillage di molte donne dal fascino perverso, come pure recentemente ha fornito un modello per una collezione e una palette di trucchi firmati Chanel.

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Bibliografia

  • Silvia Pasi, Ravenna, San Vitale. Il corteo di Giustiniano e Teodora, 1 dicembre 2005, Franco Cosimo Panini, Collana: Figure, EAN: 9788882908317
  • Giorgio Ravegnani, Teodora – La cortigiana che regnò sul trono di Bisanzio, 22 settembre 2016, Salerno, Collana: Profili, EAN: 9788869731495
  • Jutta Dresken-Weiland, Mosaics of Ravenna. Ediz. a colori, 27 luglio 2017, Jaca Book, EAN: 9788816605404

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 18 agosto 2021.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere presenti nella Basilica di San Vitale intitolate:

Consulta la pagina dedicata al mosaico Corteo di Teodora, sul sito della Basilica di San Vitale di Ravenna.

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