La quiete di Antonio Fontanesi

Il dipinto intitolato La Quiete dipinto da Antonio Fontanesi si avvicina ad alcune opere di Camille Corot. Nel 1863 il Ministero dell’Istruzione donò l’opera al Museo Civico di Torino.

Antonio Fontanesi, La Quiete, 1860, olio su tela, cm 119 X 81,5. Torino, Galleria d’Arte Moderna

Descrizione. Un paesaggio sereno e bucolico

Due figure umane sono al centro di un sottobosco. A sinistra un sentiero battuto traversa un lembo di prato. A destra un torrente crea una piccola pozza di acqua calma. Sulla riva opposta del torrente si innalza una rupe coperta di vegetazione e alberi aggrappati alla roccia. A sinistra poi il terreno è coperto da un tappeto erboso. Alcuni radi alberi anticipano il bosco che si sviluppa in profondità. Infine in lontananza il sole illumina gli alberi lontani e sopra il paesaggio il cielo azzurro è sgombro di nubi.

Interpretazioni e simbologia

Il paesaggio dipinto da Antonio Fontanesi intitolato La Quiete ricorda una scena bucolica. Il riferimento storicamente più vicino all’opera sono alcuni dipinti di Camille Corot come Souvenir de Mortefontaine.

I Committenti e la storia espositiva

La Quiete fu presentato all’esposizione Nazionale di Firenze nel 1861. Nel 1862 invece fu esposto alla Promotrice di Torino dove fu acquistato dal ministero della Pubblica Istruzione che lo donò nel 1863 al Museo Civico di Torino. Il dipinto è presente alla Mostra I MACCHIAIOLI
Arte italiana verso la modernità, da 26 Ottobre 2018 a 24 Marzo 2019

La storia dell’opera

Il dipinto intitolato La Quiete di Antonio Fontanesi secondo la documentazione critica fu apprezzato da Telemaco Signorini e Angelo Morbelli.

Lo stile del dipinto La quiete di Antonio Fontanesi

Il dipinto La Quiete fu segnalato già in passato dagli storici come un’opera molto vicina alle ricerche dei maestri francesi del paesaggio. I riferimenti sono soprattutto legati alla produzione di Camille Corot. Infatti alcune somiglianze iconografiche riportano ad opere come Souvenir di Coubron. Il dipinto documenta una storia di attenta e protratta elaborazione. Le pennellate infatti creano una tessitura minuziosa. Testimoni di questa volontà di realizzare un’opera accurata sono alcuni studi preparatori dei quali si conoscono sicuramente due esemplari.

Il colore e l’illuminazione

I colori sono particolarmente raffinati e la composizione cromatica studiata e rivista più volte. Nel dipinto è presente un tono diffuso caldo e virato verso una luce dorata. L’illuminazione si diffonde dal cielo che si intravede dietro alle due figure al centro del dipinto. Un forte contrasto crea lo stacco tra l’ombra del primo piano e il paesaggio illuminato dello sfondo.

Lo spazio

In primo piano è rappresentato lo slargo del sottobosco con il ruscello sulla destra. Gli alberi nella loro successione in profondità scandiscono lo spazio fino al bordo della radura. Sul fondo si apre infine il paesaggio privo di alberi immerso nella luce e molto distante. La spazialità è quindi ottenuta mediante l’illuminazione della scena.

La Composizione e l’inquadratura

Al centro dell’incrocio delle diagonali si trova il punto in cui la rupe incontra il prato. In prossimità di questo centro compositivo sono quindi disposte le piccole figure umane che corredano la scena. Sulle diagonali sono inoltre disposte le parti più importanti del dipinto. A destra il ruscello e il declivio della rupe. A sinistra invece il sentiero e il tratto di cielo che si intravede tra gli alberi.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Antonio Fontanesi, La Quiete, sul sito della Galleria d’Arte Moderna di Torino.